capitolo 14 lupi travestiti d'agnello

3062 Words
Pov Clodet. Oggi tornerò a scuola, dopo due giorni di assenza. Con il permesso dei professori. Hanno deciso di dare agli studenti due giorni liberi. In modo da potersi ripredere , dalla festa e dalla luna piena. Sono stati due giorni davvero pesanti e stancanti. Ma finalmente sto bene. Alla fine l'ho fatto. Ho distrutto il legame. Non è stato facile. Ma dopo il modo in cui si è comportato. Mi è sembrato l'unico modo. Preparo la colazione per tutti. Per poter poi tornare a scuola. Non è stato un rito facile. È stato molto doloroso e pericoloso. Jek ha fatto di tutto per dissuadermi. Senza riuscirci. Grazie alla Dea la mia famiglia a casa non sa nulla. Altrimenti so già come avrebbero reagito. Dandomi della incosciente. Della stolta. Ma io non ce la facevo più a vivere in quel modo. È stato codardo da parte mia? Si. Ma potete davvero biasimarmi? Anche ora dopo due giorni. Ricordo bene cosa ho sentito. Uno strappo. Una rottura. La mia anima che veniva spezzata in due. Lui che lasciava un vuoto dentro di me. Il legame dei compagni è scomparso. Ma come ho già detto, io non lo amavo solo per io legame. Ero innamorata di lui. E lo sono tutt'ora. Ma sarà più facile per me, ora dimenticarlo. Il rito ha un suo prezzo naturalmente. Essendo che la Luna ci dona un solo compagno. Non ne avremo mai uno Ne io e ne Derek. Credo che a lui vada bene. Spesso e volentieri ha detto di non volere un legame. Gli ho fatto un favore. Per quanto riguarda me. Dopo una vita passata a sognare di aver un compagno. Di avere ciò che hanno i loro genitori. È stato un duro colpo. Ma non per questo non mi inamorerò più. Magari incontrerò qualcuno che non ha una compagna. E ci innamoreremo. Qualcuno come Alex. Lui ha sempre mostrato un interesse verso di me. E se fino a qualche tempo fa, lo ritenevo un ragazzino. Nell'ultimi tempi lo visto per ciò che è. Un uomo ormai cresciuto. Assomiglia in tutto e per tutto al padre. Ed è piacevole di aspetto. Per non parlare del carattere calmo e paziente. Insomma il ragazzo perfetto. Se non avessi in testa due maledetti occhi grigi. Che nonostante tutto mi perseguitano. Sospiro, sorseggiando il mio caffè. Prima o poi lo dimenticherò. Non è impossibile. Devo solo aver pazienza. Carlos:" Tutto bene cucciola?" Mi abbraccia da dietro, baciandomi il capo. Con lui ho un legame fantastico, fraterno. Con Jek ho un legame speciale. Ma con Carlos si parla di tutt'altro. Abbiamo un legame formato dallo stesso carattere. Dalle stesse paure. Dalle stesse debolezze. Lui come me, non ha un potere semplice. Essere un cacciatore gli crea molti problemi. Controllarsi ogni volta che lo insultano. Non è semplice. Ed io, a causa della mia natura, lo capisco bene. Ed è stato questo a legarci. La rabbia. E la voglia di dimostrare che siamo diversi. Annuisco, passandogli un dolce fatto da Ilenia. Carlos:" Sai vero che lui ci sarà? E che vorrà parlarti?" Annuisco ancora. Lo so bene. So bene che lui sa cosa ho fatto. E non averlo visto in questi giorni. Dimostra solo che ha passato il dolore, che ho passato io. Carlos:" E sai anche che, se non mi piace quello che dice. Gli tiro una freccia nella chiappa?" Scoppio a ridere. Rubandogli un biscotto prima che lo possa addentare. Non potevo avere famiglia migliore. Pronta a tutto pur di difendermi. La nostra conversazione finisce. Perché il branco più rumoroso dell'intero Paese è arrivato in cucina. Il mio branco. Che inizia a fare di fretta, perché in ritardo. A litigare per l'ultimo biscotto. A fare esasperare gli altri per aver