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1211 Words
"Su che starai benissimo, non fare caprici e provateli!" mi dice mia mamma spingendomi All'interno del camerino. Guardo l'abito che ho il mano e sbuffo scocciato. Mi spoglio e misuro il tutto. Sono un semplice pantalone nero, camicia e giacca, ma io odio vestirmi in questo modo. Non mi sento me stesso. Esco fuori e alzo le mani per farmi guardare meglio. "Avevo ragione, ti sta a pennello!" esulta felice con un sorriso che va da un orecchio all'altro. Prendo il mio telefono e decido di mandare un messaggio ad Allyson per chiederle se oggi è libera per gli allenamenti. A:  Allyson.Hey, fra dieci minuti sei libera? Seguo mia mamma che va da una parte all'altra, appoggia tutto ciò che ha deciso di prendere e paga. Pur di non farla rimanere male ho persino accettato di indossare quelle scarpe orribili che si mettono di solito con quel completo. Da: Allyson.Si, dove ci incontriamo? A: Allyson.Al parco, nel campo da basket. Ti aspetto :) Invio e infilò il telefono in tasca. Appena arriviamo a casa mi precipito in camera mia e mi cambio con la divisa della scuola che ho di riserva nel armadio. "Mamma io esco!" l'avviso chiudendo la porta dietro di me, non so per quale motivo ma oggi sono più allegro del solito, infatti nel tragitto da casa al parco mi faccio una leggera corsetta.Quando raggiungo il cancello la vedo venire dalla strada davanti alla mia, indossa dei leggins da palestra, un maglioncino della adidas e un capellino in testa. Porta persino il fischietto attorno al collo. "L'hai presa più sul serio di quanto pensassi" rido osservandola. "Pronto?" mi domanda con un sorriso malizioso e le braccia incrociate al petto. Annuisco e afferro la palla da basket in mano, posizionandomi davanti al canestro. "Quella per ora non ci serve, iniziamo con la corsa. Ricordati che il basket non è fatto solo di lanci, devi allenare anche il fiato!" mi dice togliendomela dalle mani. "Oh okay" rispondo divertito. "Fatti dieci giri di corsa del campo, su su" mi ordina battendo le mani. Decido di eseguire ciò che mi dice e inizio a correre. Al sesto giro mi sento già stanco, sentendo la necessità di fermarmi. "Continua!" urla seguita da un fischio di quel aggeggio che tiene in mano. "Ti prego Ally, non ce la faccio, fammi riposare un pó!" le dico supplicandola con lo sguardo. "Che razza di maschio sei? Muovi quelle gambe, hai perso un mucchio di tempo e in questo hai perso anche il ritmo del fiato!" mi dice severa costringendomi a correre nuovamente. Finiti i dieci giri di corsa mi stendo in terra prendendo aria, cammina verso di me e mi guarda dall'alto senza alcuna espressione. "Ora, passiamo ai piegamenti. Tre serie da quindici" mi dice senza lasciarmi tempo di ribattere. "Vuoi diventare il migliore o vuoi rimanere una papa molle tale quale sei ora?" mi chiede urlando. "Il migliore" sussurro eseguendo i piegamenti da lei richiesti, mi guarda soddisfatta e gira attorno a me. Questo suo lato mi impaurisce leggermente. "Come sei messo di riflessi?" mi domanda guardandomi dall'alto, con un sorriso compiaciuto. "Non lo so, bene credo" dico con il respiro affannoso. "Okay verifichiamo, io ti lancio i palloni e tu li devi prendere tutti al volo. Ci sei?" mi domanda raccogliendo uno dei due palloni da terra. Annuisco e mi piazzo distante da lei, pronto a riceverle. All'inizio va tutto per il verso giusto finché non aumenta la velocità e iniziò a perderne qualcuno. "Quando passiamo agli allenamenti veri e propri?" le domando guardandola con lo sguardo più dolce che ho cercando di intenerirla. "Come pensi di riuscire a migliorare se manchi delle cose essenziali?" mi domanda con tono duro, lasciando cadere il pallone a terra. "É che non mi avevano mai fatto notare queste pecche" rispondo alzando le spalle, il nostro coach ci allena sempre in gruppo senza mai controllare le capacità di ognuno di noi. "Beh hanno fatto male, ora che lo sai devi cercare di potenziare prima di tutto le fasi iniziali. Senza i riflessi sai quante palle preziose perdi, e senza il fiato? Quando potresti correre più veloce, okay?" mi dice tornando con la sua voce tranquilla. "Si" rispondo sicuro di me. Più deciso che mai torno a correre attorno al campo da basket, facendola sorridere. Non appena ritorno a guardarla, vedo il lontananza il bambolotto e il resto della sua banda di idioti avanzare nella nostra direzione. "Ciao bellezza" le dice toccando i suoi capelli con la sua mano viscita e quel sorriso che non mi ha mai convinto stampato sul volto. Si allontana da lui senza proferire parola, guardandolo in mal modo. "Non dirmi che sei ancora offesa per ciò che è successo l'altra mattina!? Non posso farci niente se sono tutte innamorate di me" dice presuntuoso, come se fosse una giustificazione valida. "Non sono offesa, non provo nessun sentimento nei tuoi confronti se non disgusto. Perciò lasciami in pace e vai da una delle tue tante ammiratrici" le dice lei in risposta. "Joe, non pensare che se ora è tornata da te è perché sei migliore di me eh. Chissà perché fin quando ne ha avuto l'occasione è rimasta da me, anche abbastanza felice. Poi ha visto quel innocuo bacio ed è corsa improvvisamente da te. Un pó per convenzione" mi dice con un ghigno insopportabile sulla faccia. "Questo non è vero! Io e lui siamo amici e non sarai certo tu a rovinare il nostro rapporto, ci hai già provato una volta ma non ci sei riuscito! Già partendo dal fatto che non si sente superiore a nessuno e che sta con una persona non per dispetto ma perché lo vuole veramente è già migliore di te!" le dice furiosa mettendosi in mia difesa. "Ally lascia perdere, non ne vale la pena" le dico cercando di tranquillizzarla. "Wow, la dolce, piccola e innocente Ally si fa avanti! Dove l'hai trovato questo coraggio?" le dice passando un dito sulla sua guancia, gesto che mi crea un terribile fastidio. "Non toccarla" ringhio mettendomi davanti a lei, questo qua ha il potere di suscitare in me tutte le emozioni cattive. Rabbia, frustrazione, omicidio. "Altrimenti?" mi domanda allungando una mano verso di lei. "Sai già che ti succede" rispondo con tutta la calma possibile che ho trovato in corpo. "Joe, andiamo via" mi dice Allyson stringendo forte il mio braccio, decido di lasciarlo perdere e dopo aver recuperato tutto ciò che avevo portato con me usciamo dal parco. "Mi dispiace che abbiano rovinato la serata, stava andando tutto bene, devono essere sempre in mezzo quelli là" dice calciando una pietrolina che si trovava davanti al suo piede. "Sei stata brava con la tua sfuriata, ti voglio sempre così" le sorrido recuparando la sensazione di pace che provo ogni volta che stiamo soli, io e lei e nessun'altro. "è merito tuo e del discorso che mi feci quando ancora non ci conoscevamo molto" dice scrollando le spalle. "Ora torno a casa che ho bisogno di una doccia, ci vediamo domani. Se hai bisogno di un passaggio non esitare a chiamarmi" le dico baciandola su una guancia. "Ciao Joe, a domani" mi dice con un sorriso che va da un orecchio all'altro salutandomi con la mano, finché non sparisco dal contatto visivo.  
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