Capitolo 6

730 Words
Capitolo 6 WHITE «Oh, cazzo, no!». «Che c’è adesso??» urla Kayla. Quello che stiamo visitando, è il quinto posto della lista e finora sono riuscito a convincerla che nessuno di essi andava bene allo scopo. Dovrei sentirmi in colpa, ma non è così. Per lo più sono stato onesto, anche se forse un po’ troppo zelante nell’approccio. Nessuno dei luoghi che abbiamo visto era adatto a Kayla. Specie quello dove ci troviamo ora. «Cos’ha che non va?» mi domanda, facendo sporgere il labbro inferiore come una bambina a cui hanno appena negato il giocattolo preferito. «Fammi indovinare: l’ha proposto Tommy questo posto?» «Perché dici così?» «Urla “estrema presunzione”. Urla “ho un bastone su per il culo e riesco a stento a camminare”.» «Non è vero!» insiste lei, guardandosi attorno nella stanza, che sembra essere stata arredata dallo stesso che si è occupato di Buckingham Palace. Splendida, senza dubbio, ma non c’è niente di caldo e amorevole. Niente che urli di fiori e campi aperti riscaldati dal sole. Niente che dica… Kayla. «Tommy non è presuntuoso» mormora lei. Vorrei alzare gli occhi al cielo, ma non lo faccio. Resto coerente. Il mio compito è mostrarle le differenze tra loro. Ho bisogno di spingere da parte Tommy. «La sua famiglia lo è» le dico, poi mi vergogno quando fa un sospiro abbattuto. Mi rifiuto di cedere, però. Forse sono uno stronzo. «Vuole renderli felici.» «Tesoro, per come la vedo io, essendo la seconda volta per Tommy, ha già avuto tutto quello che voleva. Questo è il tuo matrimonio, Kay… e io ti conosco. Quando ti sposerai, sarà per sempre. Ciò significa che quel giorno dovrebbe essere come hai sempre sognato. Ricordi cosa mi hai detto la notte del ballo, quando ci siamo stesi sul cofano della mia Camaro a guardare le stelle?» le chiedo, avvicinandola a me e massaggiandole la schiena. Lei alza lo sguardo verso di me e i suoi grandi occhi castani sembrano confusi. «Te lo ricordi?» mi chiede, la voce talmente bassa che devo sforzarmi per sentirla. «Ricordo ogni singola conversazione che abbiamo avuto, Kayla. Non te l’ho mai detto?» «No.». «Te lo ricordi, tesoro?» «Sì…» «Hai detto che avresti voluto sposarti al ranch con tutti noi attorno. Volevi…» «Mazzi di garofani, ranuncoli e rudbeckia» sussurra, elencando i fiori che avrebbe voluto nel suo bouquet. «E volevi cavalcare verso il tramonto in sella al tuo palomino con un uomo che ti amasse tanto quanto lo amavi tu. Hai detto che volevi qualcuno che, in una stanza affollata, non avrebbe visto nessun’altra donna a parte te.» «Be’, non può succedere. Non ho più un cavallo e Tommy non è comunque il tipo che cavalca. Era solo uno sciocco sogno, White.» «Era ciò che volevi. Meriti quel matrimonio, Kayla. Lascia che ti aiuti ad averlo.» «Mi stai proponendo di fare il ricevimento a casa di tua madre?» «Perché no?» «Be’, insomma, la famiglia di Tommy… e, be’, Green odia Tommy.» «Ma sta sposando te, tesoro. Se ci tiene, lo farà funzionare» le dico, sapendo molto bene che il bastardo non lo farà. «Pensi davvero che andrebbe bene?» «Andrebbe più che bene.» Già, forse sto davvero pattinando al limite della stronzaggine. «Non dovrei parlarne a Ida Sue?» «L’ho già fatto.» «E perché avresti fatto una cosa del genere, White?» «Perché voglio che tu sia felice e nel mio cuore so che non lo sarai se non avrai il matrimonio dei tuoi sogni.» «Tommy non ne sarà felice.» Nonostante le sue parole, vedo l’eccitazione nel suo sguardo. È quello che vuole. «Sta sposando te. Sta già avendo un sogno, tesoro. Dovrebbe darti il tuo» le dico, lasciando che le mie dita le spostino i capelli ribelli dal viso. «Sai che è ciò che vuoi davvero.» «Lo è» conferma lei. La guardo mentre le sue labbra si allargano in un sorriso e i suoi occhi castani si scaldano per la felicità. Kayla è bellissima. Credo di averlo sempre saputo, ma non mi sono mai preso il tempo di notarlo fino a questo momento. È anche dolce, e non ha un solo grammo di cattiveria in corpo. Come ora: mi sta guardando come se avessi appena preso la luna per lei. È come se pensasse che posso fare qualunque cosa, rendere tutto possibile. Un uomo potrebbe assuefarsi a uno sguardo come quello… «Allora facciamolo. Celebriamo il nostro matrimonio da mamma.» Il suo corpo si irrigidisce. «Il nostro?» domanda. «Intendevo il tuo» le spiego, sentendomi stupido. Tutto questo parlare di matrimonio e famiglia mi sta chiaramente influenzando un po’ troppo. Dovrei uscire coi ragazzi stanotte, già che sono tornato a Dallas. Non ho neanche avvisato che sono qui. Sono stato troppo impegnato a cercare di fermare questo matrimonio. «Stasera ne parlerò a Tommy» dice Kayla, ma sento il dubbio nella sua voce. «Non tirarti indietro, Kayla. Te lo meriti.» la incoraggio e, cazzo, quasi faccio una smorfia mentre lo dico. È ufficiale sono uno stronzo.
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