dimenticato un libro. Be, non tutte le famiglie sono perfette. La mia è un po' casinista. Ma a me piace così. Arrivati a scuola, la situazione è sempre la stessa. Studenti che fanno avanti e indietro. Ci dividiamo in due gruppi. E ognuno va nella sua classe. Marco e Jek accompagnano le loro campagne. Lasciando soli me e Carlos. Quest'ultimo va in classe con l'altro gruppo, perché è più piccolo di un anno. Ma ci accompagna ugualmente in classe. O meglio, accompagna la sua dolce metà. Sto per entrare in classe. Quando vengo afferrata dal polso. E velocemente trascnata poco lontano. Le mie spalle si scontrano contro gli armadietti. Dandomi un po' di dolore. Il suo odore mi soffoca. I suoi occhi rossi fuoco. Circondati da occhiaie nere, segno che anche lui ha sofferto. Due labbra screpolate che trattengono zanne. Strette tra loro. Due mani ai lati del mio viso. E il suo respiro pesante sulla pelle. Derek:" Che cazzo ti è venuto in mente Clodet. COME HAI POTUTO?" Lo sguardo triste. Addolorato. Ferito. Ma anche molto incazzato. Carlos:" Calmati Derek." Lui lo fulmina con lo sguardo. Continuando a non darmi via di fuga. Derek:" Fatti i cazzi tuoi. E vale per tutti. Che vi siete intromessi anche troppo fino ad ora." Emana una quantità smisurata di potere d'alfa. E gli altri non possono che allontanarsi. Lasciandomi alla sua merce. Rimanendo comunque vigili. E pronti a intervenire. Torna a guardare me. Mantenendo ancora la sua aurea. Derek:" Perché l'hai fatto? Perché Cloe?" Ora il suo tono è molto più basso. Angosciato e disperato. Distolgo lo sguardo. Sentendo troppo il peso. Clodet:" Era l'unico modo. Non ho avuto scelta." Mi stringe la mandibola. Costringendomi a guardare i suoi occhi. Ora grigi scuri. La sua pelle calda. Magma puro che plasma la mia pelle. Derek:" Che stai dicendo? Avremo potuto risolvere ogni cosa. Io ero pronto ad accettarti, io volevo creare qualcosa. Insieme." Tolgo la sua mano. Trovando finalmente il coraggio di affrontarlo. Clodet:" Non dire cazzate Derek. Non mi accetterai mai. Sei troppo orgogliosi per cercare di capirmi." Lui ingoia a vuoto. Portandosi i pugni chiusi ai fianchi. Clodet:" Avremmo potuto provarci. Ma poi quando sarebbe tornato il tuo orgoglio. Come sarebbe finita? Ci saremo fatti del male, fino a che uno dei due non si sarebbe arreso." Non parla. Guardando il pavimento. Sa bene come sarebbe finita tra noi. Clodet:" E quella sarei stata io. Io avrei dovuto rinunciare a tutto. A me stessa. Facendomi male ogni santo giorno." Dirlo fa ancora più male. E le lacrime, che bagnano il mio viso, lo dimostrano. Perché so che lui non mi accetterà mai per cio che sono. Perché non ama me, come io amo lui. Ama solo l'idea di avere una compagna. Ma io ho bisogno di molto di più. Non riesco più a guardarlo così. Confuso. Ferito. Almeno non ancora. Gli do le spalle, per derigermi verso la classe. Clodet:" Troverai qualcuno simile a te Alfa. Ma quella ragazza non sono io. E un giorno lo capirai." E lo lascio li. Ancor auna volta lo lascio li. Ancora una volta lasciandoci il cuore. Quanto dovrò soffrire ancora? Quando scomparirà il nostro amore sbagliato? "-"-"-"-"-"-"-"-"-"-"-"-"-"-"-"-"-"-" Due ore passano veloci. Anche se siamo nella stessa classe. Io e Derek non ci siamo ne meno guardati. E forse è meglio così. Dobbiamo abituarci a non essere più legati. Averlo vicino, non mi crea più la passione che sentivo prima. Il legame sprigionato dall'essere compagni. Ma nonostante questo, mi manca. Mi manca parlarci, litigarci, averlo vicino. Sospiro, recuperando i libri. Non sarà per nulla facile