20 Il Blue Bar era affollato di gente, come ogni domenica sera. La luce blu elettrica soffusa rischiarava nell’oscurità i volti dei clienti seduti ai tavoli, per lo più coppie di fidanzati o gruppi di giovani, conferendo loro un’aria artefatta, riflettendone immagini quasi spaziali sui numerosi specchi alle pareti: parevano tutti personaggi di un film di fantascienza ambientato in un futuro interstellare. Una musica suonava in sottofondo, diffusa da un amplificatore. Il volume era tale da coprire i discorsi. Seduta sul divanetto di velluto, Elena Macchi osservava il fondo del bicchiere che teneva in mano all’altezza del viso. Aveva quasi terminato di bere il suo Apollo 11. Adorava quel drink. Il bicchiere rosa fra le mani rappresentava per lei, come per tutti i varesini della Varese bene

