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479 Words
2Chiomonte (Val di Susa) Quando un boato sconquassa il cantiere di Chiomonte in Val di Susa, sono ormai quasi le sei di sera. Il rumore appare assordante e i detriti piovono ovunque, come piccoli meteoriti impazziti. Il fumo avvolge tutto mentre alcune sirene iniziano a suonare incessantemente. Tutti si fiondano veloci verso il punto dell’incidente, compresi i poliziotti del reparto mobile e della DIGOS già a presidiare la zona. Il capoprogetto, l’ingegner Palombella insieme al capocantiere, il geometra De Letteriis, corrono come forsennati. Qualcuno urla di un attentato dei No Tav. Mentre il fumo sembra diradarsi lentamente, i primi soccorritori estraggono da una piccola voragine che ha inghiottito in parte un escavatore due operai entrambi deceduti. Un altro di loro, ferito piuttosto seriamente, viene trasportato poco distante in attesa dell’arrivo delle ambulanze. «Cosa diavolo è successo?» interroga il dottor Palombella. Nessuno lo sa. Per ora solo confusione e panico. L’odore acre di polvere da sparo si unisce in un connubio infernale alla puzza di carne bruciata. Si sentono altre urla. Degli operai iniziano a scavare come possono mentre il mezzo pesante viene fatto spostare di qualche metro. L’ispettore Amato della DIGOS informa dell’accaduto il suo dirigente, il dottor Rossi, che non esita a partire a gambe levate dalla questura. Un attentato dinamitardo con dei morti? Possibile che in val Susa lo scontro si sia improvvisamente alzato a questi livelli? Questo è terrorismo, non più dissenso. I pensieri del dirigente corrono veloci nella sua mente mentre raduna in fretta e furia del personale. Chiama il questore e lo avvisa che si sta portando sul posto, che riferirà appena possibile. Poi sente nuovamente l’ispettore Amato. «Allora? Novità?» «No dottore, al momento non so dirle altro. Mancava poco alla chiusura dei lavori. Stavano ultimando uno scavo per dei pilastri e l’escavatore con chi ci stava accanto è saltato in aria.» «Quanti morti?» «Per ora due. Uno ferito piuttosto seriamente, un quarto lievemente.» «Presenza degli antagonisti?» «Beh, sì, ovviamente c’è un presidio, ma più a valle. Dopo l’acquisizione dei terreni confiscati da parte della TELT1 che serviranno per lo svincolo autostradale a sud del tratto Torino Lione, sono ripartite le proteste.» «Ci vediamo tra poco. Acquisisci le informazioni. La scientifica è già partita?» «Sì dottore. Sono stati tra i primi a partire. Anche il magistrato di turno è stato avvisato. È il dottor Picozzi.» Il dirigente della DIGOS è tirato in viso. Un attentato il ventotto di dicembre. Che abbia un significato particolare? Con dell’esplosivo poi… «A proposito…» dice all’autista, l’agente Carrisi, «…gli artificieri sono stati avvisati? Bisogna bonificare la zona, capire se è presente altro materiale esplosivo.» Carrisi sembra soprappensiero in verità, qualche attimo di incertezza, troppa per i gusti del dirigente che chiama direttamente il centralino assicurandosi che siano presenti anche gli artificieri. «Con questo cazzo di buio non si vedrà molto immagino» aggiunge guardando la strada davanti a sé.
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