dimenticarlo. Alex:" Ei Cloe. Tutto bene?" Appoggiato al mio banco, mi guarda dolce. Come sempre d'altronde. Clodet:" Si tranquillo. Ho solo qualche pensiero di troppo." Gli sorrido cordiale. È un bravo ragazzo. Non merita il peso dei miei problemi. Mi sorride, grattandosi la nuca timido. Alex:" Mi chiedevo se ti andasse di pranzare insieme. Magari in giardino." Negli ultimi tempi me la chiesto spesso. Ma io ho sempre rifiutato. Non volendo dargli false speranze. Siamo quasi cresciuti insieme. Lo conosco da tutta una vita. Eppure non mi ero mai accorta del modo in cui mi guarda. Forse perché lo sempre visto solo come un amico. Non è il mio compagno. E questo mi ha sempre limitato. La vita sentimentale di noi lupi è complicato. Evitiamo relazioni proprio per questo. Perché se dovessimo trovare un compagno. L'altro ne rimarrebbe ferito. Per ciò non ho mai creato nessuna falsa speranza in Alex. Ma ora... Ora io non ho un compagno. E mai lo avrò. Clodet:" Si. Mi farebbe molto piacere." Lui spalanca gli occhi sorpreso. Aspettandosi l'ennesimo rifiuto. Clodet:" Inizia ad andare. Io recupero le ultime cose e ti raggiungo." Lei va via felice. Quasi saltella di gioia. Mentre io sola. Mi ritrovo a sospirare. Sto facendo la cosa giusta? E giusto buttarsi così presto, in una nuova conoscenza? E giusto in qualche modo, illuderlo? L'occhio automaticamente mi cade su Derek. Che appoggiato al muro, ha sentito tutto. Nega con il capo deluso. Posso capirlo, io avrei sentito la stessa delusione. Al suo posto. Ma è inutile aspettare. Ho bisogno di andare avanti, e in fretta. Sperando che il detto "chiodo schiaccia chiodo". Valga anche per noi lupi. Recupero le mie cose e esco dalla classe. Senza voltarmi. Senza rimpianti. Almeno fino a un secondo prima di sparire. Dalla sua vista. Mi volto. È sbagliato. Ma mi volto. I nostri occhi si incrociano. Gridandosi per l'ennesima volta, di non dirsi addio. Ma ormai è troppo tardi. Torno di spalle e vado via. Ormai è troppo tardi. Addio. Mio Alfa. "-"-"-"-"-"-"-"-"-"-"-"-"-"-"-"-"-"-" Pov Derek La pioggia cala lenta. Bagnando tutto intorno a me. Da solo nella mia foresta. Sfogo il dolore in pugni e calci. Contro un albero che è molto di più. In esso la mia rabbia. Il dolore. La delusione. Rilascio nei colpi, tutto ciò che potevamo essere. E non saremo mai più. La pioggia lava via il sangue sulle noche. Ma non il freddo che sento sulla pelle. Ogni sua parola. Ogni suo sguardo. Ogni addio che mi ha detto. Mi rimane adosso, inchiostro indelebile. La terra è diventanto ormai fango. Che lascia scivolare i miei passi. Capisco le sue parole. Capisco perché la fatto. Ma non posso accettarlo. Lei crede che io la vedo, solo come una possibile compagna. Ma lei è molto di più. Tiro un pugno su questa maledetta corteccia. Non prova dolore imbrattata dal mio sangue. Nella mente pioggia di ricordi. Ogni sospiro. Ogni suo sorriso. Ogni lotta insieme. Pochi mesi mi sono bastati per fottermi. Le sono bastati per fottermi. Perché mi sono innamorato di lei. Ancora prima di sapere chi lei fosse. Prima ancora di attivare il legame. Me ne sono reso un giorno. Quel giorno maledetto. Pochi giorni prima del ballo della rinascita. Flashback Sono come ogni giorno in questi dannati corridoio. L'unica cosa buona, è che ho la lupetta da torturare. Un buon modo per passare il tempo. Gli studenti, non per nulla tranquilli, corrono verso il giardino. Taylor:" Andiamo a vedere? Sembra stia succendendo qualcosa di... Ecitante." Annuisco e, insieme a Billy. Seguiamo la corrente verso l'esterno. Un pubblico numeroso, si