XII. Cara Ester, la tua lettera mi ha commossa, mi ha fatto pensare e mi ha destato una grande pietà. Povero Trottolino! poveri fanciulli, cui il bisogno spinge inesorabilmente su la via del sacrificio e del dolore! Si ha un bel dire, che l’ordinamento sociale non è che il riflesso dell’ordine naturale, che come vi sono i forti e i deboli, i belli e i brutti, gli intelligenti e i cretini, così vi sono i ricchi e i poveri e via via. Questa, a me, è sempre sembrata una massima fatta apposta per far dormicchiare in una semi-oscurità certe coscienze, che non vogliono saperne della luce o non ne sentono il bisogno. Nel caso tuo e di quello di Trottolino, io penso pure, col riverente rispetto che mi ispira tutto ciò che sa di mistero, alle vie infinite, che la ignota forza superiore ci apre

