Capitolo Quindici

2504 Words
Giappone. Quando Taehyung era piccolo e andava ancora a scuola aveva dovuto fare una ricerca sul Giappone e da quella volta rimase completamente estasiato da tutto ciò che riguardava la cultura nipponica. Quando poi aveva avuto la possibilità di scegliere quale lingua straniera studiare, senza porsi il minimo dubbio aveva scelta il giapponese. E ora a distanza di anni si ritrovava ad aver avuto la possibilità di visitare quasi tutte le più grandi città di quel paese grazie ai vari tour, eventi, premiazioni, etc. Ogni volta che atterrava in Giappone sentiva di poter respirare un'aria diversa e la mattina successiva al loro arrivo a Tokyo decise che voleva fare una cosa che raramente aveva potuto fare: guardare l'alba. Si era messo la sveglia alle 4:30 ma quando quella suonò, lui era già sveglio. Recuperò giusto il telefono, una coperta e la doppia chiave della stanza di Jungkook e uscì di soppiatto dalla sua stanza d'hotel per andare a svegliare il minore. Cercando di fare meno rumore possibile inserì la chiave nella toppa e aprì la porta. Si avvicinò al letto facendosi luce con la torcia del telefono e quando illuminò il viso di Jungkook rimase qualche secondo imbambolato a guardarlo. Appoggiò tutte le sue cose sul comodino e si distese in parte al castano. "Kookie?" Provò a dire sottovoce, accarezzando il viso dell'altro e spostandogli i capelli ma senza ricevere nessuna reazione. "Jungkook?" Fece scivolare la mano sotto la coperta e cercò il bordo della maglia del pigiama, gliela alzò e cominciò ad accarezzare lentamente il corpo del minore. "Ehi svegliati!" Si avvicinò al suo viso e depositò una scia di baci dal naso, alla guancia, alla mandibola per poi salire a mordicchiargli il lobo dell'orecchio. "MMHH!" Jungkook prontamente si allontanò per scampare i morsi di Taehyung. "Kookie svegliati ti prego, ho una sorpresa pe te." Disse il maggiore scuotendolo leggermente. "Che ore sono?" "Le cinque meno un quarto." "Tu sei pazzo." "Si, di te." A quella affermazione Jungkook spalancò gli occhi e guardò il maggiore che continuò a parlare. "Sei abbastanza sveglio?" "Ora decisamente sì." Taehyung gli sorrise e gli lasciò un rapido bacio a stampo prima di sfruttare il fatto che la sua mano fosse ancora sotto la maglia del pigiama del minore. Si ancorò al suo fianco e se lo tirò addosso. Jungkook non si lamentò e anzi intrecciò le sue gambe con quelle del maggiore. "Come mai mi svegli così presto?" "Vieni a vedere l'alba con me?" "Scherzi? Ci saranno 10°C fuori!" "Ho preso una coperta. E poi un modo per scaldarci credo lo potremmo trovare facilmente." Disse Taehyung all'orecchio di Jungkook con tono provocante prima di appoggiare con convinzione una mano sul sedere del minore e palparlo leggermente. "Mh e perché invece non rimaniamo qua e le luci dell'alba te le faccio vedere io." Rispose il castano con lo stesso tono usato dal maggiore, salendogli sopra, girandogli la testa per avere libero accesso al suo collo e cominciando a lasciare piccoli baci umidi su quella porzione di pelle. Taehyung gemette leggermente e tremò non appena Jungkook prese le redini della situazione alzandogli la maglia e cominciando a giocare con l'elastico dei suoi boxer. Gli lasciò avere il controllo per pochi minuti soltanto prima di ribaltare le posizioni, facendo scivolare Jungkook sotto di sé tenendolo per i fianchi. "Sei decisamente sveglio ora." Gli disse il biondo chinandosi per baciarlo mentre il minore intrecciava le mani dietro alla sua nuca e premeva le loro labbra insieme per approfondire il bacio. "E anche il tuo amico quaggiù è sveglio." Continuò Taehyung spostando l'elastico dei boxer del minore e infilandoci una mano dentro. Gli prese l'erezione tra le dita, passò lentamente il pollice sulla punta e