Forse per certi è piacevole passare le giornate festive assieme ai loro familiari, riuniti attorno ad un tavolo strapieno di tanto cibo a chiacchierare un po' su tutto. Ma non per me.
Le persone sedute attorno al mio, di tavolo, le conosco da poco e se sto qui con loro è solamente per mio padre. Per una volta mi ritrovo a non aver neanche fame.
Ho parlato tanto con mio padre, era da tanto tempo che non passavo una serata con lui e alla fine non si è rivelato un natale così disgustoso come lo pensavo.
Ha inoltre fatto qualcosa che io non mi sarei aspettata. Ha chiesto di lavorare meno ore per potermi dedicare più tempo, e perciò mi sono sentita in dovere di fare qualcosa per lui.
Se veramente in questa donna ci trova qualcosa che lo fa stare bene sono disposta a conoscerla, piano piano.
"Non mi è ancora chiaro il perché tu mi stia seguendo!" Dico con tono scocciato a Maddison che cammina dietro di me.
"Non mi andava di stare lì da sola a guardare quei due che si scambiano effusioni amorose" risponde incrociando le braccia.
"Ma dove stiamo andando? Sei sicura di conoscere bene il posto?" Mi domanda facendomi sbuffare.
"Puoi stare zitta? Non ho un posto esatto, voglio solo fare due passi" le dico alzando gli occhi al cielo.
"Cosa farai quando tuo padre ti dirà che si sposeranno e che automaticamente diventerai la mia sorellina minore?" Mi chiede e per poco non mi soffoco con la mia stessa saliva.
"Mi stai mettendo agitazione, vedere la tua faccia per più di dieci minuti è già un incubo" commento terrorizzata dall'idea.
"Non che la tua sia migliore della mia. So che non ti sto simpatica perché pensi che volessi rubare il tuo fidanzatino, ma ho gusti differenti. Volevo solamente infastidirti un po', amo farlo!"
"Non è il mio.. fidanzatino e non so con quale scopo tu mi stia dicendo tutto questo, non cambierò idea nei tuoi confronti. Vanitosa fluorescente!"
"Caspita, che insulto. Mi hai profondamente offesa! Stavo solo cercando di alleviare l'odio che provi nei miei confronti" mi dice alzando gli occhi al cielo.
"Ciao splendori" ci saluta Chesley passando accanto a noi, facendoci l'occhiolino.
"L'hai visto?" Mi domanda Maddison sognante, seguendolo con lo sguardo.
"Si?" Rispondo confusa.
"Credo di averlo già visto da qualche parte, forse nei miei sogni. Hai visto che occhi? E il sorriso? Aveva dei muscoli!" Mi dice con la bocca mezzo aperta, muovendomi freneticamente il braccio.
La guardo e non riesco a trattenermi dal scoppiare in una fragorosa risata, la sua faccia è tremendamente buffa.
"Ancora non lo sa, ma lui è l'uomo della mia vita" mi dice fin troppo seria.
"Non sei l'unica a pensarlo, e non sei neanche l'unica ad averci messo gli occhi sopra" commento ripensando alle parole e alla determinazione di Kylie.
"Sembra un angelo" sospira camminando distrattamente. Tutto d'un tratto lancia un urlo e per qualche secondo smetto di vederla.
"Oh mio Dio, si è incastrato" urla disperata, cercando di liberare il suo vestito floreale da una reticella.
"Ci provo io, teoricamente se faccio piano non dovrebbe-" dico con voce bassa, concentrata sul bordo del tessuto. Ma si sa, se non va qualcosa storto, non è da me. Infatti finisco per tirare troppo e si sfila fin metà coscia.
La sua espressione è a dir poco sconvolta.
"Non te la prendere, è molto carino anche così. Sembra fatto apposta" le dico con un sorriso, cercando di incoraggiare me stessa.
"Posso sempre aggiustarlo, nella borsa dovrei avere un paio di forbici.."
"Tu sei un pericolo a mani scoperte, non oso immaginare con un paio di forbici in mano! E poi, che te ne fai dentro alla borsa?" Mi domanda inarcando un sopracciglio.
"Possono sempre tornare utili" le dico scrollando le spalle.
Sento la suoneria del mio telefono e quando lo accendo, trovo un messaggio da parte di Brooklyn, con ancora quel nome con cui si era salvato.
> mi ha scritto e spontaneamente le mie labbra si aprono in un sorriso.
>
>. E anche se non posso riesco perfettamente ad immaginare la sua faccia in questo momento.
>.
"Non voglio sapere il motivo per cui tu stai sorridendo in quel modo" mi dice la bionda accanto a me.
"Perché non te lo avrei detto comunque! Ora devo proprio andare, non mi dispiace lasciarti da sola"
"Sei simpatica quanto la pioggia durante l'unico giorno d'estate in cui io abbia voglia di uscire anziché rimanere rintanata in casa" commenta sbattendomi i suoi capelli in faccia.
La ignoro e cerco di apparire il più normale possibile, mentre mi avvicino sempre di più alla casa accanto alla mia.
Le mani cominciano a tremare e il mio cuore non smette di battere velocemente, come se se non lo vedessi da tempo.
Quando bussò alla porta mi apre subito, come se fosse dietro ad aspettare che arrivassi.
È una strana sensazione sentirsi voluti da qualcuno, non sentirsi per una volta fuori posto.
"Ho preso la pizza, anche se ho dubbi che non possa piacerti qualcosa" mi dice porgendomi uno spicchio.
"Non mi piacciono le verdure, non sopporto quel rumore che fanno mentre le mastico. Mi fa rabbrividire" gli confesso.
"Ho anche dubbi sul fatto che tu possa avere qualcosa di normale. Insomma, ogni volta te ne esci con qualcosa che mi spiazza" mi dice guardandomi stranito.
"Forse è anche per questo che le persone mi hanno sempre evitata, non a tutti piace la diversità. Ormai si accontentano di persone senza alcuna personalità"
"A me piaci proprio per questo, non avrei mai pensato di desiderare tanto una ragazza che odia il rumore che emettono le verdure mentre le mastica o che trova strana la forma dei suoi piedi" mi dice ridacchiando.
Ci guardiamo per qualche istante che a me sembra essere un'eternità. Ho sempre cercato di cambiare per piacere agli altri. Ne avevo bisogno, avevo bisogno di sentirmi amata.
forse è folle pensare ad un domani e vedere soltanto lui.
Il campanello interrompe i miei pensieri ed essendo la più vicina alla porta mi alzo e mi precipito a vedere chi è.
Ma quando la ritrovo davanti a me che mi squadra dalla testa ai piedi con aria di superiorità, tutto il mio buon umore scompare magicamente.