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1313 Words
"Cosa stai facendo, papà?" Gli chiedo salendo per le scale, vedendolo nascosto da scatoloni. "sto svuotando questa stanza perché vorrei sistemarla" mi dice alzando il capo su di me. "Come mai? Cosa devi farci?" Gli domando incuriosita mentre lui mette alcuni oggetti all'interno. "Ho pensato che magari.. ogni tanto, se Cheryl e Maddison ne hanno bisogno, possono stare in questa camera" risponde guardandomi incerto. "E perché mai dovrebbero averne bisogno? Oltretutto non trovo il senso dato che è già stata nel tuo letto, e non soltanto per dormire, e ora tutta questa privacy improvvisa?" Dico parecchio contrariata, non mi piace particolarmente il fatto che ci viva qualcun altro in casa mia. Io e mio padre siamo sempre stati soli e siamo sempre stati bene così, forse è anche per questo. "Abby mi pare di aver già chiarito questa cosa parecchio tempo fa, quindi per favore non ritornarci! Ciò che sto facendo è per comodità" mi dice scocciato. "Solo per comodità? Non state pensando di andare a vivere insieme, sposarvi, e fare tanti figli assieme? Ti uccideranno e faranno di me la cameriera" dico improvvisamente spaventata. "Hai un'ottima fantasia, non c'è dubbio. Ma per il momento stiamo bene così, non preoccuparti" mi rassicura con una piccola risata. "Non capisco come mai hai questo atteggiamento nei suoi confronti, pensavo fosse passato anche questo. È una bella persona, non fermarti all'apparenza" mi dice leggermente dispiaciuto. "Probabilmente avrei un'idea diversa su di lei se ci fossimo conosciute in altro modo, magari se me l'avessi presentata l'avrei presa meno male. Non ero preparata a conoscere una tua nuova fidanzata, è piombata di punto in bianco nella mia vita e non puoi pretendere che io ci vada d'amore e d'accordo." Gli spiego. "Capisco, non hai tutti i torti. Però mi piacerebbe se ti impegnassi un minimo, lei sta facendo di tutto per costruire un rapporto con te" Sospiro e annuisco guardandomi attorno, non posso reggere il modo in cui mi guarda mentre me lo chiede. "Cosa c'è lì dentro?" Chiedo notando una scatola messa in disparte, ben sigillata. "Nulla di importante, tutta roba vecchia che tenevo qui dentro. Dopo porterò tutto in cantina" "Okay, senti papà io vado in biblioteca per prendere alcuni libri. Ci vediamo stasera" lo avviso uscendo di casa. Adoro leggere e tendo ad esagerare, ogni volta che apro un libro non mi stacco da esso finché non l'ho finito. E ci metto davvero pochissimo tempo, soprattutto se mi piace particolarmente, perciò ho deciso di prenderne qualcuno in più questa volta. Passo fra gli scaffali pieni di libri di ogni genere, ne prendo alcuni e leggo le rispettive trame. Difficilmente qualcosa riesce a distrarmi dalla mia scelta, ma qualcuno oggi attira la mia attenzione tanto da farmi staccare gli occhi da quelle pagine preziose. Sposto lo sguardo aldilà dello scaffale e rimango sorpresa quando noto Brooklyn con dei libri in mano. "Questo va bene? Non ho capito perché dobbiamo usare questi cosi ingombranti se possiamo stampare ciò che ci serve da internet" protesta e per un momento non capisco con chi ce l'abbia. Ma poi sbuca accanto a lui la stessa ragazza di questa mattina e della festa. "Perché si, non lamentarti" lo rimprovera. Sento un grande fastidio nascere dentro di me, e devo davvero metterci tutta la mia buona volontà per non lanciarle i libri che ho in mano, sulla testa. Anche se lui dice che è solo una compagna di classe con cui deve fare un progetto, sono sicura che lei se ne approfitti. Ora che la osservo meglio mi rendo conto di quanto sia bella, nonostante mi costi ammetterlo. Ha i capelli perfettamente lisci, neri, e due occhi grandi e verdi contornati da lunghe ciglia. Più guardo il suo fisico magro e slanciato e più cresce in me la paura che possa in qualche modo interessare a Brooklyn. "Ops" esclama facendo volontariamente cadere a terra il suo