Seul era bellissima vista dall'alto, da terra, i palazzi alti che si fronteggiavano e il verde dell'erba che cresce tutto intorno al fiume Han. Jungkook era arrivato nella capitale quando era ancora un ragazzino, era entrato in una agenzia che allenava futuri idol, si era ritrovato a passare le sue giornate tra la sala prove, la sala registrazione e il dormitorio insieme ad altri 6 ragazzi. Ricordava che 6 mesi dopo essersi trasferito ancora non aveva avuto modo di girare propriamente per la città. La prima volta che tutti e sette avevano deciso di uscire, erano semplicemente andati a passeggiare sulle rive del fiume, Seokjin aveva comprato il gelato a tutti perché nessuno di loro ancora si poteva permettere di spendere così tanti soldi per così tante persone tutti in una volta e lui, essendo il più grande, voleva davvero prendersi cura di loro. Yoongi e Namjoon erano quelli che si erano trasferiti a Seul da più tempo e quel giorno li avevano portati a visitare alcuni posti caratteristici della città, i vicoli più nascosti, le bellezze su cui i turisti non si soffermano.
Sette anni erano passati da quella passeggiata e ora Jungkook, ogni qualvolta tornava li, si sentiva a casa. Si era abituato all'aria di Seul, al rumore dell'acqua che scorre, il traffico, il rumore di sottofondo perenne di una città con così tanti abitanti.
La sua città era bellissima ma sapete cos'era ancora più bello? Dormire finalmente nel proprio letto dopo aver passato mesi e mesi in hotel, dovendo riposare ogni settimana su un materasso diverso.
E Jungkook se l'era proprio goduto quel momento. Non appena avevano messo piede in casa era corso in camera sua, si era lanciato sul letto e aveva dormito per 14 ore consecutive. Non si ricordava neanche quanto tempo fosse passato dall'ultima dormita così lunga e rilassante. Quando si svegliò era una persona nuova, raggiante e allegra e quasi sembrava che l'aria di Seul avesse fatto bene anche a Taehyung dal momento che quella mattina aveva deciso di fare il caffè per tutti loro, aveva preparato il latte e i cereali con le tazzine sul tavolo e quando Jungkook entrò in cucina, trovò il più grande concentrato a leggere le istruzioni su come preparare i pancakes.
"Buongiorno?"
"Oh Kookie, buongiorno a te! Il caffè è ancora caldo, non sono sicuro di averlo fatto bene, non l'ho assaggiato e in ogni caso a me non piacerebbe quindi non ho metro di paragone." Rispose il maggiore con un tono talmente allegro che spiazzò il minore.
"Hyung, tutto bene?"
"Siamo a casa Jungkook, va tutto benissimo." E gli sorrise. Taehyung sorrise a Jungkook come non capitava ormai da due settimane e il castano davvero sentì il cuore stringersi. Gli era mancato quel lato del biondo e non poco.
"Ti posso aiutare?"
"Magari! Se io mischio tutti gli ingredienti poi che ne dici di versare tu nella padella l'impasto e girarlo? Io non credo di essere capace."
"Certo! Intanto che mescoli, taglio la frutta."
Taehyung annuì, prese il telefono in mano e fece partire una playlist a caso, impostando la riproduzione casuale e abbassando il volume, tanto bastava giusto avere un sottofondo a tenergli compagnia.
Ed è proprio mentre Jungkook stava cercando di insegnare al maggiore come girare i pancakes nella padella senza spezzarli che dalla porta della cucina comparvero Jimin, Hoseok e Seokjin dicendo di essere stati svegliati dal buon profumino. Di certo non si sarebbero mai aspettati di vedere Taehyung ai fornelli e cominciarono a prenderlo in giro. Nel mezzo della conversazione arrivarono anche Namjoon e Yoongi dicendo di non mangiare perché in realtà Taehyung aveva avvelenato il cibo per farli fuori tutti e avere finalmente la sua carriera da solista.
"Vi posso assicurare che niente è avvelenato, l'ho aiutato io a fare la colazione!" disse il maknae per difendere il biondo.
"AH si sono coalizzati! I taekook contro gli hyungs!" Disse Jimin.
"JIMIN-SSI sei nato solo 2 mesi prima di me, non tirartela." Rispose Taehyung prontamente, facendoci scoppiare tutti a ridere.
