Ashe's POV
Los Angeles era una città calda, lo era durante tutto l’anno.
Mancavano pochi giorni a natale e si sfioravano tranquillamente i 20°. Avrei tanto voluto essere in un posto fresco in quel momento, tipo in Antartide o in Siberia, ovunque piuttosto che lì.
Con indosso l’abito viola che mia madre mi aveva comprato, assomigliavo sempre di più ad una modella. Non avevo avuto voglia di mangiare molto in quelle settimane, ero anche dimagrita, il vestito mi stava anche un po’ largo. Avevo pettinato i miei capelli castani e abbinato un ombretto ai miei occhi azzurro chiaro. Sembravo una bambola di porcellana costosa, con il sorriso finto e la pelle candida.
" Sei in ansia? " chiese mio padre, mentre guidava verso la facoltà
" No, tutto a posto. Sono solo un po’ stanca " risposi.
I miei genitori erano euforici, in fin dei conti la loro unica figlia si stava laureando. Io mi sentivo sempre più depressa.
Arrivammo in facoltà e alcuni membri dello staff mi aiutarono a mettere la toga. Più che il discorso di laurea che mi avrebbero obbligato a dire alla festa in mio onore fra qualche giorno, mi stavo preparando al discorso d’addio da fare a tutti i miei amici e rivali su Empire of Gods. Avevo deciso di farlo prima dell’evento, così anche da chiedere come addio la scusa di uccidere il dio. Sembrava perfetto.
Mi sedetti insieme agli altri miei colleghi di quella sessione e attesi il mio turno, mentre ascoltavo il discorso del rettore. Non so perché, forse per una vana speranza, presi il telefono in mano e lessi i messaggi che mi erano arrivati sulla chat del gioco. Janny mi aveva scritto “buona fortuna” e svariati smile e il mio gruppo di ragazze aveva fatto lo stesso. Anche Chuck mi aveva scritto e, cosa che mi fece saltare un battito del cuore, lo fece pure Oz. Scrisse un messaggio lunghissimo, in confronto a quelli che mandava di solito e mi lasciò a bocca aperta. Lo dovetti leggere più volte, ero troppo sconvolta per crederci.
" Eccoti la mia proposta, spero che sia di tuo gradimento. In ogni caso, non mi hai mandato la lista di vibratori che volevi, ma sono sicuro che lo farai a breve. La Sidereal Shadow sta cercando alpha tester per alcuni giochi che sta sviluppando e vorrei che entrassi a far parte del team. Ovviamente non posso dirti come ho avuto questa informazione e tu non potrai neanche dire quello che stai per fare per questioni di segretezza commerciale. In ogni caso, ti mando anche il modulo per fare l’iscrizione, compilalo e ti verrà inviata la specifica dell’incarico. Dovrai trasferirti a New York negli alloggi che l’azienda ti fornirà e, per tutti gli esterni, sarai classificata come consulente, quindi i tuoi genitori non verranno mai a sapere quello che realmente farai. Cominci ad inizio anno, non tardare. Non vedo l’ora di conoscerti ".
Cazzo, ci era proprio riuscito. Respirai e lessi il messaggio per l’ennesima volta. Iniziai a sorridere come una psicopatica. Mi tremava anche il labbro come una psicopatica.
Sarei diventata un Alpha tester, cioè sarei entrata a far parte del primo team di sperimentazione del gioco. Avrei provato un gioco che probabilmente sarebbe entrato in commercio dopo svariati mesi e, soprattutto, lo avrei fatto per la Sidereal Shadow, la casa madre di Empire of Gods.
Quando il rettore, mi diede la pergamena, non piansi per il traguardo importante raggiunto, piansi perché Oz mi aveva trovato il lavoro dei sogni. L’ipotesi che avessi veramente venduto l’anima al diavolo passò perfino in secondo piano, era assurdamente fantastico ed io mi sentivo assurdamente bene.
Mi scattai una foto con la pergamena in mano e la mandai ad Oz, insieme ad un audio:
" Anima pronta per essere presa, dica lei quando. La lista la preparo a breve, sappi che sono molto esigente! " cavolo se ero felice.
Mandai la foto anche a Janny e andai a pranzo con i miei.
