Solitamente dopo una mattinata passata fra le urla di mia sorella fin dalle sette del mattino e due ore lentissime di letteratura, una di chimica e due di matematica dovrei essere annoiato e di mal umore, ma oggi niente sembra buttare giù la mia improvvisa felicità.
La campanella che segna l'ora del pranzo, la più attesa fra tutte, suona dando via agli studenti. Il corridoio in pochi secondi diventi una massa di gente che non ti fa neanche respirare.
Per miracolo arrivo al mio armadietto e ci butto i libri delle ore precedenti al suo interno. In lontananza la vedo che cammina pensierosa e mi affretto a raggiungerla, dopo ieri sento una strana sensazione dentro di me che mi spinge a starle accanto.
"Hey Ally!" la saluto affiancandola, probabilmente spaventata sussulta alzando lo sguardo su di me.
"Joe" esclama portandosi una mano sul cuore. In pochi secondi le sue guance si colorano di rosso.
Arrivati in mensa ci sediamo nel solito tavolo assieme a mia sorella e Chris. Nei vassoi ci sono delle hamburger e patatine, qudi presumo che oggi si mangia bene.
"Ally, questo pomeriggio usciamo?" domanda mia sorella ad Allyson che in questo momento si gusta tranquilla il suo panino.
"Per me va bene, tanto i miei genitori non sono a casa" risponde con un sorriso.
"Possiamo aggiungerci anche noi?" le chiede Chris intromettendosi nel loro discorso.
"Va bene, dove andiamo?" ci chiede rimanendo con una patatine a mezz'aria, pensando a come passare la serata.
Mi sporgo di poco e gli rubo la patatina dalle mani, mangiandola in un sol boccone. Mi guarda offesa alternando lo sguardo dalla sua mano a me.
"Era l'ultima" si lamenta suscitando la risata di Allyson. Incrocia le braccia e mette il muso allontanando il piatto da davanti a lei.
"Cinema? Bowling? Discoteca? Luna park?" chiede Chris elencando le scelte a nostra disposizione.
"Cinema!" dice battendo freneticamente le mani.
"Io non guarderò di quei film per ragazzine strappalacrime" le avviso dandole un'occhiata.
"Un horror?" chiede Chris facendo uno strano movimento con le sopracciglia.
"No, sono orribili e mi mettono una paura che non mi fa dormire la notte. Poi chiamo a te verso le due del mattino se vedo strane cose nel buoio!" gli dice testarda.
"Se vuoi dormo direttamente con te" le dice lui con un sorriso malizioso.
"non so quanto ti convenga visto che dormiamo nella stessa stanza, se ti vedo solo con un piede dentro ti butto fuori a calci" lo minaccio.
"Il film che troviamo guardiamo" aggiungo sbuffando, finendo di mangiare il mio pranzo. Per una volta decente fra l'altro.
"Allora andiamo con le moto e ceniamo direttamente in centro, per le sette?" domanda Chris alzandosi dal tavolo con lo zaino in spalla.
"Perfetto" rispondo alzandomi anche io.
"Ashley torni con me?" le domanda con uno dei suoi sorrisi smaglianti. Lei annuisce in risposta e lo segue fuori. Appena Allyson ha finito usciamo anche noi e l'accompagno a casa.
"Grazie per il passaggio" mi dice sistemandosi i capelli scompigliati dal vento.
"Hai vinto la scommessa perciò devo comunque" le sorrido. "A sta sera allora" le dico salutandola con un bacio sulla guancia.
Rimane paralizzata dal mio gesto diventando di un rosso simile al pomodoro. La saluto con la mano e sfreccio verso casa.
In questi giorni mia mamma è super indaffarata, sabato che viene lei e papà si sposano e vuole organizzare tutto al meglio perciò meno siamo in mezzo, più tranquilla rimane.
Qualche ora dopo Ashley inizia ad agitarsi per la stanza indecisa su cosa indossare, sta prendendo molto sul serio la sua amicizia con Chris. Anche se penso che la loro finirà più come una relazione amorosa.
"Ash sei pronta? Fra un pó andiamo" le chiedo affacciandomi nella porta della nostra stanza.
"Si, arrivo" risponde saltellando per infilarsi la scarpa, mentre con l'altra mano scrive un messaggio.
Il campanello suona e quando apro trovo Chris che ci aspetta sorridente.
"Ci vediamo al McDonald's?" le dico afferrando il portafoglio, telefono, chiavi della moto ed esco di casa a prendere Allyson.
Arrivato davanti a casa sua, suono al campanello e poco dopo esce chiudendo la porta dietro di se. Indossa dei leggins neri e il parca dello stesso colore sopra, essendoci abbastanza freddo.
"Hey" mi saluta sorridendo, si tiene ai miei fianchi e sale dietro di me tenendosi forte.