Facemmo colazione bevendo caffè, inzuppando i pancakes nel latte, ci rubammo la frutta, Hoseok rovesciò troppa panna nel piatto di Yoongi e Jimin rovesciò troppi cereali nella tazza di Namjoon che i cereali neanche li mangiava. Fu un momento felice e spensierato e Jungkook fu davvero felice di vedere un Taehyung più tranquillo che aveva ricominciato a parlare e a scherzare con tutti loro e non si fece sfuggire il dolce gesto di Yoongi che massaggiò la nuca al biondo sorridendogli, quando lui gli passò in parte, chiedendogli come aveva dormito.
Avevano la bellezza di due settimane di pausa e stacco prima di ripartire per il Giappone per l'ultima parte del tour e Jungkook era intenzionato a godersi queste vacanze tanto agognate nel miglior modo possibile.
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I primi due giorni Jungkook gli spese spostandosi dal letto al divano, dal divano al frigo e di nuovo in camera, mica come Yoongi e Namjoon che se ne stavano rinchiusi nella mini sala registrazione che avevano allestito in una delle stanze della casa o come Hoseok e Jimin che pensavano a sequenze di passi da poter inserire in future coreografie.
Lui, Taehyung e Seokjin avevano semplicemente giocato al computer per ore e ore e ore, di mattina, di pomeriggio, di sera senza stancarsi mai. Ognuno si godeva il piccolo periodo di pausa come credeva.
Il terzo giorno Seokjin e Hoseok decisero di tornare a casa propria, il primo per andare a trovare la sua famiglia, il secondo per festeggiare il compleanno della sorella.
Quel pomeriggio, dopo pranzo, Taehyung chiese a Jimin di uscire e mentre il biondo recuperava la macchina fotografica, l'altro aveva confidato al maknae quanto fosse felice di questa uscita, solo loro due come ai vecchi tempi. E Jungkook una punta di gelosia l'aveva provata ma l'aveva anche velocemente relegata in un angolino oscuro del suo cervello.
Si era ritrovato a starsene disteso sul suo adorato letto, col computer sulle ginocchia mentre metteva a posto tutte le foto che aveva scattato in giro per l'America, il Canada e in Europa.
Il suo telefonò squillò. Era Jaehyun.
E: Ehilà amico, allora sei rientrato in patria?
JK: hai visto le foto in aeroporto?
E: difficile non vederle. Ascolta, ho sentito BamBam e gli altri, ti va di vederci? È tanto che non stiamo un po' tutti insieme.
JK: rimpatriata della 97 line? Dimmi solo dove e quando
E: stasera per cena alle 20. Ci becchiamo al solito posto e poi decidiamo dove andare
JK: non vedo l'ora!
Riattaccarono dopo essersi messi d'accordo su cosa indossare e sul fatto di vedersi per cena e basta. Tutti avevano i propri impegni il giorno dopo e in ogni caso non avrebbero mai ottenuto il permesso per rimanere fuori per tutta la notte per andare in qualche locale perché in questo caso avrebbero dovuto contattare anche i bodyguard da portarsi dietro ma questo gli avrebbe fatti sentire meno liberi. Volevano solo godersi la serata e chiacchierare.
E così fecero.
Quando Jimin e Taehyung tornarono, lui si stava preparando per uscire. Anche Namjoon e Yoongi proposero di uscire a cena e mentre Jimin accettò subito, Taehyung rispose che non se la sentiva dopo che Jungkook disse che lui sarebbe uscito con altri amici solo che il maknae non ci fece troppo caso proprio perché il biondo ultimamente si era comportato in modo strano e bipolare. Semplicemente prese il cappotto, mise telefono, portafoglio, chiavi di casa in tasca ed uscì.
Jungkook passò una bella serata in compagnia degli altri idol. Aveva invidiato fin da subito il rapporto tra Jimin e Taehyung e tra Namjoon e Hoseok perché avevano la stessa età e tra di loro potevano comportarsi in modo diverso rispetto che con i maggiori o con lui che era il maknae e così, appena ne aveva avuto l'opportunità, si era trovato un gruppo di amici nati nel suo stesso anno con cui potersi sentire sé stesso, senza il pensiero di dover portare rispetto a chiunque lo circondasse. Anche se doveva ammettere che ormai i suoi hyungs lasciavano che si prendesse tutte le libertà che voleva con loro, senza riprenderlo mai.
