Maximilian Netu III, durante la seconda distribuzione del cibo, una sbobba chiamata kublan che si diceva a base di vermi liofilizzati e lo era davvero, era balzato sul tavolo cui era stato fin a un attimo prima seduto nella sala mensa numero 2, e aveva proclamato ad altissima voce: "Accetto di cambiare nome!" Sul volto del sergente delle guardie carcerarie Russo Hüller, in quel momento in comando nella sala, era apparso un soddisfatto sorriso, avendo creduto che l’altro intendesse finalmente adeguarsi alla direttiva statale del mutamento di nome in segno di sottomissione; ma aveva sorriso per poco. "D'ora in poi", aveva aggiunto Maximilian, "mi chiamerò Spartaco, dal nome dell'antichissimo schiavo ribelle a Roma!" e con un balzo era saltato addosso al sergente e al guardiano a lui più vi

