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You Can Do Better Now

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Blurb

Chase è senza ombra di dubbio uno dei ragazzi più attraenti che abbia mai visto: ha occhi, sorriso e fossette; il suo corpo urla sesso in maniera esagerata.

E Louie è troppo vecchio per queste stronzate.

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I. On that night
C'è qualcosa di enormemente sbagliato nell'avere ventidue anni, quattro sorelle, un anno di college in pieno svolgimento e trovarsi, nonostante tutto, appoggiati al bancone di una discoteca gay – una di quelle così scontate che perfino il bodyguard all'ingresso potrebbe essere omosessuale, oppure diversamente etero, come Louie ha ancora la presunzione di definirsi. Lui non ha problemi di autostima, sociali o famigliari, né si ritrova in continuazione rannicchiato all'interno della propria vasca da bagno nell'atto di convincere se stesso di non essere gay, di non volerlo essere, perché altrimenti la sua vita sarebbe rovinata. Semplicemente, usare quella parola lo fa sembrare tanto un esserino insignificante nella massa; se poi ci aggiungiamo che è quasi diventata una moda, di rente, dichiararsi parte dell'altra sponda allora è più che fermo sulla propria posizione. Ha sempre amato distinguersi e anche sul piano dei gusti sessuali adora calcare il concetto: lui è un diversamente etero e fine della storia. Louie stringe nella mano destra il suo bicchiere ghiacciato, contenente un qualcosa di non meglio identificato ordinato al barista, che ci ha spudoratamente provato con lui. Quindi, oltre al fatto che si sente confuso dalla propria vita, tutta un dramma adolescenziale alias periodo che avrebbe dovuto superare da parecchio, è anche in piena fase di importanza perché uno schianto dal ciuffo scuro ha cercato di abbordarlo – un ragazzo simile dovrebbe trovarsi sulla copertina di una rivista, preferibilmente in boxer, preferibilmente trasparenti. Il problema è poi che Louie sta cominciando a considerare la serata in modo più che positivo. E non va bene, no. Dovrebbe essere al dormitorio a studiare, a parlare al telefono con le sue sorelle più piccole e a mettere in guardia le altre due, ormai teenagers, dai ragazzi. Invece. Louie beve avidamente il liquido chiaro del suo drink; l'alcol gli infiamma la gola e, dopo aver scrollato il capo, si alza dal suo sgabello e comincia a camminare verso la pista da ballo. Ha imparato per esperienza personale che non è mai una buona idea agitarsi dopo aver bevuto chissà quale intruglio alcolico, ma sono le undici passate di un sabato sera qualunque e i suoi migliori amici l'hanno abbandonato per andare a fare chissà che cosa. A poco più di tre metri dal bancone, si ritrova schiacciato tra due ragazzi dai corpi slanciati: uno ha gli occhi chiusi, i capelli lunghi e le mani impertinenti, mentre l'altro lo studia con le pupille troppo dilatate perché possa davvero capire di che colore siano i suoi occhi; è più controllato e si limita a strusciarsi contro di lui, ma dopo cinque minuti gli sta già toccando il fondoschiena con fare possessivo, come a voler marcare il territorio. A Louie non piace sentirsi di proprietà di qualcuno, soprattutto di uno sconosciuto ubriaco con cui sta semplicemente condividendo lo spazio vitale. Si scosta un ciuffo di capelli dalla fronte e, dopo un'accurata analisi, capisce che il primo ragazzo non è consapevole di chi – cosa – stia toccando, mentre il secondo ha solo bisogno di un po' di sano sesso per darsi una calmata. Gli bastano pochi secondi per dimenare il culo sfacciatamente e per avvicinarsi a un'ammucchiata lì accanto, e ancora meno per confondersi in mezzo a tanti corpi sudati, facendo in modo che i due ragazzi perdano la presa su di lui. Non che lo stessero infastidendo, ma l'idea di finire incastrato in una cosa a tre nei bagni del locale proprio non lo attira, specialmente se uno di loro avesse poi finito col chiedergli nome, numero e indirizzo, scambiandolo per la sua nuova relazione fissa. No, non è pronto per questo. Louie si allontana cercando di non attirare troppo l'attenzione su di sé. È davvero bravo a passare inosservato, ma dovrebbe ricordare a se stesso che in una discoteca gay, con indosso dei pantaloni che sembra gli siano stati dipinti addosso e sfoggiando un sedere che più volte è stato definito “fantastico”, è impossibile per uno come lui non catturare degli sguardi. Poi, certo, non che sia una brutta cosa. Due mani grandi e calde lo afferrano da dietro, carezzandogli lentamente