quaderno, quando si inchina per raccoglierlo si piega spudoratamente davanti a lui mettendo in bella mostra il suo lato b. Stringo gli occhi e faccio per andarmene ma con la mia borsa trascino i libri dello scaffale davanti a me, facendoli cadere tutti, provocando tantissimo chiasso. "Accidenti" mi lasciò sfuggire. "Scusami un attimo" lo sento dire e il mio respiro si blocca. Apro un libro davanti alla mia faccia e incrocio le dita sperando con tutto il mio cuore che non si sia accorto di me. Ma quando lo abbasso di poco, per controllare se di lui c'è traccia, quasi non urlo quando lo trovò davanti a me con le braccia incrociate. "Brooklyn! Che sorpresa vederti qui, sei venuto anche tu per prendere qualcosa da leggere?" Dico praticamente urlando, con un sorriso forzato. "Abby, il libro che hai in mano è al contrario" mi dice è soltanto ora me ne accorgo, nonostante ce l'avessi davanti agli occhi. "Cavolo" sussurro girandolo, improvvisare non fa per me. "Mi stavi spiando?" Mi domanda mentre io penso a rimediare al disastro che ho combinato. "Assolutamente no, come ti viene in mente? Te l'ho detto, stavo cercando qualcosa da leggere. Non ti avevo neanche visto" mento, sistemandoli nuovamente sullo scaffale, come erano disposti. "Certo, e pensi anche che ci creda? Ti conosco abbastanza da sapere che questa espressione è quella che hai mentre mi menti" mi dice, il suo tono però è tranquillo. Non sembra essere arrabbiato. "Non ti ho mentito, stavo realmente cercando qualche libro da portare a casa. Non mi sono messa qui di proposito" mi difendo, facendo spallucce. Mi guarda e scuote la testa sorridendo. "Che c'è?" Gli chiedo cercando di capire il suo atteggiamento. "Niente, stavo pensando ad una cosa" risponde mettendosi le mani in tasca. "A cosa?" Chiedo curiosa. "Non te lo dirò mai" ride. "Ho capito, mi stai prendendo in giro. Non lo trovo affatto divertente, e puoi benissimo tornare dalla tua adorata compagna. Sicuramente preferisci guardare il suo fondo schiena che perdere tempo con me" gli dico infastidita, tornando a concentrarmi sui libri. "Amo quando ti arrabbi e ti ingelosisci" mi dice stringendo i miei fianchi da dietro, con le mani. Sento il suo respiro sul mio collo che non mi aiuta per niente. "Ma davvero? Io amo vedere la tua faccia sofferente invece e stavo giusto pensando di darti questo in testa" gli dico indispettita. E scoppia nuovamente a ridere. "Se posso dire la mia preferisco di gran lunga il tuo, non scorderò mai quando sono rimasto a casa tua a dormire e ho avuto la fortuna di vederti con quella maglietta che ti copriva poco e niente" ammette, quasi non mi strozzo con la mia stessa saliva. "Hai intenzione di mollarmi?" Gli chiedo, anche se in realtà vorrei rimanere tutta la giornata fra le sue braccia. "No" mi dice girandomi faccia a faccia, mi sposta i capelli da davanti al viso con talmente tanta lentezza che potrei morire. Il mio cuore batte ogni volta così velocemente che a volte penso possa uscirmi dal petto. Le mie gambe cominciano a tremare assieme alle mie mani e non so se c'è più scompiglio all'interno del mio stomaco o all'interno della mia mente. Accarezza delicatamente la mia guancia mentre continua a sostenere il mio sguardo, non credo riuscirò a distoglierlo. Non ora almeno, è come se ci fossi incastrata. "Brook, siamo in una biblioteca. Ci potrebbe vedere qualcuno" gli dico con la voce talmente bassa che non so se lui mi abbia sentita bene. "Non me ne frega assolutamente niente, è da tanto che non ho un tuo bacio e neanche la fine del mondo mi allontanerà dalle tue labbra ora come ora" mi dice prima di impossessarsi della mia bocca. Chiudo gli occhi e quasi non mi viene da piangere per tutte queste sensazioni così forti che provo. Sensazioni che mai ho provato prima e che quasi mi spaventano. Potrò stancarmi di qualunque cosa, ma di lui credo che non ne avrò mai abbastanza.  
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