
Milano, 1927. Nausicaa, una giovane pittrice milanese, ha appena comprato il biglietto per il viaggio in transatlantico per New York , dove esporrà un suo quadro all’International Exhibition of Modern Art a Brooklyn. Nello stesso giorno, però, comincia a soffrire di una grave forma di fotofobia che mette a rischio la sua prossima partenza. Sono gli anni ruggenti del jazz di Amstrong e Gershwin, i libri di Scott Fitzgerald e Pirandello, in una Milano ricca di nuovi edifici con le decorazioni e arredi liberty e Nausicaa e’ proprio figlia di quei tempi … Alla ricerca di una cura risolutiva, inizia un percorso nella nascente psicologia analitica con un allievo del dottor Jung, da cui impara a dialogare con la sua anima e a comprendere il significato simbolico del suo sintomo. Chissà se questo viaggio dentro di sé la porterà davvero a New York…?

Capitolo 1 Milano, 16 gennaio 1927 Colore: Giallo Napoli chiaro Musica: Rhapsody in blue (G.Gershwin) Scendo dal tram proprio davanti alla palazzina, dove si trova lo studio medico: un edificio color giallo paglia in stile liberty, come piace a me, con il prospetto scandito dalle linee sinuose tipiche del periodo tedesco e finestroni curvi con decorazioni a tema vegetale. L’aria è pungente, ma il cielo è terso e luminoso come sa essere Milano quando si libera dalla nebbia. Mi sembra di buon augurio! Entrando nell’androne mi viene incontro il portiere, un uomo basso e tarchiato con un lungo camicione grigio da lavoro sotto cui intravedo la camicia bianca, con una cravatta scura. In testa ha un berretto morbido e uno sguardo un po’ triste. Mi chiede in tono gentile, ma deciso: “Dove v
