2 – IL FANTASMA E LO STREGONE Elia tacque per qualche secondo. Le sopracciglia corrugate gli conferivano un aspetto arcigno, ma anche un’aria concentrata e riflessiva, come se stesse ponderando attentamente le mie affermazioni. Il fatto che fosse disposto a prenderle in considerazione aveva dell’incredibile, ma d’altronde l’intera situazione era surreale. Per non correre rischi, mi sarei dovuta mordere la lingua. Avrei fatto bene a lasciarlo ragionare in pace, incrociando le dita affinché mi credesse, visto che io al suo posto non ci avrei nemmeno pensato. Non era proprio il caso di contrariare l’unico essere umano con cui potessi parlare. «Come ci riesci?» domandai, troppo emozionata all’idea di interagire con qualcuno dopo tanti anni di silenzio e solitudine per resistere un sec

