Ashe's POV
Durante la preparazione della penultima materia prima della tesi, mi trovai drasticamente ad affrontare le fatidiche domande che mi causavano notti insonni.
" Deciso per dopo? " mi tartassò mio padre, durante una delle sue solite chiamate di routine.
" Non so, sto valutando di finire la tesi prima di decidere " risposi, in ansia.
" Non è troppo tardi per imboccare la strada del tuo vecchio " esclamò.
" Non so, rimettermi a studiare non mi sembra la cosa migliore. Se trovassi un lavoro? "
" Posso trovartene uno qui ".
Mi si era appena acceso l’allarme di pericolo in testa.
" Non so. Vorrei prendere un po’ di tempo per valutare alcune proposte. Non vorrei fare scelte sbagliate " risposi, secca.
Con mio padre dovevo essere diretta fin dal principio, se no, già mi sarei trovata con un contratto firmato da lui per qualche posto per cui lui mi aveva raccomandato.
" Ok, aspetterò una tua risposta. Ci vediamo per la tua laurea allora " disse.
" Sì, preparo le ultime materie e dovrei aver finito fra 3 mesi " nella mia testa erano già magicamente diventati 4 mesi.
Lo salutai e riagganciai. Dovevo assolutamente trovare un lavoro il più lontano possibile da San Francisco e dovevo trovarlo alla svelta.
Il mio foglio bianco dei piani si era magicamente riempito e moltiplicato. Ora avevo un foglio con l’opzione “se mi devo sposare”, un altro con “se devo lavorare per papà” ed un altro con su “se un asteroide colpisce la terra”. L’unica cosa invariata su ognuna delle 3 opzioni rimaneva il fatto che avrei dovuto smettere di giocare su Empire of Gods ed era una visione triste.
Mi ero prefissata un obiettivo prima della laurea e, nell’ombra, lo stavo portando a termine. Ormai svolgevo quest sul gioco per circa 8 ore al giorno, un altro paio di ore le dedicavo a studiare la penultima materia ed a scambiare e-mail con il mio relatore per la tesi sugli argomenti che avrei affrontato. Avevo la pianificazione perfetta per la vita perfetta che non avrei più avuto. Janny aveva cercato di trovare una soluzione insieme a me, ma avevamo miseramente fallito. Unica cosa riuscita, era il viaggio di una settimana che avevo pianificato di fare da lei e quello non avrebbero potuto impedirmelo. Potevano magicamente trasformarsi in due settimane mettendo in conto che non ero mai stata in Texas e volevo visitarla. Janny era di Dallas e non mi sarebbe dispiaciuto rimanere un po’ da lei.
Altra nota strana erano i discorsi tra me e Samael/Oz che non facevamo molto spesso, ma che lasciavano il segno. Con profondo dispiacere, riuscii a consumare il mio vibratore preferito e la colpa era solamente sua. Facevamo discorsi ambigui, ci stuzzicavamo a vicenda e mi trovavo ad essere combattuta tra pensare che fosse un brutto ragazzo a pensare l’esatto contrario. Lui aveva visto la mia faccia, io, sfortunatamente, ancora no. Stavo quasi per valutare l’ipotesi di dirgli che mi doveva un vibratore, ma avrei potuto portare le nostre discussioni su tutt’altro piano e non sapevo cosa ne sarebbe uscito. Per colpa sua, avevo pensieri strani in testa e non era un bene. Ero riuscita per tutti quegli anni a non sentire il bisogno di avere un uomo, i miei bisogni erano stati ampiamente soddisfatti dalla mia gamma di vibratori massaggianti Wand, e per colpa sua sentivo come se mi mancasse qualcosa. Se ci fossimo mai incontrati, se fosse stato di mio gradimento in ogni aspetto che andava dal fisico al mentale, sarebbe stato un vero problema. L’avevo provocato e lui aveva fatto lo stesso, ma quante risate si sarebbe fatto sapendo che ero ancora vergine? Probabilmente, se per strane congiunzioni astrali ci fossimo mai incontrati e provato attrazione fisica reciproca, me la sarei data a gambe. Ero talmente terrorizzata dalle relazioni con qualsiasi sesso che l’unica mia amica era Janny, solo perché era in grado di non farmi sentire a disagio. Per questo ero scappata da tutto fino ad ora e lo avrei fatto ancora, se fosse servito. Unico problema, conoscendomi, la mia corsa non sarebbe durata a lungo.