A momenti il suo profumo dolce mischiato con l'aria mi arriva addosso e i suoi capelli svolazzano qua e la. Le sue mani sono salde attorno alla mia vita e la sua testa è appoggiata alla mia schiena.
Quando mi fermo rimane qualche secondo stretta a me prima di scendere e sistemarsi.
Dopo esserci fermati a mangiare e aver discusso sul film da vedere questa sera, raggiungiamo il cinema. Alla fine abbiamo scelto -The Boy-, l'unico film apparentemente decente.
Ci mettiamo nei nostri posti, tenendo d'occhio mia sorella che si lancia occhiatine compiaciute con Chris.
Ad un certo punto del film, in una scena leggermente paurosa sento ridacchiare. Mi volto verso Allyson e noto che si trattiene dal scoppiare in una risata.
"Perché ridi?" le chiedo confuso, mentre lei si tappa la bocca mettendosi una mano davanti.
"è stupido, è scontato, ho visto questa scena in ogni tipo di film horror" mi dice. La poca luce che produce lo schermo illuminano i suoi occhi, di quel verde acceso.
"Andiamo a prendere i pop-corn?" mi sussurra vicino all'orecchio sbattendo le ciglia. Annuisco e insieme usciamo dalla sala cercando di essere silenziosi.
"Quale vuoi?" le domando davanti al banco con le varie ciotole e altri cibi vari.
"Quelli dolci, la ciotola più grande" risponde entusiasta. Pago e afferrò il contenitore grande tanto da coprirmi la faccia. Lo prende con lo sguardo uguale a quello di una bambina in un negozio di caramelle e ne mangia uno.
"Dopo il panino ernome che ti sei mangiata neanche mezz'ora fa, hai ancora fame?" le chiedo perplesso osservando il suo fisico apparentemente esile.
"Si, prendilo come dessert" mi dice scrollando le spalle. è davvero buffa. Entriamo nuovamente nella sala e siamo quasi arrivati nei nostri rispettivi posti quando sbadata inciampa su un gradino, facendo volare i pop-corn ovunque.
Si girano tutti verso di noi irritati borbottando chissà cosa. Mi inchino a terra trattenendo una forte risata. Mi guarda con uno sguardo triste, nella ciotola sono rimasti pochi pop-corn.
"Ti sei fata male?" le chiedo mangiando uno dei pop-corn rimasti.
"No. Joe, siamo in terra, sul pavimento del cinema a mangiare. Non l'avevo mai fatto prima d'ora" mi dice ridendo silenziosa.
"Almeno abbiamo dato una svolta alla noiosa serata, abbiamo combinato un casino" le dico guardandomi attorno.
"Ce ne andiamo?" mi domanda abbracciando l'enorme recipiente.
"Si, li avviso dopo a quei due" rispondo alzandomi. Le porgo una mano per alzarsi e usciamo dal cinema. Fuori l'aria è gelida, le strade sono bagnate, segno che ha appena smesso di piovere. Camminiamo per le vie del centro in silenzio, stringendoci entrambi ai nostri giubbotti.
"Giochi da molto a pallavolo?" le domando curioso, ricordando la volta che a scuola l'ho vista in divisa.
"Da quando avevo otto anni, quando ho scoperto che a scuola c'era una squadra mi sono iscritta subito"
"Quindi sei abbastanza brava!" le dico sorpreso, non è poi così pigra come pensavo.
"Beh credo di si, un giorno se vuoi puoi venire a vedere le partite" mi dice sorridendo. Mi sta parlando con tranquillità e più confidenza, come se la paura e la timidezza iniziale fosse sparita.
"Certo, e tu le mie"
"Joe, scusami ancora per come mi sono comportata quella volta. Non riesco a non pensarci. Insomma, mi sento in colpa. Tu hai fatto di tutto per me, mi sento in debito con te" mi dice gesticolando.
"Ti ho già detto di non pensarci, è acqua passata. Tra amici ci si aiuta, perché siamo amici. Giusto?" domando piú a me stesso che a lei.
"Credo di si. Si, siamo amici" risponde felice, guardandosi davanti pensierosa.
Sono confuso, troppo confuso per poter capire cos'è quel legame che mi lega a lei.
"Tu vai bene in tutte le materie? Ci sarà pur qualcosa che devi migliorare" mi domanda passando una mano fra i suoi capelli lisci.
"Mh, no. A scuola vado abbastanza bene"
"E con il basket come va?" mi domanda centrando in pieno il mio interesse più grande.
"Beh su quello un pó meno, devo allenarmi sodo se voglio che il coach mi noti, e mi faccia salire di posizione."
"Facciamo così, ti aiuto ad allenarti" esclama contenta con un sorriso soddisfatto. "Diventerai bravissimo, più di ora" dice con una strana mossa che mi fa ridere.
"Vedremo" rido. Dopo qualche ora, credo, che abbiamo passato a parlare o ridere, la riaccompagno a casa.