Gli allenamenti mi sono sempre piaciuti, ma da quando non sono più amico di questa cerchia di idioti sono diventati quasi fastidiosi.
"Ragazzi" grida il coach attirando la nostra attenzione. "Entreranno altri due nostri alunni nella squadra di basket, Christian e Jake" dice indicando i due già completi di divisa.
Ne sarei felice, se quel Jake non fosse il belloccio da quattro soldi che fa il cascamorto con ogni ragazza di questa scuola.
Si stringono tutti la mano per presentarsi e quando arriva il mio turno lo guardo attentamente negli occhi, il suo sguardo da angioletto non mi convince per niente.
Sta per avvicinare la sua mano alla mia, quando mi allontano con aria indifferente come se non esistesse.
"Christian" mi porge la mano l'altro ragazzo, alto più o meno quanto me.
"Joe" mormoro fingendo di ascoltare le raccomandazioni del coach, le regole e tutto ciò che io so già a memoria.
"Non sembri entusiasta di fare parte a questa squadra" mi dice osservandomi.
"Sono i componenti che mi irritano, amo il basket" dico tenendo la mia espressione dura.
Ogni tanto do un'occhiata a Ethan, sono sicuro che sta con loro per convenienza. Probabilmente ricava qualcosa stando con loro.
"Siamo in due visto che non vanno giù neanche a me" mi dice guardandoli con uno sguardo furioso.
"Che ti hanno fatto?" gli chiedo curioso, non sembra il tipo di ragazzo che si fa prendere in giro.
Ha i capelli tra il biondo scuro e il castano chiaro, gli occhi color cioccolato e un piercing sul labbro inferiore.
"Vedi quello con la maglia dentro ai pantaloncini? Lo scorso anno mi ha rubato la ragazza, ci siamo picchiati a sangue ma é riuscito comunque a prendersela lui" mi dice e riesco a vedere la rabbia nei suoi occhi. "A te?" mi chiede poi.
"Varie cose, ci siamo scontrati parecchie volte e preferisco stare lontano da persone come loro, superficiali e ridicoli" rispondi facendo spalluce.
Il fischio del coach ci distrae e iniziamo tutti il nostro allenamento, correndo per tutta la palestra.
"Voglio vedere più grinta!" urla soffiando nel suo fischietto, rilasciando un suono fastidioso.
Gli scarto uno ad uno senza mai perdere la palla di vista o lasciarla fuggire dalle mie mani, guardando davanti a me. Alzo il braccio e lancio la palla verso il canestro talmente forte da farla rimbalzare indietro colpendo uno di loro in piena fronte.
"Joe, apprezzo il tuo impegno ma quasi uccidevi il tuo compagno con quella pallonata!" mi dice il coach sconvolto.
Mi trattengo per non scoppiare a ridere all'espressione del bambolotto con la mano sulla faccia e una smorfia di dolore.
La campanella suona e mi sembra come se ci fossero gli angeli a cantare l'Alleluia, il pranzo è sacro.
"Da oggi sei il mio nuovo idolo" mi dice Christian ridendo dietro di me, ora mi sento decisamente meglio.
"Pranzi nel mio tavolo?" gli domando piegando la testa nella sua direzione, accetta senza obiezione e ci dirigiamo a perdere i nostri vassoi.
Per fortuna oggi ci sono panini von l'Hamburger, devo chiedere a mio padre di cambiare cuoca. Questa è l'unica cosa buona che ci serve, comprati senz'altro e spacciati per suoi.
Mia sorella e Allyson sono nel loro tavolo di sempre, le ragiungiamo e ci sediamo di fronte a loro.
"Ciao!" le saluto prima di addentare il mio panino, il mio amore sarà sempre e solo per il cibo.
"Emh.. Ciao" dice mia sorella guardando Christian confusa, tanto quanto Allyson.
"Ah, lui è Christian. Christian loro sono Ashley, mia sorella, e Allyson.." gli dico presentandoli.
Lui fa un sorriso radiante ad entrambe per poi portare la sua attenzione anche lui al suo panino.
"Sta passando" sussurra mia sorella dando una gomitata ad Allyson, mi volto curioso finché non noto il bambolotto passare con quell'aria da angelo presuntuoso.
Si girano a guardarlo, o meglio fissarlo, con un'espressione felice.
"Ciao Ally, Ciao Ash" le saluta sorridendo, sedendosi in un tavolo poco distante dal nostro.
"Ma chi si crede di essere questo qua? Ash? Ally? Da quando tutta questa confidenza se è arrivato due giorni fa?" chiedo alle due sbattendo la mano sul tavolo.
"Ma sei scemo? Mi hai spaventata!" mi urla mia sorella lanciandomi il fazzoletto accartocciato in una pallina.
"Oh mi scusi principessa, la prossima volta faró piano" le dico in tono ironico bevendo un sorso d'acqua.
"Sei insopportabile, mi spieghi qual'è il tuo problema? Non ti ha fatto niente e può avere tutta la confidenza che vuole con me che non sarai tu a decidere" mi dice guardandomi con aria di sfida.
"Fa come vuoi, tanto sarai tu quella che piangerà fra pochi giorni non appena verrà delusa dal suo bel principino" le dico con il sorriso più falso che ho.
"Allyson andiamo via da qui, non voglio vederlo" dice alla sua amica alzandosi con il suo vassoio.
Fa come le dice e insieme vanno a sedersi in un tavolo a parte, tornando a fissare il bambolotto.
"Ora capisco tutto, che caratterino che ha la tua sorellina" mi dice ridendo leggermente.
"Non la sopporto, le ragazze a volte sono così stupide. Si illudono con poco e niente, io lo dicevo solo per lei!"
"Lo so benissimo. Tu lasciala fare, vedrai che quando si accorgerà con che persona ha a che fare si allontana e ti chiede scusa per non averti dato retta"
"E dovrei restare a guardare mia sorella che viene presa in giro da quel bambolotto? Io lo riduco in poltiglia!"
"Non so se per te sia meglio vedere tua sorella con lui, mentre le ride alle spalle o l'altra ragazza"
"Che c'entra ora Allyson?" domando confuso, guardandolo stranito.
"Mi vuoi dire che non ti interessa? Perché i tuoi occhietti hanno detto tutt'altro quando l'ha salutata in quel modo"
"Stai delirano" lo accuso non capendo di cosa sta parlando, questo ragazzo è parecchio strano.
"Vedremmo" mi dice con aria misteriosa prima di tornare a mangiare il suo pranzo come se nulla fosse successo.