22 DOM Apro e chiudo le mani per sbarazzarmi dell’intorpidimento. Questo fa riaprire i tagli che mi fanno un male del diavolo. Ma non me ne frega un cazzo. Sono contento che facciano male. «Tutto bene, capo?». Johnny continua a farmi la stessa dannata domanda ogni ora. No. Non sto bene. «Sto bene». Quando registro la risposta, sorrido sbuffando. È quello che avrebbe detto lei. Prendo posto alla scrivania nell’angolo dell’ufficio. È sul lato opposto della stanza, di fronte al tavolo da biliardo. È una scrivania in vetro dall’aspetto elegante con rifiniture in acciaio. Non credo di essermici mai seduto. Le dita tamburellano sul vetro, aspettando la prossima consegna. È così palloso, cazzo. Dannatamente noioso. Non ho bisogno di questa merda. Ho più soldi di quanti ne avessi mai voluti

