Capitolo II Da via Bologna a via Leoncavallo lo conoscevano tutti. Lo chiamavano “Care”, pronunciato all’inglese. Lo diceva anche l’insegna luminosa un po’ smorta sulle vetrine del suo locale in via Ponchielli: Care’s Bar Caffetteria Aperitivi. E lui, per giocare con il suo soprannome, i clienti li chiamava caro. «Ciao caro, dimmi caro, come va la famiglia, cara? Caro, ti do il solito?» Un caro non lo negava proprio a nessuno, nemmeno se non lo aveva mai visto entrare prima nel suo bar. Un caro sparato in faccia con il sorriso, anche a quelli la cui faccia dichiarava apertamente da che parte stavano del confine della legalità. Ma a lui non importava chi andava o veniva nel suo locale, bastava che non creassero guai, pagassero e poi come campavano era affar loro. In quel quartiere