Fra meno di 3 giorni avrei affrontato un altro evento mensile, sperando la partecipazione di Samael. Fra meno di una settimana mi aspettava il penultimo esame. Fra meno di 4 mesi ero fottuta. La mia vita era appena diventata un count down. Gettai tristemente il mio vibratore preferito nell’immondizia e osservai con sconforto quelli che mi erano rimasti. Li avevo consumati quasi tutti, non mi rimanevano più molti usi.
Sbuffai e presi una decisione drastica. Non ne avrei comprato di nuovi, se si fossero rotti prima che Oz avesse trovato una soluzione, lo avrei costretto a comprarmeli. Cazzo se l’avrei obbligato!
" Ehi, ci sarai oggi per l’evento? " chiesi con un audio a Samael.
Giocava poco in quel periodo, ma se volevo il secondo posto in classifica, avrei avuto bisogno del suo aiuto. Rispose dopo un’oretta con un audio. C’aveva proprio preso gusto a comunicare così con me.
" Non credo " rispose secco.
" Dai " dissi, con la mia vocina da gamer supplichevole.
" Ti serve qualcosa? " chiese, divertito.
" Se non trovo una soluzione, mi sono rimasti pochi mesi per giocare e vorrei il secondo posto in classifica prima di lasciare. Ho bisogno del tuo aiuto " risposi.
" Che ti servirebbe? "
" Puoi abbattere il dio e distrarre tutti, mentre io faccio tanti punti abbattendo più mostri possibili? "
" Cosa ci guadagno? Anche se non gioco, la mia posizione è al sicuro per diversi mesi "
" Avrai già la mia anima se riesci a trovarmi una soluzione " risposi, scherzando.
" Sono anche un fan dell’appagamento immediato. Che ci guadagno ora? " chiese.
Mi stava sfidando, lo capivo dal tono di voce e perché mi ero appena bagnata. Maledizione!
" Vuoi che ti supplichi? " chiesi, rispondendo a tono.
" Non sarebbe male … per cominciare " rispose.
Ricordati Ashe, se ti incontra ti potrebbe strappare i vestiti per quanto lo hai provocato. Ricordatelo prima di sparare alto. Mammina Janny ti ha detto di stare attenta agli sconosciuti incontrati online.
" Ti arrapa la cosa? " cazzo, l’avevo chiesto senza pensare.
Anche stavolta la mia mente aveva fallito nel controllo delle mie azioni a favore della mia libido.
Da una parte speravo che non mi avrebbe risposto, speranza che fu disintegrata pochi secondi dopo.
" Non sai quanto " rispose, con una voce talmente arrapante che quasi mi alzai dalla sedia per andare a prendere un vibratore.
" Non ti supplico, ma se mi aiuti ti confido un segreto ".
La mia libido stava per dire ad un perfetto sconosciuto cose molto private di me. Il mio ritegno stava per andare al diavolo, letteralmente.
" Confidami un segreto e giuro che ti aiuto per l’evento " rispose.
Aveva cambiato il suo modo di respirare, le notavo queste cose. Magari lo arrapavo tanto quanto lui arrapava me.
" Mi dai la tua parola che mi aiuterai per questo evento e per i prossimi fino alla mia dipartita o fino a che non avrai trovato una soluzione? "
" La scadenza è la tua laurea, giusto? "
" Sì "
" Smetterò di aiutarti con l’evento principale fino a che non ti vedrò con la toga. Poi ti offrirò il mio aiuto per il resto e mi darai la tua anima. Lo giuro ".
