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363 Words

58 Nel borghese viale Audinot, dietro una ringhiera chiazzata dalla ruggine, oltre l’alta siepe messa lì apposta per nascondere, e tra gli alberi sbattuti dal vento e dalla pioggia, spuntava una decadente villetta in stile liberty. L’intonaco cadeva a pezzi scoprendo i mattoni. I fregi di gesso erano sbeccati e gli smalti blu, una volta intensi come il cielo di certe cartoline, oramai scoloriti. Dalla finestra ad arco acuto accanto alla porta d’entrata, filtrava una debole luce giallastra. Si trattava della sala, uno stanzone dagli alti soffitti percorsi da travi come costole di gigante, appena rischiarato da un lumicino che concepiva lunghe e minacciose ombre di mobili antichi sui tappeti. L’uomo rannicchiato a terra premeva le mani sulle orecchie, ma non serviva. Non era da lì che pa

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