Jungkook si lasciò sfuggire un gemito di piacere, inclinando la schiena e allargando le gambe per lasciargli libero accesso ma a quella reazione il biondo sfilò la mano e si alzò dal letto, spostando le coperte. "Che fai???? Mi stava piacendo!" Si lamentò il più piccolo. "E a me piace vedere l'alba. Ora alzati e vestiti, abbiamo appena 40 minuti di tempo per arrivare nel punto giusto." Rispose il maggiore andando verso l'armadio e tirando fuori per il castano un paio di pantaloni e una felpa pesante con cappuccio e lanciandogli gli indumenti sul letto. "Ti odio." "Non è vero." Il biondo si avvicinò sorridendo al castano che si stava vestendo per baciarlo ancora una volta. --- "Come l'hai trovata questa collina nascosta?" "Ieri appena siamo arrivati sono uscito con Jimin e Jin-hyung e camminando siamo arrivati qua. Ho subito pensato che avrei voluto portartici a vedere il tramonto ma poi ho realizzato che siamo troppo a est quindi questa è la posizione perfetta per l'alba." "Quindi cos'è questo? Il nostro primo e vero appuntamento?" "Vuoi che lo sia?" "A te piacerebbe che lo fosse?" Taehyung guardò Jungkook in silenzio, rimanendo un attimo interdetto da quello scambio di domande. Intrecciò le dita delle loro mani e dolcemente lo trascinò ancora un po' più avanti fino a che non raggiunsero una panchina. Si sedettero e usarono la coperta per scaldarsi per bene. "Pensavo sarei stato il primo ad organizzare un appuntamento, avrei voluto uscire a cena ma tu mi hai appena battuto sul tempo." Disse Jungkook appoggiando la testa sulla spalla di Taehyung e rannicchiandosi sul corpo del maggiore. "Possiamo andare a fare colazione insieme più tardi." Rispose il biondo circondando le spalle del minore con un braccio e appoggiando la testa sopra quella di Jungkook. Poi gli appoggiò una mano sotto al mento e gli fece alzare il viso per baciarlo. "Non riesco a smettere di baciarti Jungkook, quale incantesimo mi stai facendo?" Chiese Taehyung, prendendo il minore per i capelli e girandosi meglio verso di lui per approfondire il bacio. Il castano si fece subito fomentare da quella frase e prontamente salì a cavalcioni sul maggiore senza interrompere il bacio nemmeno per un secondo. Taehyung appoggiò le mani sulla schiena di Jungkook e lo strinse tra le braccia mentre apriva leggermente la bocca per permettere alle loro lingue di incontrarsi ancora una volta. Il castano ansimò nella sua bocca quando il biondo spostò una mano sul fondoschiena e lo spinse leggermente in avanti per fare in modo che si strusciasse su di lui. Continuarono con questi movimenti per un po', gemendo l'uno addosso all'altro, facendo volare le mani su tutto il corpo mentre alle loro spalle stava lentamente cominciando a sorgere il sole. "Se fossimo rimasti in camera a quest'ora saresti già nudo e con il mio cazzo infilato su p-" "Ah no." Lo bloccò immediatamente Taehyung, mettendogli un dito di fronte alle labbra per farlo tacere. "Quello lo farò io a te." Continuò riprendendo a baciarlo con passione mentre Jungkook non riusciva più a trattenere i gemiti. "Ti eccita l'idea, Kookie?" "Non sai quanto, hyung." Rispose quasi senza fiato, continuando a muovere il bacino sopra l'erezione del maggiore che stretta dentro ai pantaloni cominciava a diventare un po' troppo fastidiosa. Poi all'improvviso in lontananza si sentì un rumore di clacson e Taehyung si spaventò, ricordandosi che erano all'aperto, che qualcuno avrebbe potuto riconoscerli o peggio denunciarli per atti osceni in luogo pubblico. Si alzò di scatto spostando con uno scossone Jungkook che cadde a terra. "La smetti di fermarti sul più bello oggi?" Ma Taehyung neanche l'aveva sentito e continuava preoccupato a guardarsi intorno, cercando la presenza di qualche altro essere umano oltre a loro. "Hyung, non