Capitolo 7

1151 Words
Raffaello Penso che apprezzarlo non fosse abbastanza. Non vedevo l'ora di prenderla, portarla nel mio attico e chiuderci dentro. E togliti quel bel vestito verde che si abbina al tono dei tuoi capelli e penso alle tue belle mutandine che vorrei strappare via con i denti. Non so nemmeno di cosa stessi parlando. Il mio cazzo è diventato ancora più duro. Non vedeva l'ora di uscire e mostrarsi a questo bellissimo angelo dai capelli rossi. Avevo una bella erezione, ma per fortuna non si notava. Poiché indossavo un abito che mi travestiva. La cosa positiva era che quando la mettevo a quattro zampe e la scopavo lei riusciva a gestirlo perché mia moglie aveva curve ovunque. Non aveva idea che mi stava rendendo duro, senza fiato e morente di sete, e io ero lì come una persona disperata che aveva bisogno di acqua e lei era l'acqua che mi avrebbe saziato. Sì, ero sicuro che quella fosse la mia donna e Dio, non riuscivo a guardarla, era come se i nostri occhi fossero collegati da una linea immaginaria. E i nostri occhi erano occupati, i suoi mi guardavano affascinati e io guardavo lei, assorbendo la bellezza di questa donna. Questa donna era perfetta. E sono felice di vedere che mi guardava come se fossi un Dio e che io volessi essere quel Dio per lei. E mentre la guardo, mi accorgo che il suo sguardo non è più su di me. E mi chiedo cosa stesse guardando. Una cosa che posso dire è che mi stavano portando via la vita. E solo lei aveva il potere di riportare la vita in me. E ho bisogno che lei mi guardi di nuovo. Sì, lo so che sembra che io stia esagerando, ma al diavolo. Ancora più merda per quella donna con quello sguardo mortale. A chi stava guidando, a loro? Ora, ero forse pazzo a voler che lei mi guardasse in quel modo? Ah, riesco persino a immaginarmela mentre mi guardava in quel modo, ero già duro. E vederla così arrabbiata mi ha fatto perdere liquido dal cazzo e ho capito che era appiccicoso. E i miei occhi non smettono di seguirla e noto che sorride e quel sorriso era malvagio e Dio, era una bomba e il mio cazzo è d'accordo con me. Non mi aveva ancora sorriso. Ma so che se ne sarebbe andata presto, perché eravamo persi a guardarci e se lei avesse sorriso come stava, anche se non per gioia, so solo una cosa: l'avrei rapita e non perché avevo paura. Solo che non volevo spaventare questo bellissimo angelo. Non aveva idea che il suo uomo fosse lì. Quest'uomo era pazzo di lei. È così pazzo che andrebbe ricoverato in un istituto. Ora, guardando il suo bel viso che ora esprime disappunto, faccio un movimento e rimango sorpreso quando vedo a chi sta rivolgendo un sorriso freddo. E noto che segue la signorina Franco verso di me e noto dalla sua espressione che non voleva la signorina Franco vicino a me e il suo sguardo cade di nuovo su di me e il mio corpo riprende vita. - Signore... mi dispiace interrompervi, ma si sta facendo tardi e la gente vuole andarsene. – La signorina Franco dichiara e cerca di toccarmi e io non voglio nemmeno sentire il suo tocco su di me. E i miei occhi sono ancora puntati su mia moglie e inizio a parlare: - Mi scuso per aver parlato qui, mi sono lasciato trasportare. – Dichiaro di staccare per un attimo lo sguardo da lei e di guardare i miei dipendenti che ridono e io rido insieme a loro. Sento le loro risate e prego di non aver detto niente di stupido. E tutto perché mi sono perso in questa bellissima donna. - Facciamo in fretta, voglio lasciarvi andare, così potete continuare a bere responsabilmente e mangiare quanto volete! Ecco perché darò un bonus e parlerò con il settore a cui si rivolgerà la signorina Franco e distribuirò le buste. - Avverto e prendo la busta di Emma e controlliamo i nomi dei dipendenti e poi quando guardo di nuovo, verso il bar, c'era mia moglie. – Adesso chiamo la signorina Emma Vasconcelos... E ho notato che la donna che era lì che mi guardava e di cui ero pazzo era in realtà la mia Emma. Il modo in cui si alza dalla panchina e cammina mi rende ancora più duro, se possibile. Il corpo di questa donna era perfetto e mi faceva venire ancora più l'acquolina in bocca. Non vedevo l'ora di ubriacarmi e di restare ubriaco per sempre. Stavo per andare da lei velocemente e quando ho fatto un passo per arrivarci più velocemente. Lei viene da me e Dio, penso che tu mi abbia portato via da questa terra attraverso questo bellissimo angelo. Ero perso lì, incantato, affascinato dalla sua bellezza e Dio, chi era questa donna? Una donna bellissima che mi stava facendo impazzire. Era sbagliato rapirlo e portarlo nel mio attico? Quel pensiero mi torna in mente ancora una volta ed eccomi qui a provare a farlo. E quando stavo per farlo, ho sentito la voce della signorina Franco interrompere i miei piani. - Quindi sei la famosa Emma dello schermo nero? – chiede con tono ironico e con un pizzico di gelosia che ho sentito in lei. - Ciao Amanda? Tutto bene? Sì, sono il famoso schermo nero! - risponde con un sorriso freddo e Dio, che voce era quella? Era rauca? Questa è la voce che vorrei ascoltare quando mi sveglio e dormo, urlare così, chiedere pietà dopo aver fatto l'amore con lei come un matto. - Quindi sei arrivato tardi? – chiede la signorina Franco e io distolgo lo sguardo per un breve momento e guardo la signorina Franco e dico: - Signorina Franco, per favore, siamo a una festa, vorrei che fosse gentile da parte sua lasciarci soli. – Le chiedo di guardare mia moglie con uno sguardo fulminante. - Puoi prendere il microfono, qui abbiamo finito. - Ma..., ma... - chiede e io le lancio uno sguardo che le fa chiudere subito la bocca. E guarda mia moglie e dice: - Prima di andare, non dimenticare di prendere il tuo nuovo quaderno che ho pensato di comprarti, così non avrai scuse per non chiamarmi! - afferma come se fosse in gara e io mi volto a guardare mia moglie che alza gli occhi al cielo e mi fa l'occhiolino. Credo di essermi innamorato ancora di più di lei. Quel battito di ciglia la rese ancora più seducente. E guardandola in quel modo sono quasi certo che fosse un mix tra una sirena e un angelo della morte. Sì, perché Dio non sarebbe così gentile da far cadere questo angelo sulla terra perché io mi prenda cura di lei. Deve averla mandata qui per convincermi a portarla da lui e sarebbe stato felice di ospitarla.
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