Il sole stava tramontando quando il conte iniziò a svegliarsi dal suo tranquillo riposo a differenza di Evelyn, che si era lasciata invadere dai cattivi presagi e dai ricordi felici ma troppo lontani. Forse fingeva di dormire o voleva lasciarle tempo per fare il quadro dell situazione. La veritá, non l'avrebbe mai saputa, ma silenziosamente l'aveva ringraziato. Era stanca di fissare alberi, e qualche casa di campagna, cosí si lasció trascinare dal desiderio sempre più insistente, di studiare il viso di Maximilian con piú calma e questa volta, senza quello sguardo derisorio a farla sentire una stupida. Il fatto che la camicia fosse quasi completamente sbottonata rendeva difficile smettere di guardare il petto dorato con una tenue peluria bionda. Evelyn non riusciva a credere che un conte si potesse permettere il lusso del menefreghismo, specialmente quando si trovava con una donna. -Oh.. ma quale donna?- si derise mentalmente. Era piú che evidente che non la considerasse per niente desiderabile o decente, ma a differenza di Lord Highins, lei teneva alla sua integrità morale, nonostante la suddetta situazione che chiunque avrebbe commentato come indecente.
Dormiva con le labbra leggermente dischiuse permettendo ad Eve di notare la linea rosea e carnosa del labbro inferiore fino alla bianca dentatura che affacciava leggermente da quello superiore. Ammirò con sottile attenzione Il naso dritto, il collo ampio che dava inizio a delle spalle larghe e dalle linee muscolose e virili; per un momento , immaginò di attraversare con le dita la peluria sul petto, per poi fermarsi sul collo e assaporare quella strana fragranza dolce e speziata che aveva invaso la carrozza, per tutto questo tempo.Un lieve pizzico le attraversò le dita, come se desiderassero realizzare l'improvviso desiderio di toccarlo in qualsiasi punto del corpo con qualsiasi parte della sua pelle. Si grattò le mani, sentendo le guance imporporarsi per la pazzia di quei pensieri e tornò a guardare le immagini veloci del finestrino. Eve calmò i battiti divenuti assurdamente veloci e si disse che era naturale reagire alla vista di un uomo come quello. Newcastle non era un luogo per ricchi e nemmeno per i poveri ma era impensabile l'idea di trovare un uomo dalle mani prive di arrossamenti o segni dovuti a settimane intere passate ad accudire il suolo ed il bestiame. In realtà - pensò sarcastica- non avrebbe scommesso nemmeno un bottone che Lord Highins avesse mai eseguito lavori di qualsiasi genere. Sembrava il classico nobile di cittá, amante della confusione e del tocco vellutato di una donna, non che lei ne avesse mai visto uno di persona. La zia le raccontava spesso della sua gioventú trascorsa nella splendida Londra: le feste, gli uomini dai cilindri alti e la nobiltá femminile con i suoi voluminosi abiti da sera. Rose a differenza dell'aspetto debole ed invecchiato, era una donna dal forte temperamento, piena di vita e allegra. Era stata proprio lei a convincere il dottore ad istruirla in materia e quando il povero uomo le aveva negato la proposta , aveva ordinato alla cuoca di sigillare tutta la casa e di non farlo uscire fino a quando non avesse dato ordini precisi. Ora, proprio adesso che stava per vedere realmente attraverso i maliziosi ed indecenti racconti di zia Rose la cittá protagonista delle sue storie, si sentiva eccitata, ma allo stesso tempo confusa ed impaurita.
Abbassó lo sguardo sulle sue mani, cercando di darsi forza e promettendosi di non mostrarsi mai debole davanti a nessuno, ma quando riconobbe la screpolatura sui palmi e sulle dita, si nascose con disgusto le mani sotto la borsetta nera decorata di pizzo e tornó a guardare il finestrino. Sapeva di non avere colpe; I saponi e le faccende casalinghe le avevano arrossato le dita all'inizio, ma col tempo, l'abitudine prese posto al fastidio, rinforzandone la superficie dei palmi e causando secchezza sulle dita. Non era per niente il tipo di donna che gli uomini ricchi volevano , ma era fiera di essere cresciuta insieme alla sua indipendenza femminile - si rassicuró-
Un'altra ondata di calore intanto iniziava ad entrare fra le dita dei piedi attraversandola fino le guance. Sentiva troppo caldo ed il vestito che considerava piú che adatto per il viaggio risultó essere il piú grosso sbaglio della giornata dopo quello di essere entrata alla White Cross. Aveva detto addio al tirocinio ma non avrebbe abbandonato il suo sogno. Il posto d'infermiera sarebbe stato suo anche se in un altro ospedale.
