Chiudo gli occhi. Penso a Erica. Al suo viso. All'ultima volta che l'ho vista. A cosa penserebbe di me se mi vedesse lì. A cosa direbbe, lei che mi odia tanto. Forse riderebbe. Forse direbbe che me lo sono meritato. La lama intacca la pelle. Il dolore diventa reale, acuto, insopportabile. Stringo i denti. Non voglio gridare. Non voglio darglielo. ― Sebas. Una voce, all'improvviso. Un'altra voce. Più alta, più autoritaria. La lama si ferma. ― Basta. Apro gli occhi. La luce della torcia illumina un nuovo volto. Mario. Mio padre. È lì, in piedi sulla scala, a metà nell'ombra. Mi guarda. ― Lascialo, Vincenzo. ― Capo, non abbiamo ancora ottenuto niente... ― Ho detto: lascialo. Vincenzo ubbidisce a malincuore. La lama si allontana dal mio dito. Il dolore resta, pulsante, caldo. Il sangu