Aveva una tale sicurezza nel tono di voce, da renderla quasi ipnotica.
" Giura anche che non lo dirai a nessuno " esclamai.
" Giuro. Lo terrò solo per me "
" Se dovessi veramente riuscirmi ad aiutare con la fuga dai miei, devi mettere in conto un’altra cosa " dissi, respirando a fatica.
" Cosa? "
" Mi devi tutti i vibratori che ho consumato in questi mesi per causa tua. Dovrai comprarmene di nuovi e sono molto esigente " risposi, tutto d’un fiato.
Ora si che mi ero fottuta del tutto.
" Cazzo, allora posso già ordinarli. Te li porterò di persona insieme al mio grosso uccello " rispose.
Colpita, affondata e fottuta violentemente. Addio riservatezza di Ashe, addio giorni da finta suora e benvenuta Ashe troietta. Ero talmente bagnata da aver inzuppato gli slip, maledetto Oz.
" Oddio, così mi uccidi " dissi, ridendo nervosamente.
" Dovresti vedere l’effetto che mi fai. Quando te la farò, accetta la mia proposta " disse, la sua voce era tornata ad essere giocosa.
Mi infilai la mano sinistra negli slip e mi sfregai il clitoride, mentre con l’altra tenevo il cellulare in mano.
" Se ne vale la pena … " risposi.
" Ne vale "
" Ti ho detto così tante cose di me e di te non so niente. Potresti farti vedere " proposi.
" No, lo farò di persona. Quindi oggi devo partecipare all’evento per distrarre tutti e, infine, uccidere il dio. Menomale che comincia fra un paio di ore, per colpa tua ora devo segarmi " disse.
" Idem " risposi.
" Vai a segarti pensandomi? " chiese, stava quasi ansimando.
" Non so che faccia hai, è un po’ difficile pensarti " risposi, frustrata.
" Ancora per poco "
" Tu ti stai segando pensandomi? " chiesi.
" Da qualche mese ormai " ammise.
" Lo devo prendere come un complimento? " chiesi, curiosa.
" L’erezione è il miglior complimento che ci sia ".
Non aveva tutti i torti, ammisi.
" Ok, allora vado a consumare un altro vibratore, tanto me li comprerai presto " dissi, eccitata.
" Fammi avere la lista. A dopo " rispose, con lo stesso mio tono.
Chiusi la chat, presi il vibratore e venni così tanto che ansimai forte. Oz stava rendendo la mia vita veramente assurda e sapevo per certo che aveva qualche piano strano in mente. Forse era arrivato il momento di fuggire in Antartide.
Come aveva giurato, Samael focalizzò l’attenzione di tutti i top player e infine uccise il dio, mentre io accumulavo abbastanza exp da essere a pochi punti da Destructor. Un altro evento così e l’avrei superato. Dopo la nostra eccitante chiacchierata, Oz era di nuovo sparito dal gioco, ma sapevo che avrebbe mantenuto la parola e sarebbe tornato per il prossimo evento. Nel frattempo io riuscii a prendere un altro massimo dei voti e cominciai a prepararmi per l’ultimo esame e per i vari colloqui con il relatore per scrivere la tesi. Questo mese avrei avuto meno tempo per giocare, ma almeno avevo un faro di speranza all’orizzonte.
Le chiacchierate con Oz erano di nuovo tornate al livello sporadico. Lui sembrava molto impegnato con il lavoro e non poteva scrivermi molto, però diceva che presto mi avrebbe spiegato la sua proposta ed io ormai non avevo più niente da perdere.
Il giorno del mio ultimo esame, che superai di nuovo con il massimo dei voti, mi preparai a quello che era il mio penultimo evento importate su Empire of Gods. Se Oz rispettava l’accordo, oggi sarei salita in classifica.
" Ho visto la classifica " esclamò Janny, con un audio privato, mentre aspettavamo l’inizio dell’evento.