Quando il conte le aveva domandato del peso della sua valigia, Eve era andata nel panico. Lasciare la sua valigetta con i suoi piccoli attrezzi a casa Rifth, significava voltare le spalle ad un altro migliore amico.
-Jemie..-
Si lasció scappare mentre ricacciava indietro alcune lacrime.
Evelyn non sarebbe mai riuscita a perdonarsi il modo in cui l'aveva cacciato e nemmeno lui l'avrebbe fatto - si disse-. Sarebbe stato troppo per Jemie anche solo guardarla in viso.
-non preoccupatevi- Max si sistemó meglio la camicia, stanco delle occhiate di rimprovero della donna sul suo abbigliamento disordinato. Possibile che il suo corpo le fosse cosí indifferente?
Max non poteva credere che Evelyn non avesse approfittato della situazione per osservarlo da vicino o almeno sfiorarlo. Lo faceva innervosire l'idea di non scaturire alcuna reazione in quella donna, tanto che inizió a pensare che i suoi gusti erano rivolti a tutt'altro sesso.
-il vostro Jemie stará rispettando il vostro abbandono proprio come un alcolizzato rimane devoto alla sua bottiglia vuota..- Evelyn si era spaventata udendo la voce del conte vellutata e troppo rovente anche per quel caldo estivo. Gli occhi velati dal sonno ed i capelli scombinati, lo rendevano ancora più bello- pensò-. Le giró la testa per alcuni secondi e si sforzó di mantenere la vista ferma insieme al resto del corpo.
-beh- riprese sorridendo - fino a quando non trova un'altra bottiglia da svuotare..-
-non capite ...- cercó di ribattere ma a quanto pare la carozza sembrava giocarle brutti scherzi sulla vista. Erano le pareti a girare o era lei? - si chiese nel panico-.
Si concentró sul conte , stringendo gli occhi per cercare di fermare quel vortice impazzito.
-Evelyn vi sentite bene?-
Si sentí chiamare dal conte. Non riuscí a vedere piú nulla e l'ultima cosa che riuscí a scorgere fu il sorriso sghembo di Lord Highins mutare lentamente in una linea nervosa.
Max riuscí a prenderla per le spalle prima che la testa con l'involucro immacolato della donna, sbattesse sulla parete solida del cuoio elegantemente intrecciato.
Il volto di Eve era piu pallido del solito, ma il sudore sulla fronte spiegava il caldo che stava sopportando silenziosamente da ore.
Le sedette vicino portando il suo corpo sulle sue gambe e controlló con le dita i battiti frenetici che sembravano soffrire per inalare ulteriore ossigeno. Oltre ad essere bassa- pensó Max- Evelyn aveva una vita stretta e curve morbide che prima non aveva notato. Il viso delicato e troppo puro che non poteva sicuramente essere apprezzato subito, e non era una di quelle bellezze intriganti e stuzzichevoli di Londra; ma il carattere e i suoi occhi, non avevano niente a che fare con l'aspetto delicato della donna.
Prese il coltello dalla tasca ed affondó leggermente la punta sul primo bottone della scollatura, facendolo saltare così come il resto della lunga fila che terminava sulla vita. Cercó di essere delicato quanto più veloce possibile, mentre si lasciava sfuggire imprecazioni che nemmeno una donna svenuta dovrebbe sentire. Eppure a Max sembró di scartare un regalo di Natale. Uno di quelli grandi e con i nastri attorcigliati e dai nodi impossibili da sciogliere. Max si sentí sollevato di sentirla respirare in modo regolare, ma desiderava estirpare il resto dei bottoncini per permetterle di prendere piu aria. Sapeva che era sbagliato e sconveniente per un gentiluomo svestire una donna, e per di piú svenuta, ma lui non si era mai sentito un gentiluomo e se non l'avesse fatto, Edmund avrebbe considerato la morte della figlia come segno di comicità da parte del destino, nonchè colpa sua.
Non appena il petto fu scoperto, non riuscí a continuare. Rimase fermo, sconvolto alla vista della pelle candida di Evelyn. Si sorprese dell'assenza del corpetto e di trovare qualcosa di molto piú eccitante di un regalo di Natale.
La camiciola candida non lasciava alcun assaggio all'immaginazione, non perché coprisse il corpo, ma proprio perché non vi era niente da immaginare: il tessuto leggero di seta era bagnato ed incollato alla pelle, dando una completa visione delle forme morbide e femminili di Eve. Il conte si sentí fremere dalla voglia di sfiorarne la consistenza.