Fu un sogno, qualsiasi cosa dicessero sul mio futuro, a me non importava. Ero troppo felice di avere una via d’uscita, che i loro piani mi scivolarono addosso come la pioggia sul vetro. Avrei tenuto l’informazione per me per il momento. Ora dovevo solo compilare il modulo.
A tarda serata, tornai finalmente a casa. Mi spogliai e accesi il pc.
Il modulo che mi aveva mandato era semplice da compilare. Richiedeva solo i dati anagrafici, l’account di gioco, eventuali patologie o medicine in uso, fobie e disponibilità a vivere confinati per diverse settimane. L’ultimo campo era praticamente la mia routine. Io vivevo spesso confinata in casa a giocare.
Inviai il modulo e andai a dormire. Con il ritorno del mio buon umore, mi ricordai della lista che dovevo mandare ad Oz.
" Di solito uso vibratori per il clitoride, utilizzo spesso i massaggiatori wand, quindi dovresti comprarmi uno di questi. Scegli tu quale. Io, molto spesso, li scelgo perché mi ispira il colore, più che le funzioni. Spero che il messaggio non ti abbia fatto arrapare troppo. Baci " scrissi.
Più chiaro di così non si poteva. Mi addormentai con il sorriso tra le labbra. Era fatta.
Mi svegliai con ancora il sorriso tra le labbra. Aprii la finestra per far entrare la luce del sole, mi preparai la colazione e effettuai l’accesso al gioco come ogni giorno. Accumulai exp per tutto il resto della mattinata e poi cominciai a preparare alcuni scatoloni. Ero talmente contenta da sentirmi piena di energia.
La Sidereal Shadow mi aveva mandato le specifiche del lavoro e del compenso. Avrei lavorato nella loro sede principale a New York, dormito negli alloggi insieme agli altri alpha tester e avrei guadagnato oltre 4 mila dollari al mese. Non era spiegata la durata del lavoro, ma non mi importava molto. Non richiesto il colloquio e neanche il curriculum, dovevo solo presentarmi il 3 gennaio al briefing iniziale e firmare un contratto di riservatezza. Meglio di così non mi poteva andare.
Durante la giornata avevo accumulato un bel po’ di exp di distacco da Destructor e per un po’ potevo stare tranquilla che non mi sorpassasse. Oz non mi aveva ancora risposto e fu un bene, visto che riuscii a preparare diversi scatoloni senza distrarmi. A tarda sera ero stanca fisicamente, ma mentalmente ero ancora euforica. Ero già pronta per l’evento di domani in cui non avrei dovuto fare un discorso di addio.
Presi il pc e mi misi a fare qualche ricerca sulla Sidereal Shadow.
Era un’azienda multimilionaria che ormai si occupava di diversi campi. Era stata creata quasi più di 10 anni fa da alcuni studenti universitari ed erano diventati famosi con il primo videogioco che avevano creato. Su Wikipedia vi erano anche diversi aneddoti sul team originario dell’azienda. Si vociferava che il CEO fosse una sorta di genio dei computer con un quoziente intellettivo altissimo e che i restanti membri del team fossero una sorta di mostri sacri di svariati campi. Su internet vi erano diverse foto del team, sembravano tutti i classici tipi belli e impossibili. Tra loro spiccava senza ombra di dubbio la figura di mister Reed, il CEO, che era assurdamente bello. Talmente bello che su alcuni forum era definito un vero e proprio sogno erotico.
Alto oltre 1 metro e 80, capelli neri mossi che gli ricadevano spesso sugli occhi blu scuro, lineamenti mascolini marcati, ma estremamente aggraziati. Sembrava il classico ragazzo da scopata violenta di cui non si può fare a meno. Sui forum c’erano diverse foto di lui in costume da bagno in cui si notavano i muscoli perfettamente scolpiti. Era talmente bello da farmi venire l’acquolina in bocca.
Lasciai perdere le ricerche per quella serata e mi misi a dormire. Mi aspettava un lungo giorno l’indomani.