capisco perché hai tutta questa paura che qualcuno ci veda." "Come fai a non capire? E se qualcuno ci riconoscesse?" "Sono le 6 di sabato mattina, non c'è nessuno in giro. E poi siamo su una collina, in mezzo agli alberi. Il rumore che hai sentito veniva dalla strada, come avrebbero fatto a vederci da così lontano? Hanno la vista a raggi X?" Taehyung abbassò la testa, superò la figura di Jungkook e raccolse la coperta cominciando a piegarla. "Hyung..." "Hai ragione, mi sono spaventato per niente okay?" Disse il biondo di botto. "Mi dispiace Jungkook ma è ancora più forte di me. Non ce la faccio a lasciarmi scivolare addosso questa cosa come fai tu." Continuò addolcendo il tono. "Va bene, ho capito." Jungkook si avvicinò per abbracciarlo. "Ora che il sole è sorto possiamo andare a fare colazione?" "Come è sorto????" Solo in quel momento Taehyung si girò a si rese conto che il sole si era già quasi staccato dalla linea dell'orizzonte. "JUNGKOOK-AH MI HAI DISTRATTO!" Urlò, lanciandogli in faccia la coperta ridendo e correndo per allontanarsi dagli alberi e cominciando a scattare alcune foto col telefono. Passò un altro quarto d'ora quando finalmente si decise ad incamminarsi per tornare verso l'hotel e cercare un posto al coperto e al caldo dove mangiare qualcosa prima di raggiungere gli altri. Si sedettero in un tavolino appartato per non rischiare di essere riconosciuti e accerchiati da eventuali fan. Taehyung ordinò una colazione salata composta da toast con burro, uova e bacon accompagnati da un succo ai frutti di bosco mentre Jungkook prese un caffè americano caldo e due cornetti alla crema. Erano ormai giorni che Taehyung non riusciva a smettere di pensare a quanta tensione sessuale provasse nei confronti del minore, una sensazione nel basso ventre che non credeva avrebbe mai potuto provare per una persona del suo stesso sesso nonché membro dello stesso gruppo. E anche ora, mentre lo guardava addentare il cornetto, non riusciva smettere di immaginare in quanti modi avrebbero potuto usare le loro bocche per procurarsi piacere a vicenda. Le occasioni per andare fino in fondo c'erano state, la voglia c'era e tanta anche da parte di entrambi ma Taehyung non era mai riuscito a spingersi oltre ai preliminari, ogni volta era riuscito a trovare un modo per fermarsi anche se doveva appigliarsi a tutta la sua forza di volontà perché tutto ciò che la sua mente, il suo cuore e il suo corpo gli dicevano di fare, era di smetterla di resistere e fare l'amore con Jungkook. L'unico motivo che lo spingeva a trattenersi era che avrebbe voluto ufficializzare le cose, voleva poterlo considerare il suo ragazzo in tutto e per tutto, avrebbe voluto avere il coraggio di dirgli che ormai era sicuro di essere definitivamente e profondamente innamorato di lui prima di finirci a letto insieme. Per una volta in vita sua, per quanto riguardava i sentimenti e le relazioni, voleva fare le cose con calma e per bene, sentiva un disperato bisogno di far quadrare tutti i conti con sé stesso per poter essere felice e rendere felice Jungkook. Il problema? Non sapeva come chiedere al minore di mettersi insieme. Ci aveva provato un paio di volte ma non gli erano uscite le parole giuste. Sapeva che in ogni caso Jungkook avrebbe risposto di sì però anche in quello avrebbe voluto che fosse un momento magico ma non sapeva come fare e questo pensiero lo tormentava.  --- I giorni cominciavano a passare e Taehyung non riusciva a liberare la mente così approfittò di una serata post concerto in cui Jungkook voleva lavarsi con calma e finire di editare alcuni spezzoni che aveva ripreso li in Giappone. Chiese a Jimin se voleva cenare insieme a lui e il corvino ne fu immensamente entusiasta. "Tanto lo so che vuoi parlare solo di Jungkook." Jimin tirò fuori l'argomento dal nulla, senza che Taehyung avesse anche solo lontanamente introdotto il tutto. "Allora dai, raccontami pure della vostra prima scopata basta che non usi troppi dettagli." Continuò l'amico con tono scherzoso. Ma Taehyung si gelò sul posto, posò le bacchette che stava usando per mangiare il ramen e abbassò la testa. "Tae?" "Non l'abbiamo ancora fatto e il problema credo di essere io." "Oh maddai non scherzare, con quante ragazze sei stato a letto in tutti questi anni? Come fai ad essere tu il problema?" "Ragazze-" Lo interruppe il biondo "-di cui non mi interessava niente." "Okay, non sto capendo." Finalmente Taehyung alzò la testa e potè facilmente leggere sul volto dell'amico quanto fosse confuso. "Jiminie..." Sospirò. "Io sono innamorato di lui e ne sono sicuro ora solo c-che n-non-" "Non sai come dirglielo." Finì l'amico e Taehyung semplicemente annuì. "Vorrei chiedergli di stare insieme cioè di essere una c-coppia vera ma non so come chiederglielo e io n-non ce la faccio ad arrivare fino in fondo con lui. Non voglio che gli passi il messaggio che è solo una scopata, non potrebbe mai esserlo." "Aish Taehyung-ssi ti conosco da così tanti anni ma non sapevo che esistesse questo lato romantico di te." Gli disse il maggiore che poi si sporse per appoggiargli una mano sulla spalla e massaggiarlo dolcemente. "Conoscendo Jungkook devi dirglielo e basta, non importa come, quando, dove. Vai da lui e semplicemente digli sono innamorato di te, voglio stare con te, sii il mio ragazzo e poi bacialo." "Facile a dirsi, impossibile da farsi." Taehyung non capiva come il suo migliore amico potesse essere così tranquillo e disinibito di fronte a quella situazione. Come poteva pretendere che lui andasse da Jungkook a dirgli quelle esatte parole? Poi all'improvviso Jimin spostò la sua sedia, avvicinò la propria e gli allargò le gambe per posizionarsi tra di esse. "Che stai fac-" "Fai le prove con me." "Cosa?" "Coraggio TaeTae, guardami in faccia e dimmi sono innamorato di te, voglio stare con te, sii il mio ragazzo e baciami." "Io non ho nessuna intenzione di baciarti Park Jimin!" Risposte in tono più scioccato che divertito. "Non mi vuoi più bene eh?" Disse il corvino avvicinandosi pericolosamente all'amico, prendendogli il viso con una mano e cominciando a fargli il solletico sulla pancia con l'altra. Taehyung scoppiò a ridere e si divincolò per sfuggire alla presa di Jimin. "Tu sei matto!" Ma in quel momento il suo telefono vibrò tre volte di seguito con insistenza. Si fermarono dal farsi i dispetti e Taehyung sbloccò in fretta per leggere i messaggi appena ricevuti. JK: pulito, lavato e profumato ;) JK: sono al pc ora ma puoi venire quando vuoi JK: mi raggiungi vero? Ti aspetto?  Il biondo sfoggiò un sorriso mentre guardava lo schermo del cellulare e quando alzò lo sguardo si ritrovò di fronte un Jimin in piedi con le braccia incrociate sul petto e un solo sopracciglio alzato. "Ah l'amore, hai uno sguardo unico." Taehyung sorrise sospirando e abbassando la testa imbarazzato. "Vai da lui e digli quello che provi Tae." Il biondo si precipitò alla porta, l'aprì ma prima di uscire si girò indietro e guardò l'amico. "Grazie Jiminie, ti voglio davvero bene. Sei una delle persone più importanti della mia vita e non potrei sopravvivere senza di te." Il corvino lo guardò immediatamente addolcito. "Vai anche dall'altra persona più importante della tua vita a dirgli cosa significa per te." E dopo essersi chiuso la porta alle spalle, corse per tutto il corridoio finchè non si ritrovò di fronte alla porta del minore col cuore in gola e la bocca secca ma era determinato e deciso, quella sera avrebbe messo fine ai suoi tormenti e si sarebbe dichiarato. Cosa poteva andare storto?
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