Chapter 3

633 Words
Brasile – Stato di Paraná - Città di Paranaguá – Giovedì 17 maggio 2012 - “Abitazione di Vincenzo” Vincenzo stava guardando, dalla finestra di casa, la pioggia cadere copiosa: «… tempo umido, come sempre qui a Paranaguá!» si disse un poco stizzito. Si era trasferito da oltre tre anni in quella cittadina posta sul litorale dello Stato del Paraná, di fronte all’Oceano Atlantico. Era emigrato in quello stato, posto più a sud di quello di São Paulo, quando aveva deciso di allontanarsi dalle conseguenze della pericolosa follia del fratello deceduto nella Bahia. Il clima era più freddo ma la qualità di vita del Paraná, soprattutto nella capitale Curitiba, era definito uno dei migliori di tutto il Brasile. Paranaguá, che dista dalla capitale un centinaio di chilometri, è la città più antica dello stato e conta circa 150.000 abitanti essendo la decima città del Paraná e la trentunesima del Brasile del Sud, in termini di grandezza. Posta in una grande baia, alimentata con le acque dei fiumi Itiberê e Guaraguaçu, con un’area di oltre 800 Km² si suddivide in altre baie minori di fronte alle quali vi sono alcune isole abitate da comunità di pescatori. Il suo attuale porto, denominato “Dom Pedro II” in onore dell’ultimo Imperatore del Brasile, è considerato un grande terminale di cereali essendo, di questi prodotti, il maggior punto di esportazione degli Sati del Sud. È situato nella parte interna della Baia di Paranaguá e venne inaugurato nell’anno 1935 subito dopo la costruzione dei suoi grandi Doks. La sua esistenza è tuttavia legata a cinque differenti cicli storici dell’esportazione: il ciclo dell’oro, quello dell’Erba Mate, del legno, del caffè ed infine al ciclo dell’attuale diversificazione con la movimentazione di moltissimi prodotti quali: mais, soja, semole, cotone, oli vegetali ed altro. Dal punto di vista storico la città è stata fondata nella prima metà del XVII secolo. Le vestigia dell’epoca coloniale, con i palazzi dalle facciate piastrellate, le strade pavimentate di pietra e le chiese antiche, sono la testimonianza dei secoli precedenti. Il 29 luglio del 1648 viene staccata dallo Sato di São Paulo, divenendo un Comune dello Stato del Paraná. Le origini del sito sono tuttavia molto più antiche in quanto nella preistoria, tra il 4.000 a.C. ed il 1.000 dell’era attuale, era stato abitato da “l’Uomo di Sambaqui”. Venendo a tempi relativamente più recenti, la località venne chiamata “Grande Mare Rotondo” (Paranã-kûá) nella lingua “tupi-guaraní” degli indigeni Carijós. Così gli indios chiamavano la baia a causa della sua conformazione circolare. Con il passare del tempo il nome della località cambiò diverse volte: Pernaguá, Parnaguá ed in fine Paranaguá. Il popolamento sistematico di quel litorale, da parte dei colonizzatori portoghesi iniziò, tuttavia, nel 1550 nell’Isola di Cotinga, presa quale base di partenza per la ricerca aurifera. Solamente vent’anni dopo fu conquistata dai pionieri la riva sinistra del Fiume Taguaré (oggi Itiberê) detenuta dalle tribù indigene Carajó. La notizia della scoperta di ricchi giacimenti minerari fu la leva finale che attrasse molti altri cercatori provenienti dal Brasile ed anche dall’Europa. Il popolamento venne così intensificato. Oggi è considerata “Culla della Civilizzazione Paranaense” nonché “Madre del Paraná”. «Accidenti! Sta piovendo ancora ed anche più di prima… è proprio un tempo da tosse e bronchite» pensò Vincenzo, preoccupato per tutta quell’umidità che si stava accumulando ed anche ai brividi freddi che gli stavano correndo lungo la schiena. La schiena di Vincenzo era spesso dolente a causa dell’artrosi e di tre ernie discali. L’umidità non migliorava di certo la cosa e la sofferenza, unitamente alla carenza di chiarore nel cielo, lo rendeva nervoso… il “male oscuro” si rifaceva avanti ed i neri pensieri di una triste eredità si appalesavano nella mente di quell’uomo già troppo provato.
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