SHANE
Sento i passi dietro di me. Mi piacerebbe averla davanti onestamente, per avere una buona visuale sul suo sedere. Che è a dirla tutta, è di tutto rispetto.
Apro la porta del mio ufficio di casa e la faccio accomodare.
Non mi prendo la briga di sedermi né tantomeno di chiedere a lei di farlo.
" Allora signorina Wiskyes, mi piace andare dritto al punto. Non sono noto per i giri di parole. Il suo lavoro sarà di prendersi cura nonché la responsabilità, dei miei due figli. Sono gemelli, e hanno sei anni. I bambini hanno una vita organizzata, e lei deve tenere il ritmo con la tabella di marcia. Mi aspetto che svolga il suo lavoro con la massima serietà e premura. I bambini hanno orari per fare tutto, che troverà sapientemente scritti in un foglio in cucina. Mi aspetto che assecondi ogni loro volere, e naturalmente.... Pretendo la massima puntualità...Non accetto cambiamenti di nessuna natura. "
La osservo molto attentamente mentre parlo. Non sembra intimorita, di solito faccio questo effetto alle persone. Si sentono intimoriti e assoggettati da me. E se lei lo è, è molto brava a nasconderlo.
" Domande?"
"Mi scusi, temo di non aver capito quanti anni hanno i suoi figli...Da come ne parla sembra che abbiano tipo vent'anni o giù di lì. "
Socchiudo gli occhi stringendo le mani sul bordo della scrivania.
"Ah dimenticavo....tenga per sé la sua lingua lunga. Non è qui per esprimere un parere non richiesto. È qui per lavorare, non per fare salotto. "
"Ma lei non rilassa mai? "
" Come prego?"
"Mi chiedevo solo se ci fosse un momento nella giornata in cui lei non sia così stronzo..."
Calmati Shane...Calmati. Calmati.
" Farò finta di non aver sentito. Ora si muova, le presento i miei figli. "