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1326 Words
La mattina, quando scendo di sotto trovo già mio padre con Sheryl e Maddison riuniti attorno al tavolo a far colazione. "Buongiorno tesoro" mi dice mio padre con il suo dolce sorriso, stampandomi un bacio sulla fronte. "Buongiorno" rispondo ancora assonnata, reggendo la mia testa con il gomito. Potrei addormentarmi su qualunque superficie dal sonno che ho. "Abby tu ne vuoi?" Mi chiede Sheryl gentilmente, indicandomi i biscotti che deve aver preparato lei da poco. "Si, grazie" dico, e non appena lo faccio sia mio padre che Maddison si voltano a guardare prima me e poi lei. Sembrano esser parecchio sorpresi e sconvolti. Dopo ieri sera mi sono resa conto che non è il tipo di persona a cui pensavo fino ad un giorno fa. Le sue parole mi hanno davvero aiutata. "Cavolo, è tardissimo" esclamo scattando dalla sedia. Raccolgo lo zaino da sotto ai miei piedi e velocemente afferro il mio telefono e due biscotti. "Ci vediamo a pranzo, sono buonissimi!" Li saluto uscendo di fretta di casa. "Ferma qui, dove pensi di scappare senza avermi prima spiegato questo tuo cambio improvviso? Un miracolo? Ti è apparso qualcuno in sogno e ti ha detto cosa fare?" Mi dice Maddison raggiungendomi. "Nessuna delle tue ipotesi, non posso aver avuto semplicemente voglia di stare in pace con tua madre? La situazione sarebbe diventata troppo pesante e-" "Se hai finito con la tua scusa inventata al momento vorrei ascoltare la versione giusta" mi dice incrociando le braccia. Sbuffo sonoramente e alzo gli occhi al cielo, decidendo comunque di raccontarle come sono andate le cose. "Ieri sera abbiamo avuto una conversazione anche piuttosto lunga, si è rivelata diversa dall'immagine che mi ero fatta inizialmente su di lei. È una persona molto umile e dolce, e credo che sia il tipo di donna di cui abbia bisogno mio padre. Tutta il tuo opposto!" "E sono fiera di come sono, gliel'ho sempre detto che sarebbe dovuta esser più dura fin dall'inizio. Probabilmente così facendo mio padre non l'avrebbe usata, per poi tradirla" commenta con rancore. "È successo da tanto?" Chiedo curiosa. "Si ero molto piccola quando se n'è andato, ma non abbastanza per non ricordarlo" risponde. Dal modo in cui ne parla sembra non aver buoni rapporti con lui. "Perché dici così? Non ci andavi d'accordo?" "Certo che ci andavo d'accordo, ero una bambina in fondo. Ma dopo che i miei genitori si sono lasciati ha iniziato a cercarmi sempre meno, finché non ha smesso proprio di farlo. Ma comunque sia non riuscirei più a vederlo nello stesso modo, non ora che so cosa le ha fatto" mi spiega mentre cammina, guardando davanti a se. "Capisco con tua madre, ma tu non ne avevi alcuna colpa. Trovo ingiusto che tu sia cresciuta senza un padre. Non riesco ad immaginare la mia vita senza il mio papà" "Non importa, ormai non ricordo neanche più com'è fatto il suo viso o la sua voce. Mia madre è fantastica e sto benissimo anche senza di lui" dice facendo spallucce. Sento una tristezza infinita ascoltando le sue parole. Vorrei tanto sapere il motivo che l'ha portato ad allontanarsi anche da lei, da sua figlia. La campanella suona interrompendo i miei pensieri e quando rialzo il viso per cercare Maddison, scopro che è scappata abbandonandomi qui in mezzo. Spero soltanto che non l'abbiano scocciata tutte le mie domande, in certi momenti mi viene veramente difficile capire le sue emozioni. Mi dirigo nella mia classe e mi guardo attorno cercando un posto libero per sedermi. Ma con mia enorme sfortuna l'unico rimasto è accanto a Kylie. "Ciao" la saluto sedendomi. Immediatamente su volta verso di me per guardarmi in modo truce, seguita dalla sua occhiata ricevo anche un verso di fastidio. "Sai Abby, sta mattina pensavo a te e ho capito soltanto poche ore fa dello sbaglio che ho fatto. Io mi sono avvicinata a te con le migliori intenzioni, stavo seriamente cercando di esser tua amica. Invece avrei dovuto lasciarti da sola, ma presto si renderanno tutti conto che sei tutt'altro che un faccino innocente" mi dice prima di