"Sean?" Esclama Brooklyn scattando in piedi quando vede il ragazzo alla porta. Più lo guardo e più spero che questo sia uno scherzo. Lo guardo e la mia mente non può far a meno di ripercorrere tutti quei ricordi nella quale è presente.
Il suo sguardo è sorpreso ma mai quanto il mio, pieno di confusione, frustrazione, rabbia e sofferenza.
Mi supera e si affretta ad abbracciarlo, in questo momento sembrano essere tanto felici. Probabilmente è da tanto che non si vedono.
Improvvisamente sento un bisogno urgente di andare via da qui.
"Forse è meglio che vada" dico quasi in un sussurro stringendo forte la maniglia della porta.
"Di già?" Mi chiede con aria dispiaciuta.
"Si.. io- ci vediamo domani" gli dico scappando letteralmente via da casa sua. So che dovrò dargli spiegazioni per il mio comportamento.
In casa mia c'è un silenzio e inizialmente ho pensato che non ci fosse nessuno, ma poi mi accorgo di Maddison accovacciata sul divano con un fazzoletto in mano.
"Lo stai guardando di nuovo?" Le chiedo indicando la tivù che sta riproducendo la seconda parte del film "Titanic".
"Stai zitta, è la parte più bella!" Mi sgrida asciugandosi gli occhi, attenta sulla scena.
Lascio un sospiro e vado a sedermi nel divano accanto a lei. Prendo la busta di patatine che teneva fra le gambe e ne mangio qualcuna, persa fra i miei pensieri.
"Perché hai quella faccia depressa? E come mai sei già tornata? Poco fa eri particolarmente contenta" mi domanda guardandomi con i suoi grandi occhi blu.
"Mi annoiavo" mento, dicendo la prima scusa che mi salta in mente.
"Non ti credo" ribatte incrociando le braccia, chiudendo gli occhi in sue piccole fessure.
"Chi mai si annoierebbe in compagnia di un ragazzo così bello, in una casa così grande, da soli..?" Mi chiede facendo uno strano movimento con le sopracciglia.
"Non eravamo soli" rispondo in un sospiro.
"E chi è lo sfigato che ha voluto essere il terzo incomodo?" Mi chiede prendendo di nuovo il pacchetto delle patatine dalle mie mani.
Chiudo gli occhi e cerco di scacciare il suo viso dalla mia mente.
"Abby?" Mi richiama Maddison mentre mi guarda stranita, con il telecomando per aria.
"Era una ragazza? Magari una sua ex? Aspetta, non dirmi che ti ha confessato di essere gay e ti ha presentato il suo ragazzo?" Mi chiede parecchio curiosa.
"Ma che dici, hai troppa fantasia. Non era nessuno di importante" rispondo sperando di concludere così la discussione.
"Se non era nessuno di importante allora perché sei così triste? Ho capito, non vuoi parlarne con me. In effetti non ispiro tanta fiducia" dice pensierosa.
"Sei piuttosto strana" le faccio notare.
"Oh, è la cosa più carina che tu mi abbia detto fin ora. Stai facendo progressi" Mi dice prima di riavviare il film.
"Io esigo immediatamente il seguito del film dove Jack non muore e si sposa con me" protesta.
"Non era Chesley l'uomo della tua vita? Hai già cambiato idea? Provi più interesse per gli uomini adulti, più maturi?" Le chiedo ridacchiando.
"Hai ragione e a proposito di questo mi è venuto un piano geniale in mente per conquistarlo, e partirà proprio dalla festa che ci sarà questo fine settimana a scuola" mi dice con un sorriso furbo.
"Mi sbaglio o non sei stata invitata a quella festa? È il compleanno di un ragazzo del primo anno"
"Si lo so, ma lui invece ha ricevuto l'invito. Non permetterò a nessun'altra ragazza di ballare con lui"
"E come pensi di entrare? Ci sarà sicuramente qualcuno che ti chiederà il tuo di invito" le faccio notare.
"Ecco perché mi dovrai aiutare"
"Cosa dovrei fare?" Chiedo preoccupata per le sue strane intenzioni.
"La tua amica, quella con quei capelli orribili, è stata invitata. Dovrai distrarla e nel fra tempo io prenderò il suo, farò una fotocopia, e poi glielo ridai dicendole che gli è caduto dalla borsa. Semplice" mi risponde stringendomi una guancia.
"Parli di Kylie? Che cosa hanno i suoi capelli di orribile?" Le chiedo confusa.
"Sono biondi"
"E allora?"
"Solo io posso esserlo, e sono certamente più belli i miei. O sbaglio?" Mi domanda alzando un sopracciglio, come se dalla mia risposta dipendesse la mia vita.
"Okay! Comunque non sono sicura di volerti aiutare in questo piano folle che hai in mente. È rubare"
"Non è rubare, perché glielo restituirai! È per una causa più che buona, non posso far scappare l'amore della mia vita" mi dice alzando le mani al cielo.
"Se si accorgerà di qualcosa darò tutta la colpa a te, com'è in realtà" la minaccio.
"Non ti preoccupare, non si accorgerà di niente. Fidati di me" mi dice sicura di se, scuotendo i suoi capelli.
Decido di non aggiungere altro e di lasciarla al finale del film in completa pace. Stare sola a volte è ciò di cui ho più bisogno.
Mi siedo sul prato verde del mio giardino e mi prendo qualche minuto per osservare il cielo sereno, che sta ormai assumendo sempre di più un colore tendente all'azzurro.
È stato un grande passo avanti lasciarmi andare alle persone che ho attorno, dimenticare per una sera i miei problemi e sorridere, per me.
Eppure con il suo ritorno è come se avesse riportato quella parte buia della mia vita che ho sempre preferito tenere lontana, nascosta.
Il rumore di una porta chiudersi disturba la mia tranquillità, e quando mi volto a destra, quasi non urlo per lo spavento.
È lì, appoggiato sul muro della casa di Brooklyn che mi fissa in un modo che non riesco a comprendere.
"Che sorpresa eh? Non ti aspettavi di vedermi, è stato proprio un brutto colpo. Pensi davvero che Brooklyn sarebbe in grado di salvare una come te? Credi di vivere in una fiaba? Scommetto che lui non sa esattamente tutto di te, non è così?" Mi domanda con un sorriso compiaciuto.