Una fitta dolorosa gli colpí l'inguine, per poi espandersi sulla sua eccitazione.
-Maledizione .. é una campagnola!- imprecó alzando lo sguardo da Eve, allontanandosi leggermente. Non aveva senso tutto questo. Era piú che evidente che la lontananza forzata dal piacere carnale, lo stava rendendo pazzo, ingannevole e quasi cieco - cercó di controllarsi-.
-Lord Highins..- chiamó improvvisamente Eve.
Max si voltó riluttante, consapevole della bomba ad orologeria che a breve sarebbe esplosa.
-posso spiegarvi tutto... peró prima..-
Le disse preoccupato, ma ancora non riusciva a staccarsi dalla magnifica visuale della pelle nuda di Eve velata di bianco.
-siete... siete..- balbettó furente di rabbia.
Evelyn si sentí andare a fuoco fino alle dita dei piedi. Era seminuda, con le gonne che le scoprivano i polpacci e il petto completamente esposto agli occhi di un uomo. Non si era mai sentita cosí oltraggiata in tutta la sua vita e la rabbia che provava era incontenibile. Allungó una mano per colpirlo in viso ma il suo polso venne bloccato dalla mano grande di Max.
-lasciatemi! Razza di depravato .. approfittatore ignobile!-
Gli urló cercando di liberarsi dalla presa.
-dovreste ringraziarmi! Avete un gusto nel vestire pari a quello di un macellaio!-
La strattonó bloccandole anche l'altra mano. -potevate morire soffocata da tutti quei maledetti bottoni!- continuó facendosi piú vicino al suo viso.
Evelyn sentí la pelle d'oca farsi strada sulle gambe. Quella vicinanza improvvisa le aveva riempito le narici di un dolce aroma speziato, facendo vacillare la sua rabbia.
Lord Highins la guardava assorto e sembrava respirare con difficoltá.
-allontanatevi subito..-
Squittí indietreggiando col viso.
-altrimenti urlerete?-
Ripeté portando entrambi i polsi bloccati sopra la sua testa. Il cuore di Evelyn andó nel panico: il corpo del conte si stava lentamente sdraiando sul suo, semi-scoperto.
Improvvisamente il mondò sembró fermarsi e tutto quello che desiderava era sfiorare con le dita imprigionate la folta chioma dorata dell'uomo.
La sottile camiciola era diventata una banale barriera contro il calore invadente di quel corpo, mandandole a fuoco tutti i sensi. Poteva sentire i suoi respiri sulla fronte e la debolezza, dovuta al precedente mancamento, si era accentuata insieme ad alcune scosse che partivano dove la mano del conte teneva stretti i polsi sottili di Eve.
Chiuse gli occhi e voltó il viso, combattendo contro il devastante piacere che quella vicinanza le stava dando. I suoi respiri solleticavano il collo madido di sudore, facendole trattenere un gemito di assoluto piacere nel sentire una freschezza permanente in tutto quell'ardere, e quando Evelyn giurò di sentire le sue labbra posarsi sotto l'orecchio, venne bruscamente riportata alla realtà.
-ricomponetevi..-
Si sentí dire con voce autoritaria, mentre la presa sui polsi scompariva insieme alla pressione del corpo di Max. Vide Lord Highins battere due colpi sulla parete, facendo fermare bruscamente la carrozza ed uscì, senza aspettare che si fermasse del tutto. La lasció sola, con una tremenda scarica di brividi in tutto il corpo.
-santo cielo ...- sussurró portandosi le mani sul petto, come a cercare di cullare il cuore strapazzato. Qualcosa sentì farsi strada nello stomaco, qualcosa di molto diverso dal sollievo, che doveva farla sentire quasi leggera o dalla nausea, per il disgusto di essere stata toccata da un uomo che non amava. Quella orribile sensazione che la stava raschiando da dentro, era delusione mista alla umiliazione.
L'aveva umiliata, mostrandosi totalmente consenziente al suo volere di uomo.
Mai- si disse- Mai più avrebbe permesso che la sfiorasse.
-Mai più- disse ad alta voce, mentre cercava con dita tremanti di ricomporsi, non solo fisicamente, ma interiormente. Si cambiò d'abito velocemente, gettando nella borsa l'abito ormai inutilizzabile.
-mi dovete un abito nuovo!- urlò furente Evelyn.
-vi ho fatto un favore. Adesso sbrigatevi non abbiamo tempo da perdere- concluse Maximilian cercando di controllare la rabbia che provava per essersi lasciato andare con una donna come Evelyn.