afferrare i suoi libri e andarsene via. Rimango paralizzata, anche se non mi sto guardando attorno so per certo di aver gli occhi dei miei compagni addosso. Sarò pure cattiva ma sono certa che lei è furiosa per questioni che c'entrano ben poco con la nostra amicizia. Nel momento in cui appoggio la testa sul muro frustrata, il professore inizia la selezione spiegando il capitolo successivo. Sposto lo sguardo fuori dalla finestra e osservo una classe fare educazione fisica sul prato. Mi ci vuole pochissimo per accorgermi della presenza di Brooklyn, che gioca assieme ai suoi compagni. Mi perdo letteralmente ad ammirarlo, in tutto il suo fascino. Trovo che stia particolarmente bene con i pantaloni di tuta, e quella maglietta che lascia scoperte le sue braccia leggermente muscolose. Seguo attentamente la partita e noto delle ragazze che si buttano sulla palla cogliendo occasione per mettere le mani sul suo corpo. Automaticamente sbatto ciò che ho tra le mani sul banco, creando un rumoroso e inaspettato tonfo. Non ricordavo neanche di avere un libro in mano. "Moore, cosa c'è nel cortile più interessante della mia lezione?" Mi chiede il professore con le braccia incorniciate. Apro bocca per giustificarmi con la prima cosa che mi viene in mente ma la campanella mi precede, salvandomi. Prendo velocemente lo zaino e scappo letteralmente dalla classe. Prendo i soldi dalla mia tasca e mi dirigo verso le macchinette, sentendo l'urgenza di mettere qualcosa sotto ai denti. "Buongiorno bambola, dove stai andando?" Mi chiede Brooklyn parandosi davanti a me, dandomi un veloce bacio sulla guancia, tanto quasi da non accorgermene. "A prendere qualcosa da mangiare.." "Volevi forse prendere questo?" Mi domanda porgendomi una barretta di cioccolato ancora chiusa. "Si, grazie!" Esclamo improvvisamente felice. "Cavolo, ti rende più felice una barretta che un bacio dal tuo bellissimo fidanzato" mi dice offeso. "No, il mio fidanzato più una barretta di cioccolato mi rendono felice" lo correggo alzando un dito. Mi sorride raggiante e si sporge per baciarmi sulle labbra. "Alt! Poco fa ti ho visto giocare assieme a quelle galline starnazzanti, la loro era una dichiarazione esplicita che vogliono qualcosa di più da te!" "Cosa? Come..." "La mente femminile è contorta, quelle mani le hanno messe di proposito in quei determinati posti." "Soprattutto la tua, e poi se hai guardato con attenzione hai potuto vedere che io ho completamente ignorato ognuna di loro. Non mi interessano" "Ma loro pensano di si, perciò è meglio mettere in chiaro le cose da ora" gli dico sorridendo. "Va bene, ci penso subito" mi dice appoggiando le sue mani sui miei fianchi, accorciando la distanza che ci divide. "Che fai?" Chiedo con un tono di voce talmente basso che credo abbia faticato a sentire. "Cosa c'è di meglio che chiarire le cose con una dimostrazione, anche questa, piuttosto esplicita?" Mi dice e senza darmi il tempo di assimilare le sue parole si impossessa delle mie labbra. Dall'intensità del suo bacio al modo in cui mi guarda negli occhi, subito dopo essersi staccato dalla mia bocca, sembra voglia farmi capire qualcosa inspiegabile a parole. Il suo sguardo si sposta dietro alle spalle e incuriosita dalla sua espressione incredula mi volto anche io, come il resto dei studenti presenti. Poco distante da noi ci sta Kylie. Ha i capelli completamente scompigliati e la camicetta che indossava è sbottonata abbastanza da mostrar anche ciò che non dovrebbe. Cammina con disinvoltura, muovendo le sue anche con esagerazione. Si ferma davanti a Chesley e posa le sue mani sulle sue braccia, accarezzandole ripetute volte. "Kylie, che stai facendo? Ne abbiamo già parlato.." le dice lui con calma, cercando di allontanarla. "Non ti ho mai detto di esser d'accordo con te, anzi, penso che insieme saremo perfetti. Farò il necessario per dimostrartelo" risponde lei puntando il suo sguardo sulle sue labbra. "Adesso mi ha stancata" esclama arrabbiata Maddison alle nostre spalle avanzando verso di lei.
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