Il giovane Jungkook si sentì veramente bene quella sera e si divertì, inconsapevole che non appena fosse rincasato, si sarebbe sentito ancora meglio anche se grazie a qualcun altro.
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Se ne stava disteso a letto, era rimasto da solo in casa. Namjoon aveva insistito molto per farlo uscire con loro ma Taehyung davvero si sentiva come se gli fosse crollato il mondo addosso quando Jungkook aveva preferito uscire con i suoi amici idols invece che con i propri compagni di band. Capiva che dopo aver passato mesi interi a contatto con le stesse persone, ora aveva bisogno di staccare ma doveva uscire proprio con Jaehyun e BamBam? Forse ci sarebbe rimasto meno male se il minore se ne fosse semplicemente tornato a Busan dalla sua famiglia come avevano fatto Hoseok e Seokjin.
E mentre aveva il cuore in iperventilazione, gli occhi pieni di lacrime che non avrebbe mai lasciato uscire, l'umore a terra, continuava a ripetersi che lui non era geloso. Non di Jungkook. Non di Jungkook che esce con altri ragazzi.
Il cellulare sul comodino vibrò all'arrivo di una notifica. Taehyung l'aprì e il messaggio era del maknae che aveva mandato sulla loro chat di gruppo le foto della tavolata con gli altri.
Si sentì morire dentro quando ne aprì una e zoommò sul viso di Jungkook, rendendosi subito conto che Mingyu dei Seventeen gli stava troppo vicino, con la testa appoggiata tra il collo e la spalla e la mano dietro la testa a toccargli i capelli, gli stessi capelli che Taehyung aveva sfiorato quella sera in quella camera d'hotel quando aveva preso il viso del minore tra le mani dopo che lui gli aveva ansimato il nome all'orecchio.
Preso da un momento di sconforto, aprì google e digitò il nome di Mingyu. Membro dei Seventeen, classe 1997, hip-hop unit, visual del gruppo. Che cos'ha questo ragazzo che io non ho? Forse i capelli scuri? Jungkook preferisce i capelli neri/castani? Dovrei tornare a tingermi di scuro? Si chiese Taehyung.
Il file successivo fu ancora più devastante. Un video. Jungkook seduto in braccio a BamBam che gli strizzava le guance e poi si girava verso l'obbiettivo con un sorriso a 32 denti. Taehyung non vedeva Jungkook rivolgergli un sorriso del genere da troppo tempo e anche se era perfettamente consapevole che era stato lui stesso a togliergli quell'espressione e allontanarlo per paura dei propri sentimenti, fece più male di quanto gli piacesse ammettere.
Lanciò il telefono sul letto ed uscì dalla propria stanza. Entrò in quella di Jungkook e si sedette sulla sedia della scrivania del minore. Lo avrebbe aspettato sveglio in quella posizione anche tutta la notte, se fosse stato necessario.
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Era più o meno mezzanotte quando Jungkook rientrò. Il ristorante doveva chiudere e il gestore li aveva gentilmente sbattuti fuori ad una certa ora. Appoggio il cappotto sul divano, si tolse le scarpe e si rese conto che la casa era troppo silenziosa, segno che forse nessuno degli altri era ancora tornato. Non si ricordava che Taehyung aveva precedentemente detto che non sarebbe uscito.
Entrò in camera sua fischiettando, dopo essere passato di fronte alle stanze di Namjoon e Jimin ed aver appurato che effettivamente non fossero ancora rientrati.
Accese la luce e si spaventò, mollando un urlo quando notò Taehyung seduto alla sua scrivania.
"Hyung! Che razza di scherzo è questo, ho perso 10 anni di vita per la paura!"
"Ti sei divertito stasera?" chiese, glaciale.
"Beh direi di sì, le foto che ho mandato le hai viste?"
"Quanto?"
"Quanto cosa?"
"Quanto ti sei divertito."
"Mh tanto?"
"Tanto quanto?"
"Hyung, non capisco cosa mi stai chiedendo."
"Ti sto chiedendo di dirmi fino a quale cazzo di punto ti sei divertito stasera." Continuò Taehyung mantenendo un tono freddo e un tono di voce talmente profondo che cominciò davvero a spaventare Jungkook.
"Sono uscito con alcuni miei amici per cena, mi sono divertito e con loro mi trovo sempre bene ma queste sono cose che sai già, non capisco questo interrogatorio e poi cosa ci fai nella mia camera?"