gode lo spettacolo. Carlos al centro. Contro 10 lupi, del branco Son. La cupola sulla scuola, attiva durante l'orario scolastico. Impedisce la trasformazione. Ma non le risse. Xx:" Andiamo cacciatore. Mostrati per quello che sei. Un assassino." Carlos silenzioso, cerca una via di fuga. Inutile, è circondato. Mi ritrovo senza volerlo a storcere il naso. Mi sta antipatica la natura di Carlos. Ma dopo l'ultima battaglia, non riesco ad odiarlo come vorrei. Faccio un passo avanti per intervenire. Ma uno stronzo mi sbarra la strada. Justin:" Fatti i cazzi tuoi Alfa. Non devi intrometerti negli affari, del mio branco." Ed ecco a voi il figlio di Son. Se io sono uno stronzo, lui è il diavolo in persona. Un ragazzino che pensa di poter fare ciò che vuole. Esattamente come il padre. Un pallone gonfiato del cazzo. Io mi ritrovo a stringere i denti furioso. Ha ragione. Tra i nostri branchi c'è una allenza. E il mio branco non può intervenire con il suo. Che ora circonda Carlos. Carlos:" Non voglio problemi. Quindi lasciatemi andare." Gli altri ridono. Davanti alla sua espressione seria. E continuano a girargli intorno. Clodet:" Come siete coragiosi. 10 contro uno. Non vi vergognate?" La mia lupetta. Con la sua solita eleganza, salta dal l'albero finendo proprio al centro. Justin:" Vedi di andartene. Se non le vuoi prendere anche tu ragazzina." Lei sorride. Mettendosi in posizione d'attacco. Clodet:" Fatti sotto cane." Lei e Carlos. Schiena a schiena, iniziano a difendersi. Io non intervengo. Perché sembra avere la meglio la mia lupetta. Finché a tradimento, Justin non la colpisce alle spalle. Bastardo. Carlos si distrae e viene tenuto fermo da 5 ragazzi. E la stessa fine fa Clodet. Che comunque sorride soddisfatta. Quando Justin fa per tirarle un pugno in pieno viso. Non ci vedo più. Salto in avanti. E fermo il suo pugno. Stringendolo nella mia mano. Justin:" Te lo ripeto amico. Fatti i cazzi tuoi." Stringo la presa. Portandolo in ginocchio. Derek:" Lei è fatto mio. Lei è mia." Taylor, Billy, e altri del mio branco. Mi coprono le spalle. Mentre i miei occhi, non lasciano Justin. Alla fine si arrendano. E Clodet cade tra le mie braccia. I nostri occhi si incrociano. E io capisco tutto Non è la mia compagna. Ma è la mia lupetta. E nessuno dovrà mai toccarla. Fine flashback Questo ricordo mi passa davanti, come un maledetto film. Quando ho scoperto che era la mia compagna, non mi ha sconvolto. Anzi ne ero felice. Perché io già l'amavo, prima di saperla veramente mia. Ed ora. Ora lei ha distrutto tutto. Ha distrutto me. Tiro l'ennesimo colpo all'albero. Ormai stanco, crolla a terra. Crea un tonfo, che schizza la terra sul mio petto. Ma non mi sento soddisfatto. L'ho persa per il mio orgoglio. Per la mia gelosia. Per la mia rabbia. Lo persa per sempre. Crollo in ginocchio. Prendendo a pugni la terra pagnata, dalla pioggia che non vuole smettere. Maledetta sia la mia lingua. Maledetto sia il mio orgoglio, che me la strappata via. Il mio orgoglio più grande era lei. Ed ora è tutto finito. Non c'è più. Non sarà più mia. Derek:" No, no, no, no, NO." No. Non è finita. Non l'ho persa. Io non lo permetterò. Non abbiamo più il legame. Ma io non voglio perderla. Non così. Non per una stronzata. Mi rimetto in piedi. Sono in uno stato pietoso, sporco di sangue e fango. Stanco e prossimo al collasso. Ma non importa. Non posso aspettare. Carico sulle gambe e parto verso casa sua. Ho bisogno di parlarle. Di dirle che non mi arrendo. Vorrei trasformarmi in lupo, per arrivare prima. Ma come potrei sembrargli serio, nudo come un verme. Quindi