Una sera, ci eravamo trattenuti accanto alla finestra più a lungo del solito; il tempo era splendido e il sole tramontava in un crepuscolo smagliante d’azzurro e d’oro. Sebbene ci trovassimo a Parigi, il verde che ci circondava sembrava isolarci dal mondo, e solo di tanto in tanto il rumore di una carrozza disturbava a malapena la nostra conversazione. “Fu press’a poco l’anno scorso di questi tempi, e in una sera come questa, che conobbi Marguerite”, mi disse Armand, prestando orecchio solo ai propri pensieri e non a quello che gli stavo dicendo. Io non risposi niente. Allora si voltò verso di me e mi disse: “Bisogna pure che vi racconti questa storia, voi ne farete un romanzo al quale nessuno crederà, ma che sarà forse interessante scrivere”. “Mi racconterete tutto più tardi, amico m