In quei 4 anni vissuti a Los Angeles avevo accumulato un bel po’ di roba. Avevo molti libri e fumetti, film e cd, ma, fortunatamente, pochi vestiti. Sarebbe stato complicato traslocare l’armadio che avevo a San Francisco, era stata una vera e propria benedizione il fatto di essere uscita poche volte di casa e non aver avuto bisogno di molti vestiti e scarpe. Impiegai l’intera mattina solo per svuotare e ordinare negli scatoli l’intera libreria e l’intero pomeriggio solo per uscire il resto dagli armadi. Il camion dei traslochi sarebbe arrivato l’indomani alle 9 e mi aspettava sicuramente un’intera notte a sistemare scatoloni.
Anche oggi attesi invano una risposta da Oz e lo aspettai per l’evento, ma lui non si presentò ed io, insieme ad un piccolo gruppo di player che ancora non era andato in vacanza per natale, entrammo nel portare ad abbattere il dio del ghiaccio vestito a tema natalizio. Fui io a sferrare l’ultimo colpo, così riuscii a distanziare di molto Destructor.
Mi concedetti solo un paio di ore dopo l’evento per dormire e poi mi rimisi a mettere tutto negli scatoloni. Mi aspettavano giorni duri a San Francisco, ma almeno ora avevo una via d’uscita ed ero contenta di averla.
Alle 9 in punto il commesso della ditta di traslochi venne a prendere i pacchi e con un pensiero felice, chiusi a chiave la porta dell’appartamento in cui avevo vissuto per tutto quel tempo e mi preparai ad una nuova vita. Non avevo girato molto la città, preferivo stare chiusa a casa a giocare, ma prima o poi sarei tornata a farlo.
Con in spalla il mio zaino, mi diressi verso la stazione dei treni per tornare a casa. Ci volevano più di 8 ore per tornare a San Francisco e finalmente avrei potuto farmi un po’ di dormita. Avevo già prenotato il volo per New York il 2 gennaio e prenotato in un hotel vicino alla sede della Sidereal Shadow per quella notte. Mancava solo di annunciarlo ai miei alla festa che mi aspettava domani sera ed era fatta. Niente uscite combinate da mia madre per trovare un fidanzato e niente lavori trovati da mio padre, potevo decidere da sola di me stessa da ora in poi. Dovevo anche ringraziare Samael quando avrei potuto, sperando pure che prima o poi avrebbe risposto ai miei messaggi. Dalla mia laurea non avevo notizie ed un po’ mi mancava.
A pomeriggio inoltrato, scesi dal treno e respirai finalmente l’aria di San Francisco.
Mia madre mi aspettava già alla stazione con la macchina piena di cose per me. Era comodo che mi comprasse i vestiti per le feste, ma la maggior parte delle volte non rispettavano propriamente il mio gusto. Mi piacevano le cose semplici, invece lei era su tutto l’opposto.
In camera mia fissai il mucchio di vestiti nuovi di zecca e, finalmente, dopo anni di cose stravaganti, trovai un tubino semplice nero. Era fantastica anche la questione che fossi felice per così poco. Cenai con i miei che mi illustravano i piani per la festa e dopo tornai nella mia camera da principessa a tentare di fare una lunga dormita. Avevo raccontato a Janny del miracolo di Samael, omettendo determinati particolari e specificando che non potevo parlare di quello che facevo per questioni di contratto, e lei era stata veramente contenta per me. Era una po’ sconvolta di quello che aveva fatto il top player numero 1 per me, di solito era mister cuore di ghiaccio con tutti. Invece con me sembrava tutt’altra cosa. Sfortunatamente avevamo dovuto posticipare la nostra vacanza, ma era meglio così per ora.
A tarda notte mi svegliai con la vibrazione del cellulare. Oz mi aveva mandato un audio.
" Spero che tu abbia accettato il lavoro. Ho scelto personalmente i vibratori e vorrei consegnarteli di persona " quella sua voce sexy mi dava il tormento.
" Sì, ho accettato. Non vedo l’ora di provarli " risposi, assonnata.
" Altre richieste per me prima di tornare a dormire? " chiese, dolcemente.
" Domani ho una festa in mio onore, potresti farmi scappare se ai miei genitori non piacesse il nuovo lavoro? Ho un vestito stretto, niente cavalli o moto, sarebbe gradita la fuga in macchina " risposi.
