Capitolo 5

619 Words
Tutta la servitù è riunita giù. Tutti perfettamente in fila, come tanti soldatini. Al tavolo della sala da pranzo io, mia madre Domitilla e mia sorella minore Alina. Manca solo la bambolina. Controllo il grande orologio a pendolo. Sono scattati adesso dieci minuti. Le conviene farsi vedere subito. Altrimenti mi arrabbiero'. E sono sicuro, che Magdalena non voglia vedermi arrabbiato. Ma puntuale, quasiquanto me, la vedo arrivare. Silenziosa. Come sempre. Sarebbe un killer perfetto. Si muove aggraziatamente in silenzio. Tutti gli occhi sono su di lei. Imbarazzata tiene lo sguardo fisso a terra. "Sei puntuale..."la canzono "Sarei potuta arrivare anche prima signore....ma ho rispettato ciò che mi avete detto. " Ubbidienza. È fondamentale per me. E lei per ora, ubbidiente lo è. Vedremo più avanti. "Lei è Magdalena. Resterà con noi e lavorerà come domestica. Sarà la mia cameriera personale. Non è previsto nessun cambiamento. "dico rivolgendomi a tutti gli altri. "Bene, adesso che le presentazioni sono state fatte, potete tornare ai vostri lavori. " Noto lo sguardo inorridito che mandano alcune cameriere alla mia bambolina. Uno se le scopa qualche volta ed ecco che credono di essere chissà chi. Meglio per loro che stiano al loro posto. "Vieni Magdalena,avvicinati. " La bambolina si avvicina. "Voglio presentarti altre due persone. " Alza gli occhi. "Lei è Domitilla, mia madre. E lei è Alina,mia sorella. Ha la tua stessa età. " "Che bello finalmente qualcuno di normale con cui parlare.... Diventeremo amiche ne sono sicura. "afferma mia sorella battendo le mani come una bambina. "Non è qui per fare amicizia Alina. "dico severo. "E poi, non mi sembra che la compagnia ti manchi qui " "Per compagnia intendi quelle quattro galline che ti sbavano dietro? Ti prego!!" "Alina..."la ammonisco. Mia sorella sorride e mi fa l'occhiolino. È in quella fase della vita dove, la parola ribelle è la sua parola d'ordine. Mi fermo però allo sguardo che mia madre lancia a Magdalena. "Sei davvero molto bella tesoro...."le dice. Eh sì. Ti do ragione madre. "Grazie....signora..." "Di nulla bambina. Benvenuta in questa casa. Mi auguro che ti troverai bene, soprattutto con mio figlio. " Alzo un sopracciglio. Davvero? "Vieni con me bambolina,nel mio ufficio. " "Sì,signore. " "Disse il lupo all'agnello. " Mi volto verso mia sorella che sorride mandandomi un bacio volante. Un giorno di questi la strozzo. Cammino davanti la bambolina. Arrivo davanti al mio ufficio ed apro la porta. "Dopo di te bambolina. " Sussurra un grazie... Ed entra. Io le sono subito dietro. Mi avvicino alla mia scrivania e mi siedo alla mia poltrona. Magdalena rimane fissa impalata. "Siediti.." A passi lenti si avvicina e si siede. C'è un silenzio imbarazzante. Per lei ovviamente. Perché io la sto fissando come un lupo osserva e studia il suo agnellino. Mi ritornano in mente le parole di Alina e mi viene da sorridere. "Allora Magdalena.... Comincerai domani mattina. Lavorerai dalle sette del mattino alle nove di sera. " Mi ascolta attentamente. "Tutto quello che devi fare è tenere sempre pulito e in ordine il mio intero piano. Dalla prima all'ultima stanza. Ti occuperai anche dei miei vestiti. Li laverai e stirerai. Le lenzuola devono essere cambiate ogni giorno. " I suoi occhi sono fissi nei miei e quasi mi ritrovo a perdere il filo del discorso. "Cos' altro? Ah sì, ti occuperai tu dei miei pasti. Tu cucinerai,tu li servirai. E poi naturalmente starai attenta ad ogni mio piccolo bisogno....o voglia...." All'ultima parola sgrana gli occhi. "È chiaro? Hai domande?" "No...nessuna domanda signore. " "Ah un'altra cosa..."dico alzandomi e avvicinandomi a lei. Mi abbasso alla sua altezza. "Dovrai chiamarmi...padrone..."le sussurro all'orecchio. La sento deglutire. È nervosa. Bene. "Hai capito Magdalena?" Silenzio... E poi... "Sì....padrone..." Dio, la vita è meravigliosa.
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