Allora lanciò via il ramoscello e brandì il bastone biforcuto davanti a sé. Mirava alla testa del rettile. Peruzzi si allungò, ma il colpo mancò il bersaglio. Il serpente, in mezzo al sentierino, lo riempiva tutto, e stava raccogliendo le spire pronto a balzare in avanti. Schivò con la testa i colpi di Peruzzi, che sferzarono l’aria, e si mosse a scatti verso di lui, puntando pericolosamente alle sue gambe. Peruzzi iniziò ad arretrare, gettando e ritirando il bastone davanti a sé. Il serpente scattò. Fu velocissimo. Il tempo di un sibilo e sfiorò il ginocchio sinistro dell’uomo. Peruzzi aveva sollevato la gamba ed era scattato a destra per evitare il fendente. Su una gamba sola faticò a ritrovare l’equilibrio. Mise male il piede e con un gemito finì supino tra un ammasso di cespugli. I