mi limito a correre. Con il fuoco che mi brucia i polmoni. I muscoli che si tendono fino al limite. Con la fronte imperlata di sudore. Ma. Non. Mi. Fermo. Ho così tante cose da dirgli. Ho tante suppliche da farle. Arrivo alla fine del bosco, davanti a casa sua. Sento il suo odore e sorrido. Lei è qui. Sto per fare un passo allo scoperto. Quando sento un'altro odore. Che mi porta a ringhiare. Figurarsi se quello stronzo non ne approfittava. Mi sporgo per vederla. Vederla sorridergli. Farsi baciare una guancia. Salutarlo. Fino a vederla scomparire dietro alla porta. Poi vedo lui. Che mi guarda. Che mi sorride bastardo. Che sapeva perfettamente che sono qui. Che l'ha baciata per farmi soffrire. E se non fosse per la cazzo di alleanza. Lo avrei già ucciso. Mi giro e poso la schiena sull'albero. Solo ora mi rendo conto che ho il fiato corto. Scivolo giù. Fino a sedermi su questa terra bagnata. Alex:" Sai cosa vuol dire crescerci insieme. Sbavarle dietro da tutta una vita. E non essere mai calcolato." Alzo lo sguardo. È davanti a me, sorride soddisfatto. Bastardo. Alex:" Una volta a scuola, pensavo che mi avrebbe guardato. E invece no..." Vorrei alzarmi. Picchiarlo. Ma le gambe ormai sono fuori uso, a causa della corsa. Alex:" Lei aveva occhi solo per te cazzo. Lo vedevo. Vedevo il modo in cui ti guardava. Come sorrideva di nascosto, a te. Solo a te." Sorride ancora. Sfottendo il mio cuore che grida. I miei occhi sono rossi sangue. I miei artigli infrangono la terra. Impotente non posso fare altro. Derek:" Povero cucciolo, nessuno ti cagava." Posso solo sfotterlo. Anche se lo vorrei morto. Ma lei mi odierebbe ancora di più. Lui ghigna divertito. Alex:" E già. Ma ora che tu l'hai persa. E da me che è corsa. Da queste braccia." Lo odio. Lo odio con tutto il mio corpo. Con tutta la mia anima. Lo sta facendo sposta, lo so. Vuole che lo colpisco. Vuole correre da lei ferito. Ma non gli darò questa soddisfazione. Derek:" Goditela finché puoi. Perché me la riprenderò. Lei è mia. E lo sarà sempre." Non smette di sorridere. Anzi inizia a ridere di gusto. Sembrando quasi folle. Alex:" O si che me la godro. In tutti i sensi. È così facile giocare con le donne. Quando ti credono un povero cucciolo smarrito." Stringo i denti. Trovando la forza di mettermi in piedi, davanti a lui. Che aspetta solo i miei pugni. Derek:" Non succederà mai. Lei non è come le altre. Lei non cadrà mai nelle tue lusinghe." Sorride, facendo un passo avanti. Ora siamo faccia a faccia. Alex:" Ti sbagli. E il suo bacio. E il modo in cui ha donato la sua bocca alla mia. È la prova." Lo prendo dal colletto della camicia. Fottutamente perfetta. E lo alzo da terra. Sono stremato dal pomeriggio passato a combattere, contro me stesso. Ma alle sue parole, il mio lupo si risveglia. Derek:" Dici solo tante cazzate." Parlo tra denti, prossimo alla trasformazione. Mentre lui sorride. Per nulla intimorito. Alex:" Ho ancora il suo odore sulle labbra." Mi sussurra glaciale. Stringo i pugni è vero. Sento il suo odore su di lui. Alex:" Tu non la riavrai mai. Lei ormai è mia." L'animale che in me prende il sopravvento. E lo colpisce sul viso. Lui crolla a terra. Tenendosi il naso con la mano. Sorridendo sadico. Alex:" Arrenditi Derek. Lei non ti vorrà mai più." Quando vedo il sangue arrivare al collo. Capisco la cazzata che ho fatto. Sono caduto nella sua trappola. Bastardo, viscido, infame. Verme. Un lupo travestito d'agnello. Ma una cosa è certa. Piuttosto dovrà passare sul mio cadavere. Ma lei, sarà mia. MIA...
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