Taehyung si alzò di scatto e in un paio di falcate raggiunse Jungkook che indietreggiò, appoggiando la schiena al muro dietro di lui.
"Mingyu è il visual dei Seventeen."
"Si...quindi?"
"Quindi è esteticamente un bel ragazzo."
"Se non lo fosse, non farebbe parte della visual line, hyung. Sai come funziona."
"Che rapporto c'è tra te e lui?" Taehyung guardò Jungkook profondamente, quasi con disperazione e ricambiando quello sguardo, il minore immediatamente realizzò cosa stava succedendo e quale era il problema.
"Sei geloso." Gli chiese quasi sussurrando, col cuore in gola.
"No." Rispose il maggiore girandosi e facendo per andarsene verso la porta ma Jungkook fu più veloce. Lo fermò prendendolo per il polso, chiuse la porta con uno scatto e imprigionò Taehyung al muro con le proprie braccia.
"Sei geloso di...me?" chiese di nuovo.
"Ho detto di no." Continuò freddo Taehyung.
"Hyung, ti prego ti supplico...quanto dovremo andare avanti ancora?"
"Non so di cosa tu stia par-"
"E invece lo sai solo che non ti piace ammetterlo."
L'aria intorno a loro si gelò. Potevano entrambi sentire il respiro caldo dell'altro. Jungkook sentiva il cuore pompargli nel petto talmente tanto sangue che avrebbe potuto esplodere da un momento all'altro, aveva le gambe che gli tremavano perché di fronte ad una scenata di gelosia non c'erano più dubbi su quello che anche Taehyung provava per lui.
"Ti prego dimmi qualcosa, qualsiasi cosa.." continuò il maknae dopo qualche minuto di silenzio, avvicinandosi leggermente al biondo.
"Non ho niente da dirti."
"Allora ti dirò io una cosa ed è qualcosa di grosso che potrebbe cambiare entrambi."
"Non lo fare Jungkook, non dire niente, spostati e lasciami uscire da qui."
"No Taehyung, tu non vai da nessuna parte e ora mi ascolti perché sono arrivato al limite della sopportazione." Disse deciso il castano e il maggiore alzò immediatamente lo sguardo su di lui quando sentì pronunciare il proprio nome senza le onorificenze.
Jungkook gli prese il viso tra le mani, si avvicinò tanto da far sfiorare i loro corpi. Sentiva già gli occhi pizzicare e sperava solo di non star per rovinare tutto e tutti. Si rese conto che non era più possibile tornare indietro, prese un respiro profondo e parlò.
"Kim Taehyung io provo qualcosa di davvero forte e profondo per te. Qualcosa che va oltre la semplice amicizia."
"J-Jungkook-"
"E tu provi lo stesso per me. Ammettilo una volta per tutte."
Taehyung sospirò, aveva gli occhi rossi.
"Se lo ammettessi, tutto il mio mondo si ribalterebbe."
"Credi che il mio mondo non si sia ribaltato quando ho ammesso questa cosa a me stesso?"
Il maggiore non rispose. Rimasero fermi immobili, con i cuori che battevano all'impazzata. Si guardarono per molti secondi che sembrarono infiniti, la tensione era quasi palpabile.
"Hyung-" provò a dire sottovoce il minore.
"Jungkook baciami ti prego."
E Jungkook non se lo fece ripetere. Si chinò su di lui per azzerare le distanze e lo baciò. Fu un bacio umido, imbarazzato, casto e rapido, troppo rapido. Il minore indietreggiò quasi subito perché temeva la reazione del maggiore che però non ne aveva avuto abbastanza. Lo prese per i fianchi e se lo tirò nuovamente addosso, congiungendo le loro labbra una seconda volta in un bacio più voglioso e passionale.
Jungkook sentiva il cuore in gola e la testa vorticare. Taehyung lo stava baciando tenendolo per i fianchi. Dopo tutti questi anni a fantasticare, la realtà era meglio di qualsiasi cosa avesse mai immaginato.
