14 maggio, il discorso “Bambina innamorata… stanotte t’ho sognata… sul cuore addormentata… e sorridevi tu…” la voce melodiosa di Carlo Buti, sovrastata da quella – esplosiva e stonata di Irma – scuote Elena, impegnata a vestire il piccolo Umberto. “Chi ti ha autorizzata a cambiare stazione?”, la richiama dalla camera matrimoniale. Subito la radio torna a trasmettere, in diretta, la cronaca della prima giornata genovese di Mussolini: “…la flotta ha navigato tutta la notte, e ora, nella luce del mattino, è dinanzi a Genova…”. “Piuttosto di darti al canto, sei pronta? Dobbiamo uscire!”, esclama la donna, piombando in salotto con il bambino in braccio. L’una vicino all’altra, sull’attenti ma con un sorrisetto che affiora alle labbra, Giulia e Irma sono pronte ad essere passate in rassegna