" Ok. Scrivimi e arrivo. Vorrei proprio vederlo il tuo vestito stretto " disse, ridendo.
" Ti mando una foto domani "
" Ci conto ".
Chiusi la chat e tornai a dormire.
Fui svegliata a mattina inoltrata dal frastuono della gente che sistemava il giardino per la festa.
Scesi ancora in pigiama e mi fiondai in cucina a cercare qualcosa da mangiare. Il catering, fortunatamente, non aveva ancora occupato quel posto. Casa mia, durante i preparativi per gli eventi, diventava un vero inferno.
" Buongiorno tesoro, sul bancone ci sono delle brioches se hai fame " mi disse, vedendomi a fissare l’interno del frigo.
Presi del caffe e del latte e mangiai una brioche farcita alla crema.
" Ci saranno molte persone oggi? " chiesi.
" Alcuni amici con i loro figli. La maggior parte li conosci " rispose.
" Ah " esclamai.
Sicuramente avrei dovuto avere a che fare con un centinaio di loro.
" Stai ancora cercando di combinarmi qualche incontro? " chiesi, scocciata.
" Certo che lo faccio, ho a cuore il tuo futuro. Non voglio che passi la vita da sola " rispose.
Non aveva tutti i torti, ma io non avevo minimante voglia di imboccare la strada che mi stava mettendo tra i piedi. Sospirai e mi trattenni dal dirle del viaggio a New York.
Passai il resto della mattina a fissare gli operai che montavano un grande tendone nel giardino e mi misi a mangiare di nascosto il cibo che il catering stava preparando. Se non fosse stato per quel centinaio di persone che avrei dovuto incontrare, mi sarei messa a bordo piscina a mangiare non curandomi di tutto quello che mi succedeva attorno. Invece, dovevo pensare a cosa dire agli invitati riguardo il mio nuovo lavoro e come lo avevo ottenuto. Lessi i vari messaggi sulla chat di gioco dal telefono e scrissi qualcosa di futile a Janny, come sempre. Nel pomeriggio mi rilassai nella vasca da bagno e poi mi misi lo smalto alle unghie. Non mi prendevo cura di me in questo modo da diverso tempo. Indossai un elegante body in pizzo senza spalline e infilai l’aderente tubino nero, insieme alle scarpe tacco 10. Mi truccai e acconciai i capelli per sembrare più morbidi e vaporosi. Avevo messo la tenuta da infrangi cuori e dovevo ammettere che mi stava divinamente bene. Mi scattai una foto allo specchio e la mandai ad Oz.
Mi rispose subito dopo, con un audio.
" Ricordati che mi appartieni ora, comportati bene " disse.
Lo disse in una maniera così sexy che mi si bagno l’intimo sotto al body.
" Vedremo " risposi, ridendo.
" Comportati bene o ti vengo a prendere, ti metto sulle mie ginocchia e ti sculaccio forte abbastanza da lasciarti i segni " rispose, serio.
Non so perché ma il sesso violento mi aveva sempre ispirato. Guardavo spesso video di b**m e varianti e mi ero sempre ripromessa che prima o poi avrei provato.
" Smettila di provocare così o dovrò veramente trovare qualcuno che mi soddisfi stasera " risposi, con lo stesso suo tono.
" Quindi ti piacerebbe essere sculacciata da me? " chiese.
" Mi stai facendo tardare alla festa in mio onore e non ti risponderò. Fatti tante seghe pensandomi, io lo farò non appena mi avrai consegnato i vibratori " risposi.
Mi sedetti sul letto e attesi la sua risposta, mentre il trambusto degli invitati cominciava a farsi sentire.
" Me lo hai fatto diventare duro, verrò sulle foto che mi hai mandato. E poi verrò in quella tua bocca disubbidiente quando ti avrò a tiro " rispose, con la voce roca.
Era arrapato e mi faceva sentire bene provocarlo così.
" Dovrò imparare a correre allora, così da scappare lontano da te "
" Non ci riusciresti. Troppo tardi per scappare "
" Devo andare Oz, buona sega " risposi.