prima i fianchi e poi la pancia. Louie si blocca all'istante, nel centro della pista, senza sapere bene come comportarsi. Un paio di labbra umide sfiorano il lobo del suo orecchio destro e il suo cuore perde qualche battito. «Un ragazzo così carino non dovrebbe andare in giro da solo.» La voce dello sconosciuto è forte, quasi rauca, e gli si insinua nella testa. Louie vorrebbe soltanto trovare la forza per allontanarsi, o perlomeno per darsi un contegno; ha le ginocchia così molli che potrebbero cedergli da un momento all'altro. «S-Sono in una discoteca piena di gente, n-non in un vicolo b-buio» balbetta, asciugandosi i palmi sudati nei pantaloni. Dubita che l'altro sia riuscito a sentirlo. «Ma non puoi mai sapere chi potresti rischiare di incontrare.» Ok, rettifico. Louie deglutisce. Raramente riesce a rimanere senza parole. Per quanto ne sa, alle sue spalle potrebbe esserci un quarantenne depravato, o peggio – anche se peggio di quello non sa che cosa potrebbe esserci, se non comincia a pensare a qualche ragazzino del liceo in vena di giocare. Chiude un secondo gli occhi, poi si gira nella presa e qualsiasi battuta sarcastica, frase ironica o insulto gli muore in gola. Sottolineando il fatto che tra i due è il più basso, il ragazzo – perché di ragazzo si tratta – che lo sta fissando con profondo interesse ha due grandi occhi verdi, labbra piene e rosse, ricci castani e—Porca vacca... Sono fossette, quelle? È quasi sicuramente più piccolo di lui e Louie non vuole finire dentro per p*******a o per atti osceni con minore in luogo pubblico, anche se è il minore in questione a provocare e la differenza d'età tra di loro deve essere all'incirca di un paio d'anni. Perciò. Il tipo non è minorenne e Louie è paranoico come sua madre. Tossisce nervoso nel pugno. «Quindi immagino che tu sia qui per proteggermi.» Che diavolo stai dicendo, idiota?! «O potrei essere proprio io la persona da incontrare» risponde l'altro, stringendo le mani sui suoi fianchi e spingendoselo contro. «Ci credi nel destino?» «Credo di più nel caso, tesoro. E da adesso in poi chissà quanta altra gente incrocerò sul mio cammino» Louie dice, con voce stridula, mentre preme i palmi sul petto del ragazzo e si tira indietro quanto basta per non sentire quell'alito caldo sulla faccia. Ha anche lui una soglia dell'autocontrollo che non deve essere stuzzicata. In più, avverte la forte necessità di controllare i propri ormoni. Lo sconosciuto inclina la testa in un gesto di interesse e poi sorride. «Quindi deduco che tu non abbia ancora trovato qualcuno di interessante.» «Deduci male.» Louie incrocia le braccia al petto. «Il barista mi sembra un tipo molto interessante.» «Interessante nel senso di “solo interessante” o “dannatamente scopabile”?» «Per te ci sono due tipi di interessante?» «Per chiunque ci sono due tipi di interessante, se non di più» precisa l'altro, alzando la voce. Deve possedere un qualche potere di seduzione o simili, pensa Louie. Comincia ad avere i capogiri, ma probabilmente è colpa di quello che ha bevuto, o della musica che sembra essersi fatta improvvisamente più alta. Indietreggia di un altro passo. «Certo. Puoi s-sottoporre la questione a qualcun altro, adesso.» Si asciuga di nuovo le mani sudate sul tessuto dei jeans e deglutisce. Il ragazzo continua ad analizzarlo come se fosse l'oggetto più prezioso presente sul pianeta e questa cosa lo lusinga, in un certo senso, ma lo preoccupa anche. Non è mai stato il tipo che si lascia controllare così facilmente dal primo bel visino che cerca di portarselo a letto – ormai pensa sia ovvio che l'altro voglia entrare nei suoi pantaloni. È come se fosse improvvisamente nuovo a questo tipo di gioco. Sconosciuto Affascinante lo guarda dall'alto e, con un sorrisino ironico stampato in faccia, sussurra un «Vuoi aiutarmi a cercare questo qualcun altro?» dritto nel suo orecchio, con voce seducente. E Louie è brillo – dopo solo un bicchiere, ci tiene a precisare –, tremendamente eccitato e con un esame imminente che teme di non superare; ha mantenuto un'ottima condotta per troppo tempo e, chiunque lo segua da lassù, starà di certo concordando sul fatto che una svolta nella narrazione sia più che necessaria. Solo che per qualche oscura ragione ha un profondo interesse nel mantenere pulita la propria coscienza. Tossisce nel pugno e scuote la testa, rifiutando una proposta anche troppo allusiva. Inutile chiarire che, pochi secondi dopo, sta trascinando il ragazzo nei bagni per la cinta dei pantaloni.

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