Oggi finalmente i miei genitori si sono sposati, è andato tutto per il meglio. Mamma è felicissima e papà anche, stanno festeggiando alla grande.
Cloe, seduta di fronte a me allunga la mano cercando di rubarmi una patatina dal piatto, ho dovuto pregare mia mamma un giorno affinché le mettesse nel menù. Colpisco la sua mano indispettito lanciandole un'occhiata di fuoco.
"Sono mie" esclamo allontanando il mio piatto dalla sua portata, non solo si mangia le sue ma vuole pure le mie.
"Io esco" avvisa Chris mandano giù il boccone, si alza dal tavolo e afferra il suo pacchetto di sigarette dalla tasca dei suoi jeans.
"Vengo pure io" gli dice mia sorella correndo dietro di lui, uscendo assieme dal ristorante.
Allyson accanto a me mi guarda con dei strani occhioni e so per certo che si sta trattenendo dal chiedermi qualcosa.
"Che c'è?" le chiedo distogliendo lo sguardo per qualche secondo, solamente per bere.
"Ho ancora fame, ne prendi altro?" mi domanda con la sua piccola voce, giocherellando timidamente con le dita.
Ridacchio alzandomi dal tavolo, è incredibile quanto mangia sta ragazza. Prendo uno dei vassoi del tavolo vuoto accanto e lo metto al centro del nostro.
"Grazie" mi dice prendendo un pezzetto di carne, sono sicuro che si sta trattenendo solamente per Cloe.
Poco dopo, quando la maggior parte delle persone ha finito di mangiare, compresi mamma e papà, accendono la musica e ballano in uno spazio bel allestito del locale.
"Dopo ballerai con me" mi minaccia Cloe correndo a ballare con zio Cameron.
Osservo Allyson che mangia tranquillamente, nella mia mente appare l'immagine di lei con il suo viso a pochi centimetri di distanza dal mio e scuoto la testa disperato, cercando di allontanare quel pensiero dalla mia testa.
Inevitabilmente torno a guardarla e quando i suoi occhi verdi si posano su di me impazzisco, colpendomi più volte la fronte.
"Ho bisogno di prendere aria" esclamo con un tono fin troppo alto che attira l'attenzione delle persone vicine.
"Aspettami, non voglio stare sola" mi dice seguendomi fuori. Respiro l'aria fresca e mi siedo su un muretto della stradina.
Mi raggiunge e i miei occhi non si fanno sfuggire quanto bella sia con il vestito che indossa, credo di star diventando pazzo visto il sorriso da deficiente che ho sul volto.
"Joe" mi richiama a bassa voce risvegliandomi dai miei strani pensieri.
"Stai benissimo" faccio sfuggire dalla mia bocca, facendola arrossire prima di essere ringraziato.
Sta in silenzio per qualche secondo, muovendo le gambe che non toccano a terra, da destra a sinistra.
"Che carini" dice sorridendo, guardando davanti a se. Seguo il suo sguardo e incontro le figure di Chris e mia sorella che si baciano.
"Ora gli spacco la faccia" dico stringendo il mio pugno, pronto ad andare dai due.
"Perché? Che hanno fatto di male?" mi domanda trattenendomi per un braccio.
"La sta baciando, ti rendi conto? Non sono neanche fidanzati, e poi! Si conoscono da poco" protesto.
"Certo che sei strano, parli proprio tu che.." dice e prima che finisce capisco già a cosa si riferisce, si è messa in imbarazzo da sola oltretutto.
"Zitta mocciosa, non difenderlo. Nessuno può toccare la mia sorellina" dico furioso, rivoglio la mia piccola e dolce Ashley che pensa alle bambole anziché ai ragazzi.
Apre la sua borsa e toglie una felpa, anzi, la mia felpa. Se la infila e si stringe a se sentendo il profumo come ha fatto ieri davanti al supermercato.
"Quella è mia" dico incrociando le braccia.
"Beh si, scusa, ora te la restituisco" dice togliendosela.
"Sto scherzando! Puoi tenerla, anzi, te la regalo visto che ti piace tanto" le dico sorridendo. I suoi occhi si illuminano alla mia affermazione.
"Quando compi gli anni?" mi domanda giocando con il bordo della felpa che la copre fin sotto le cosce.
"A luglio, tu?" chiedo anche io curioso.
"Il venticinque marzo" mi sorride alzando le braccia, le maniche pendono dalle sue mani mentre le agita in aria.
"Quindi fra un pó! Farai una festa?" le domando mentre la guardo girare su se stessa. I suoi capelli lunghi svolazzano, pur essendo già buio riesco a vedere il suo sorriso.