" E? " dissi, controllando i giocatori on.
Di Samael, a 20 minuti dall’inizio dell’evento, non c’era ancora traccia.
" Ci sei quasi. Credo che non se ne sia neanche accorto. Destructor è così occupato a tentare di arrivare a Samael che neanche ha notato che gli stai alle costole " disse Janny, euforica.
" Già " risposi, esausta.
" Andato bene l’esame? "
" Come sempre! " mi stava venendo l’ansia ad aspettare Oz e traspariva dalla mia voce.
" Quando ti laurei? "
" Due giorni prima del prossimo evento "
" Trovata una soluzione? "
" Non ancora ".
" Che hai? " chiese Janny, alzando la voce.
" L’Ansia " risposi, tristemente.
Gli ultimi 3 minuti prima dell’apertura del portale, finalmente Samael fece la sua apparizione. Il mio umore era talmente depresso da non darmi neanche la voglia di scrivergli. Entrammo nel portale e sia lui che io facemmo quello che avevamo concordato.
Anche stavolta la presenza di Samael oscurò gli altri player, inclusa me. Nessuno si accorse che avevo superato di un bel po’ di exp Destructor, nessuno ad esclusione di chi conosceva il mio piano. Janny fu la prima a complimentarsi con me, ma non avevo proprio la voglia di festeggiare in quel momento. La ringraziai ed uscii dal gioco.
Poco più di 3 settimane e la mia routine sarebbe finita, ormai sbarravo i giorni sul calendario con il sangue. Dopo qualche minuto che spensi il computer e mi misi a fissare il soffitto sopra il mio letto, Samael mi mando un messaggio.
" Complimenti, obiettivo raggiunto. Non sei felice? " scrisse.
Lessi il messaggio senza provare emozione e feci rispondere la mia parte più depressa.
" Che cambia?! Fra 3 settimane mi laureo e non so che fare dopo " scrissi.
Eravamo tornati in modalità scrittura, lui doveva essere sicuramente a lavorare.
" Che giorno? "
" 17 dicembre "
" Ti farò un bel regalo di laurea, promesso ".
Lessi il messaggio e spensi il telefono.
Mi svegliai a tarda mattina con svariati messaggi di mia madre. Mi aveva comprato un vestito per la laurea, a cui avrebbero partecipato solo lei e papà, aveva chiamato una ditta di traslochi per venire a prendere le mie cose il 20 dicembre e chiamato il catering per organizzare una festa di laurea per il 22. Aveva proprio organizzato tutto. Aveva perfino invitato tutti i loro amici e persone di spicco per la festa e mi aveva pure comprato un altro vestito per l’evento. Il mio unico compito era laurearmi e basta. Avrei traslocato il giorno dopo dell’evento, almeno quella era una buona cosa. Avrei avuto tristemente la casa piena di scatoloni ed il computer per giocare come unico rimasuglio di una parte di vita che avrei rimpianto a lungo. Non si era neanche scomodata di chiedermi se avevo trovato lavoro, aveva dato per scontato che non l’avevo fatto.
Feci colazione, fissai la tesi, che avevo finito da pochi giorni di scrivere, e mi connettei sul gioco.
Ero ancora la seconda in classifica, alle spalle di Samael, e la mia posta era intasata di messaggi. Mi erano arrivati molti complimenti, qualche minaccia di Destructor, e un audio di Chuck in cui mi faceva gli auguri. Era simpatico, ma la sua voce non mi arrapava quanto quella di Oz e neanche il suo modo di essere lo faceva. Certe volte era anche troppo pensante per come tentava di provarci.
Non risposi a nessuno e mi misi semplicemente a giocare.
Giocai per l’intera settimana, leggendo ogni tanto la tesi.
Giocai anche la settimana dopo e lo feci anche a pochi giorni dalla laurea.
Ogni volta che uscivo da Empire of Gods, mi mancava l’aria.