Ad un certo punto il biondo cominciò a spingere Jungkook senza mollare la presa su di lui finchè non raggiunsero il letto e ci caddero sopra, distesi l'uno sull'altro. Taehyung gli portò le mani tra i capelli e glieli tirò appena e subito Jungkook sentì anche la lingua dell'altro spingere contro i suoi denti e senza pensarci schiuse la bocca, per dargli libero accesso. Quello di cui era sicuro era che stava comandando il maggiore e lui era completamente in balia delle emozioni per fargli fare quello che voleva. Le loro lingue si unirono in una danza coordinata e il minore non riuscì a trattenere un gemito quando l'altro gli morse leggermente il labbro inferiore.
Taehyung cominciò a spostare la sua attenzione e scese a baciargli il mento, la mascella finchè non arrivò al collo, su cui lasciò baci umidi mischiati a leggeri morsi. Jungkook venne percorso dai brividi, inarcò la schiena dal piacere e ansimò forse un po' troppo forte.
"T-Tae-"
"Sono attratto da te." Disse il maggiore, fermandosi un attimo.
"C-cosa?" Rispose Jungkook senza fiato.
"Jeon Jungkook sono attratto da te e mi stai facendo impazzire."
Fu il turno del minore di imporsi, trovò la forza per ribaltare la situazione, facendo scivolare Taehyung sotto di sé. Ricominciò a baciarlo con passione e con una mano scese ad alzargli la maglia e toccargli la pelle bollente ma subito il maggiore si irrigidì, fermandolo e alzandosi, mettendosi a sedere.
"Kookie frena."
"Scusami...è stato troppo?" Jungkook perse il sorriso, abbassando la testa. Temeva una reazione negativa da parte dell'altro. Ma Taehyung gli prese semplicemente il viso tra le mani e gli riservò un sorriso talmente dolce e amorevole che Jungkook pensò che avrebbe potuto sciogliersi all'istante.
"Ci sono tante cose che devo processare a questo punto ma non smettere di sorridermi ti prego. Sei bellissimo."
"T-tu pensi davvero che i-io sia b-bellissimo?"
"Lo sei davvero, è già un po' che lo penso. Da quella volta che sei stato male e che ti sei addormentato dopo che mi ero preso cura di te. Ti stavo accarezzando proprio come sto facendo ora e ho pensato che tu fossi bellissimo e...."
"E?"
"Ed è stata la prima volta che ho pensato consciamente che avrei voluto baciarti."
Si guardarono intensamente.
"Puoi farlo ora."
"Oh si, ho intenzione di farlo per tutta la notte."
Risero e ripresero a baciarsi come a voler recuperare tutto il tempo perso fino a quel momento. Le mani di Taehyung viaggiavano per la schiena di Jungkook cercando di tenerselo premuto il più possibile addosso mentre il minore aveva congiunto le proprie mani dietro la nuca del maggiore per solleticargli i capelli sul collo. Erano talmente presi che non si erano neanche accorti che qualcuno avesse bussato.
"Koo sei ancora sveglio? Sei tornato?"
Jimin.
Si staccarono immediatamente, allontanandosi leggermente l'uno dall'altro.
"Si sono tornato! Voi tutto bene?" rispose prontamente il maknae senza tradire alcun tipo di emozione.
"Sisi. Senti sai dov'è Taehyung? In casa non c'è!" chiese Jimin, rimanendo dietro la porta e senza neanche provare ad aprirla, fortunatamente.
"Oh non lo so, quando sono tornato mezz'ora fa non c'era nessuno in casa!"
"Boh! Proverò a scrivergli. Magari alla fine è uscito con Bogum-hyung? Mi ha detto che si erano sentiti."
"Può darsi, non so!" rispose Jungkook lanciando un'occhiata di fuoco al maggiore.
Jimin poi semplicemente gli diede la buona notte e gli disse che la mattina seguente avrebbe dovuto raccontargli come era andata la sua serata. Jungkook rispose in maniera affermativa quasi trattenendo una risata e finalmente furono di nuovo soli. Per sicurezza il minore si alzò e chiuse a chiave la porta.
"Quindi ti senti con Bogum-hyung mh?"
"Sei geloso, Kookie?" rispose il biondo in tono di sfida.
"No no, figurati."
"Torna qui."
"Preferisci la mia compagnia o la sua?"
"Jungkook, torna qui sul letto."
"Io o lui?"
Taehyung si alzò, prese Jungkook per i fianchi e lo lanciò sul materasso, fiondandosi su di lui.
"Tu, tu, tu, solo tu." Gli sussurrò all'orecchio, facendolo rabbrividire prima di ricominciare a baciarlo.