15.

642 Words
Quando mi sono svegliato mi sono trovato sul mio letto ma non ricordo come ci sono arrivato, l'ultima cosa che ricordo è il suo sguardo su di me e un bicchiere di qualche strano alcolico. Mia sorella è tornata con Chris e sta mattina è andata a scuola parecchio felice, quei due hanno passato tutta la giornata di ieri insieme, io invece ne ho approfittato per esercitarmi sul basket. "Joe, ci sei?" mi domanda Chris guardandomi in modo strano, tolgo la testa da sopra le mie braccia e annuisco guardandolo. "Abbiamo gli allenamenti ora?" gli domando ancora mezzo addormentato per la lezione noiosa che è appena passata. "Si" risponde. Mi alzo dalla sedia, afferro il mio zaino e ci dirigiamo assieme nella palestra della scuola. Apro il mio armadietto e chiudo le mie cose per bene dentro esso a chiave, dopo aver preso la mia divisa. Qua dentro, a parte Chris, nessuno è affidabile. "Guarda chi si rivede" dice quella voce che tanto mi irrita poco distante da me, mi passa accanto e mi da uno spintone. Nonostante il mio sangue ribolle già per la rabbia continuo ad ignorarlo e mi infilo i pantaloncini da basket, blu. "Sai mi sono divertito tantissimo alla festa, poi Allyson è perfetta, ha un culo da favola" mi dice ridendo. Tutti sembrano non sentire ciò che sta dicendo, facendo ognuno i propri affari mentre lui si rivela per ciò che è realmente. "Brucia vero? Sai, ho sempre vinto tutto, mi dispiace solo che tu ti sia illuso così facilmente. Il tuo povero cuoricino non ne ha colpa" continua con tono da finto dispiaciuto. Ero quasi deciso ad andare nel campo se non avesse toccato l'unica persona che non deve neanche provare a sfiorare. "Peccato solo che la tua sorellina sia offesa con me, mi piacevano le sue tette" ride. Mi volto infuriato e accecato dalla rabbia lo afferro per il collo e lo sbatto, non leggermente, al armadietto. Ciò che passa nei miei occhi in questo momento è vero e proprio odio, come si può essere cosí falsi, presuntuosi e superficiali? "Non mi brucia un cazzo, e sai perché? Perché non è stupida, e prima o poi si accorgerà della persona sgradevole con cui ha a che fare. Ma ti consiglio una cosa, non farmi mai arrabbiare, perché non hai neanche lontanamente idea di ciò che potrei farti se solo osi sfidarmi. E se ritocchi mia sorella ti ritrovi a tre metri sotto terra" gli dico prima di uscire velocemente dagli spogliatoi. Scollego la mia mente da ogni pensiero e mi concentro solamente sulla partita che stiamo giocando, voglio metterci il massimo impegno e migliorare la mia posizione all'interno della squadra. Per tutta la durata non ha fatto altro che guardarmi male, un pó come fanno i bambini quando gli chiedi se puoi dare un morso al loro gelato. Il corridoio a quest'ora del pomeriggio e sempre deserto, o quasi, finché non vedo proprio Allyson camminare pensierosa. Rimango stupito quando noto che indossa la divisa di pallavolo della scuola, non sapevo facesse sport. "Allyson, aspetta, devo parlarti" le dico fermandola. Si volta verso di me e mi guarda con freddezza, come non ha mai fatto. "Che vuoi?" mi domanda incrociando le braccia al petto, sembra addirittura scocciata nel parlare con me. "Voglio solo dirti di stare attenta a quello nuovo con cui esci, non è quello che s-" "Non è quello che sembra? Forse sei tu, dato che sei l'unico che non lo sopporta. É un bravo ragazzo, e siccome non sono tua sorella ne tua amica smettila di farti gli affari miei" mi dice superandomi. Rimango congelato sul posto, offeso dalle sue parole. Mi sento tanto stupido in questo momento, volevo aiutarla e in cambio ricevo solo disprezzo. Raggiunge il cancello della scuola e se ne va con il bambolotto, felice come mai l'ho vista.
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