" Ti immagino già bagnata per me … divertiti, ma ricordati che il tuo padrone ora sono io "
" Hai solo la mia anima " risposi, divertita.
" Ancora per poco " rispose, con la sua voce più sexy.
Chiusi la chat, misi il telefono nel cassetto del comodino e mi diressi alla festa. Per colpa di Oz ora ero fradicia.
I miei genitori avevano invitato più persone di quelle che pensavo. Tutti mi facevano i complimenti per gli splendidi risultati e tentavano di indovinare le mie prospettive future. C’era chi scommetteva che avrei seguito le orme di mio padre, mentre altri azzardavano carriere strane a cui non avrei mai pensato. Stranamente, vi erano anche molte ragazze della mia età con cui avevo conversato delle solite cose futili. Gli argomenti più gettonati erano i ragazzi, le sfilate di moda e quanto mi stesse bene il mio vestito. Una mi chiese perfino che dieta facessi per mantenere la mia linea, volevo risponderle birra e videogiochi, ma mi trattenni in tempo. Vi erano anche molti bei ragazzi, mia madre li aveva selezionati bene, tutti diversi tra loro. Almeno così non potevo dire che non avevo trovato nessuno di mio gradimento. Cosa che mia madre non sapeva è che doveva selezionarli anche per il tipo di voce, solo quella di Oz aveva il potere di arraparmi. Se l’avrei trovato anche di presenza di mio gradimento, sarebbe stata la mia vera rovina.
" Ti fermi a San Francisco? " chiese un ragazzo, biondo e con l’accento di uno che aveva vissuto gli ultimi anni in Francia.
" Non per molto. Solo per le vacanze " risposi, mangiando una tartina.
Il fatto di non essere riuscita a venire, mi aveva messo appetito. Maledetto Oz!
" Potremmo organizzare qualcosa con gli altri e andare a bere insieme " propose.
" Perché no, potremmo andare a bere tutti insieme " rispose un altro.
Lui invece incarnava in pieno lo stile californiano. Era molto abbronzato, anche troppo per i miei gusti.
" Sì potrebbe fare, quando volete " risposi, già sapevo che avrei inventato una scusa all’ultimo.
Mi dileguai dal gruppo di ragazze e ragazzi della mia età e mi avvicinai al buffet a mangiare qualcosa.
Un ragazzo che non vedevo da anni, mi si avvicinò per chiacchierare.
" Ehi, ti sei fatta splendida " esclamò.
Eravamo stati per tutto il liceo in classe insieme, era anche a causa sua che mi era passata la voglia di uscire con i ragazzi e chiudermi in casa.
" Grazie " risposi, fredda.
" Ti va di uscire con me e i ragazzi dopo? "
" No, grazie. Sono ancora stanca delle ultime settimane " rifiutai.
" Domani? " chiese.
Mi dava fastidio la sua insistenza.
" Neanche "
" Non vuoi uscire con me? " chiese, spavaldo.
" Perché dovrei? " chiesi, infastidita.
" Pensavo che ci fosse del tenero tra di noi un tempo "
" No, non c’era " risposi, fredda.
" Potrebbe esserci ora " disse, avvicinando la mano per accarezzarmi il braccio.
Il tocco mi fece ampiamente schifo e mi scostai velocemente.
" Mi sento con qualcuno e non sono interessata a te " effettivamente mi sentivo con qualcuno.
" Ah. Lo conosco? " chiese, curioso.
" No, non è di queste parti " risposi secca e mi diressi veloce verso altri invitati.
Jonathan Martin era forse stata la mia prima cotta e ci ero rimasta abbastanza male sapendo del motivo per cui voleva uscire con me. Non avrei fatto lo stesso sbaglio, avevo smesso di credere alle persone e mi ero rintanata nei videogames anche per colpa sua. Scocciata mi misi a bere qualche calice di champagne, nell’attesa del brindisi finale in cui avrei annunciato il mio lavoro a New York.
Sentii altri discorsi sulla borsa e su alcuni scandali successi nella città, mangiai svariate tartine e bevvi ancora molto. Ero quasi brilla quando mio padre mi chiamò per il brindisi prima della torta, ma non importava molto: stava per uscire la mia parte da gamer stronza.
