29 «Cos’è stato?», domandò allarmata Federica. Si sentiva ancora vittima del suo assalitore. Michele e Michela si guardarono stupiti, ma non abbastanza per convincerla di essere genuini. «Cosa tesoro?». Tesoro? Perché Michela l’aveva chiamata così, non le piaceva detto da lei. Non erano tanto in confidenza. Criickcriiiiiiik! Di nuovo. «Questo, no? Il rumore», indicò il soffitto. Michele aprì le sue lunghe braccia imitando un aereo. Occupò quasi mezzo salotto. «Gli aviatori», sorrise mostrando i denti accavallati. Federica continuava a non capire. «L’appartamento di sopra è proprietà di una piccola compagnia aerea che fa scalo al Marconi», spiegò Michele, assumendo al contempo un’espressione di poca importanza. «Piloti e hostess rimangono giusto la notte. Non disturberanno la tua cr

