CAPITOLO SEI Sono le tre del mattino del cavolo. Non riesco ancora a dormire. Mi sono svegliato completamente fradicio, con la maglietta e i pantaloncini bagnati di sudore e le lenzuola umide. Ricordo solo un’esplosione che mi ha fatto tremare le orecchie, un lampo luminoso e un urlo che mi ha attraversato come il bordo lacerato di un parafango arrugginito. Chiamai Stockton e gli chiesi di portarmi qualcosa, qualunque cosa. Mi disse di calmarmi, che era solo un sogno. Poi notai come la sua espressione cambiò, passando dall’incazzatura per essere stato chiamato nel cuore della notte a qualcos’altro, forse una sorta di preoccupazione ufficiale. Mi chiese come mi sentissi. Gli dissi che non stavo molto bene, che avevo bisogno di qualcosa per rilassarmi. Sono sicuro che se ne rese conto. Mi d

