18.

954 Words
La mattina seguente, non appena ci siamo incontrati Chris non ha smesso un attimo di tempestarmi con le sue ipotesi. "Joe" mi dice dandomi un colpo, per la miglionesima volta in dieci minuti. "Che vuoi?" chiedo sbuffando, voltandomi nella sua direzione con un'espressione assassina. "Guarda là" mi indica con un cenno della testa verso il cancello della scuola, il bambolotto è appoggiato al muretto e sta tenendo una ragazza mai vista prima per la vita, stretta a lui. Rimango sorpreso a quella scena, sembrava preso da Allyson ieri sera sulla panchina o quando mi ha intimato di starle lontano, perché è lui il suo tipo. Poco dopo proprio colei fa la sua apparizione e non appena si accorge dei due e della loro performance sembra non prenrerla molto bene. Rimane qualche secondo immobile davanti a loro, mentre lui continua noncurante, senza proferire parola. Come se non credesse ai suoi occhi. Quando lui si decide a staccarsi dalla ragazza sconosciuta e gira il viso nella direzione di Allyson, respinge la prima sotto agli sguardi curiosi di tutti. "Qua si fa interessante" dice il mio amico, appoggiandosi al muro come per godersi meglio la scena. "Allyson, aspetta, dammi almeno il tempo di spiegarti" le dice lui andandole incontro. Tipica frase detta per cercare di riparare l'inevitabile. "Non ho bisogno di nessuna spiegazione, ho visto benissimo cosa è successo e non c'è scusa che tenga. Erano tutti presenti, Jake. Lasciami in pace" gli dice lei prima di allontanarsi per il corridoio a testa bassa. Apre la bocca come per dire qualcosa, ma la richiude subito dopo passandosi una mano fra i capelli per la frustrazione. "E tu che hai da guardare? Sarai felice ora?" mi dice gridando, avanzando sempre di più verso di me. "Scusa, avrei dovuto anche applaudirti ma ero troppo concentrato a godermi la tua figura di merda davanti a metà scuola" gli dico seguito subito dopo dalla risata fin troppo rumorosa di Chris. Lancia un urlo dalla rabbia e se ne va borbottando chissà cosa, in questo momento mi starà mandando tante di quelle maledizione. "Emh, ora è meglio che vada. Parlaci!" mi sussurra andando via a passi lunghi e veloci come se avesse paura che lo raggiungessi. Faccio un respiro profondo e mi avvicino sperando vivamente che non mi prenda a urla o si arrabbi come ha fatto l'ultima volta. É rannicchiata a terra con le ginocchia a terra, singhiozzando. Ha il viso tutto bagnato e rigato dalle lacrime e gli occhi e le guance leggermente rossi. "Tutto okay?" le chiedo, anche se è ben evidente che non sia per niente okay. Solo che è la prima cosa che mi è saltata in mente. Alza lo sguardo su di me per pochi attimi e sospira, piegando le labbra in una striscia sottile. Mi abbasso e mi siedo accanto a lei, appoggiando la schiena sulla superficie fredda dell'armadietto. "Sono una stupida, tu volevi aiutarmi e io ti ho trattato male pensando che volessi impedirmi di stare con lui" mi dice con una risatina amara. "Avrei dovuto aspettarmelo, solo a uno scemo potrebbe piacere una come me, figuriamoci se uno come lui potesse fare sul serio" "Non dire questo, non pensare di non essere mai abbastanza per nessuno. Sei fin troppo per un idiota come lui" "Mi spieghi cosa ci fai qui?" mi domanda con tono duro, guardandomi dritto negli occhi con quel suo sguardo verde. "Ma che ho fatto?" chiedo confuso e offeso, inarcano le sopracciglia. "Una persona normale non sarebbe qui a consolarmi dopo essere stati trattati in quel modo, come ho fatto io l'altra volta con te. Tu mi aiuti sempre e io non faccio mai nulla per te, lasciami sola Joe. Me lo merito" "In fondo me lo meritavo anche io l'altra volta, quando tu mi stavi ringraziando e io ti ho respinta in quel modo brusco" le dico picchiettando il dito sulla sua spalla. "Ma come sapevi che non faceva sul serio?" mi domanda curiosa. Ha smesso di piangere e sembra parecchio tranquilla ora, questo mi dice che da ora inizierà con le mille domande. "Me lo ha fatto capire esplicitamente, ha fatto lo stesso gioco a mia sorella con te" rispondo scrollando le spalle. Sospira e passa la manica della sua felpa viola sopra alle sue guance per asciugarle dalle lacrime. "Sono proprio una tonta, sono cascata alla sua trappola senza neanche pensarci. Ma perché io oltretutto, ci sono tantissime ragazze molto più belle di me nella scuola!" mi domanda confusa. "Vuole la stessa cosa da tutte, poco importa se sei bella o no. Il suo intento era portarti a letto" rispondo. "Cosa? Io.. No! Non lo avrei mai fatto" esclama scuotendo la testa come per allontanare quel pensiero dalla sua testa. "Tranquilla, dopo la figuraccia di poco fa non ti rivolgerà più la parola" le dico ridacchiando. "Mi perdoni?" mi chiede allargando gli occhi e sbattendo le ciglia, appoggiando la mano sul mio ginocchio mentre cerca di intenerirmi con il suo sorrisetto timido. "No, mi avrai per sempre sulla coscienza!" le dico con fare malvagio, seguito da una risata malefica. Mi guarda accigliata ritraendo la mano. "Certo che sei strano, comunque ora devo andare a lezione. Prima ora matematica, quel professore mi odia!" mi dice alzandosi da terra, passando una mano sul suo fondo schiena. "Beh in caso hai bisogno c'è sempre il tuo professore di riserva, sexy oltre che bravo, che ti darà una mano!" le dico provocando un sorriso che nasce spontaneo sul suo viso. "Joe, la scommessa è ancora valida?" mi domanda giocherellando timidamente con le dita, guardandomi di sottecchi. "Si, io non l'ho mai annullata" le sorrido facendo spalluce, annuisce e mi mima un 'a dopo' con le labbra prima di entrare in classe.
Free reading for new users
Scan code to download app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Writer
  • chap_listContents
  • likeADD