"Beh, non penso" risponde fermandosi improvvisamente, con una strana espressione in viso.
"Perché?" chiedo, trovando non giusto quello che ha detto. Non può non festeggiare i suoi quindici anni.
"I miei genitori non saranno d'accordo, sarà solo una perdita di tempo e soldi per loro" risponde sospirando.
"Non lo trovo giusto, ma è tua la scelta" le dico, non ho intenzione di lasciar perdere solamente perché i suoi genitori la pensano così.
"Vedo un pesce!" esclama guardando verso l'alto muovendo un dito in aria.
"In cielo un pesce?" domando confuso e divertito, questa ragazza mi sorprende ogni giorno di più. Ogni volta si dimostra più buffa del solito.
"Si, unendo quelle stelle esce un pesce!" dice convinta.
"Non è un pesce, assomiglia più a un fungo" ribatto guardando verso l'alto, non ha per niente la forma di un pesce.
"Tu i funghi ce li hai in testa, da quanto un fungo ha la coda? E le pinne? Quello è la bocca, vedi?" mi dice testarda.
"Perché infatti quello è il gambo non una coda!" continuo a contraddirla un pó anche per divertimento.
"Basta, con te non fa a parlare" dice incrociando le braccia, ritorna verso il muretto e si arrampica per salirci.
"Fra un pó quel muretto è più alto di te!" le dico scoppiando in una fragorosa risata.
"Non sei divertente" mi dice con tono offeso andando via a braccia conserte.
"Lo so che in fondo mi adori, è inutile che fai quella faccia arrabbiata" le dico correndo dietro di lei.
Non avevo però visto un'asse, dato il buio, infatti ci sbatto la testa e cado a terra di culo sull'erba bagnata, oltretutto.
"Che diamine ci fa uno scivolo nel bel mezzo del prato?" urlo alzandomi da terra mentre questa volta è lei a ridere di me.
"Ti vantavi tanto di essere alto e ora ti prendi le conseguenze, io non mi sono fatta male" mi dice presuntuosa tra una risata e l'altra.
Per un momento mi viene l'idea di tenere il muso ma la sua risata è troppo contaggiosa per rimanere offeso.
"Avresti dovuto vederti, è stato troppo divertente" dice toccandosi la pancia con le lacrime agli occhi.
"Non lo è, mi sono fatto male alla testa" dico toccandomi la fronte. Domani mattina mi troverò un livido grande quanto la mia faccia.
"Dentro avranno sicuramente del ghiaccio, andiamo tonto" mi dice trattenendosi dal ridere. Attraversiamo la stradina e torniamo dentro al ristorante.
Sembrano tutti presi a ballare o parlare tra loro e mi viene un'idea geniale.
"E se invece di andare a in cucina a chiederlo lo prendiamo dal secchiello dello champagne?" le domando guardandomi attorno.
"E se ci portiamo tutto via, direttamente?" mi domanda lei prendendolo dai manici.
"É un'idea folle ma voglio farlo" dico ridacchiando.
"Fai piano, se mia mamma ci scopre, possiamo ritenerci morti" le sussurro camminando verso l'uscita con fare indifferente.
"Sai togliere questo tappo strano? Possibilmente senza rompere qualche vetro!" mi dice prendendo la bottiglia.
"Stai dubitando di me?" le chiedo inarcando un sopracciglio, mentre apro con cautela la bottiglia. Prende il fazzoletto di stoffa e ci mette dentro due cubetti di ghiaccio, per poi chiuderlo.
Fortunatamente ce l'ho fatta senza combinare disastri. Ne bevo qualche sorso e gli porgo la bottiglia pogiando il fazzoletto sulla mia fronte.
"Cosa state facendo voi due?" ci domanda mia sorella fin troppo sorridente assieme a Chris al suo fianco.
"Ora beviamo lo champagne che abbiamo rubato da un tavolo" risponde lei mandando giù.
"Voi siete pazzi" ci dice mia sorella stranita, alternando lo sguardo da me a lei.
"Che c'è? É buono" dice scrollando le spalle, gliela sfilo dalle mani e ne bevo un altro pó.
"So...Wake up.. Uohoo" inizio a canticchiare una canzone a caso, finendo tutto il liquido all'interno della bottiglia.
"Si ubriaca con così poco?" domanda Chris indicandomi come se non fossi con loro.
"Ha sbattuto la testa, la botta deve avergli fatto parecchio male" dice Allyson tornando a ridere di gusto.
Dopodiché il buio, nient'altro.