" Vorrei fare un brindisi in onore di mia figlia e allo splendido futuro che l’attende " disse mio padre, tenendomi il braccio sulla spalla.
Brindai e alla fine iniziai il mio discorso.
" Ci tenevo a fare un annuncio stasera. Una cosa che non ho detto ancora a nessuno " dissi, attirando l’attenzione della folla.
Li guardai ad uno ad uno per pochi secondi e poi parlai con voce ferma.
" Mi trasferirò presto a New York per lavoro. Un importante azienda ha valutato il mio curriculum e mi ha proposto di lavorare come loro consulente " dissi.
Un curriculum l’avevano realmente valutato, ma quello da gamer. Non era una bugia, era solo un’omissione. Stavo diventando brava in quel campo ormai.
Tra gli applausi, si sentii mia madre chiedermi quale azienda.
" La Sidereal Shadow " annunciai.
Era un’azienda di videogiochi per lo più, ma nel campo della finanza era abbastanza famosa per i suoi ottimi affari in differenti campi. Come mi disse uno degli invitati dopo, aveva anche differenti immobili sparsi per gli Stati Uniti e stava diventando leader in svariati campi. Avevo fatto un ottimo affare a lavorare per loro ed i miei non poterono opporsi al mio lavoro di consulente. Anche quest’ultima cosa era un’omissione, dato che sarei stata consulente di videogames e tester. Ero diventata un genio del male, non appena tornai in camera, mi misi a ridere per questo.
Mi spogliai e presi il cellulare in mano. Oz mi aveva mandato un audio in cui mi chiedeva come fosse andata.
" Andato bene l’annuncio del lavoro. Per il resto solite cose, discorsi tra ragazze e ragazzi che ci hanno provato con me. Tutto qui " risposi con un audio.
Mi struccai e mi misi il pigiama. Stranamente per l’orario, Oz non aveva tardato a rispondere.
" Parlami di quelli che ci hanno provato con te " disse con un audio.
Dalla sua voce sembrava infastidito. Forse era geloso? Di cosa poi. Noi scherzavamo, ma alla fine non ci eravamo mai neanche incontrati.
" Niente di che. Soliti coglioni di sempre. Non dovresti dormire a quest’ora? " risposi con un audio.
" Ho un fuso orario differente qui. Dai raccontami "
" Niente di che, uno con cui sono quasi uscita un po’ di tempo fa ci ha provato con me ed io l’ho rifiutato. Mi sono dovuto giocare la scusa che mi sentivo con qualcuno " risposi, secca.
" Non è una scusa, ti senti con me " esclamò, con una voce irritata.
" Come sei permaloso stasera. Non ci conosciamo ancora. Non so neanche che faccia hai "
" Mi hai promesso la tua anima e ti basta per dire che sei impegnata " rispose, serio.
Ora iniziavo veramente a preoccuparmi.
" Sei geloso? " chiesi, cercando di cambiare discorso.
" No ".
Dalla risposta si capiva che aveva mentito.
" Prima di comportarti così, dovremmo conoscerci meglio, sai?! " dissi, torva.
" Ci conosciamo "
" In un gioco, ci conosciamo in un gioco. Tu sai che faccia ho io, ma io non so come sei tu. Senti sono stanca e voglio andare a dormire. Calmati un po’ e poi ne parliamo "
" Ci conosceremo presto "
" Sembra una minaccia per come lo hai detto "
" Scusa, sono solo un po’ geloso. Sei una bella ragazza, ti si butteranno decine di uomini ai tuoi piedi. Non vedo l’ora di incontrarti " rispose, sbuffando.
" Anche io, però mi spaventi quando fai così. Ci vedremo in un posto con tante persone dove di sicuro non mi potrai rapire, violentare, picchiare o altro " risposi, ridendo.
" Non ne sai proprio di uomini, vero? " chiese, ridendo.
Ero riuscita a dargli una calmata ed ora era ritornato ad essere il solito Oz.
" Chi lo sa. Vado a dormire ora. Sono veramente esausta. Buona notte Oz " dissi.
" Buona notte Ashe " rispose.
Accidenti, forse mi ero cacciata in un brutto guaio.