Capitolo 5 torta fragole e basilico

3374 Words
Pov Enrico Come ogni mattina sono all'entrata e la osservo. Oggi è diversa. È sorridente e luminosa. Più bella del solito. Anche io oggi mi sento diverso. Dopo la chiacchierata di ieri mi sento più leggero. Più vicino a lei. Gian:" Le voglio chiedere di uscire." Gian arriva al mio fianco. Senza ne meno salutarmi. Fossi su Marti, con aria sognante. Ti capisco amico. Io guardo Cristal allo stesso modo. Enrico:" Non pensi che sia troppo? Dopo quello che abbiamo fatto per anni. Non so se accetterà." Lui mi guarda deluso. Sospira. Gian:" Lo so. Che cazzo avevamo nel cervello?" Stringo i pugni, furioso verso i noi del passato. Davvero troppo deficenti. Enrico:" Semplice non lo avevamo. Eravamo immaturi e ignoranti. Pronti a tutti per un po' di popolarità." Lui mi guarda sorpreso dalle mie parole. Gian:" E da quando sei così saggio? Da quando ne sei convinto?" Sospiro, tornando a guardare lei. Il motivo delle mie certezze. Enrico:" Da quando quella ragazza me la sputato in faccia. Con le sue parole mi ha fatto svegliare." Quell'incontro sulla terrazza. A smosso qualcosa in me. Mi ha fatto aprire finalmente gli occhi. Gian:" Senti avrai pure ragione. Ma io non me ne starò qui a guardarla. Mentre un altro ci provera." Si sistema goffamente giacca e capelli. Specchiandosi nelle vetrate del portone. Fancomi ridere. Prende un lungo respiro e si dirige verso le ragazze. Io lo seguo. Ha bisogno di una spalla. E poi, non mi perderei la scena, per nulla al mondo. Enrico:" Ciao ragazze." Le ragazze si voltano verso di noi sorridenti. Cristal mi sorride? A me, davvero? E così che ci si sente, a ricevere i suoi sorrisi? Ci si sente così bene. I nostri amici sono troppo impegnati a spogliarsi con gli occhi. Per guardarci. Gian:" Ecco... Io... Io mi chiedevo... Se... Se..." Balbetta e suda a freddo. Ha bisogno di aiuto. Enrico:"Quello che il mio amico. Sta cercando disperatamente di chiederti. E se ti andrebbe di venire con lui. Alla festa di Ivan domani sera." Lui annuisce frenetico, ringraziandomi con lo sguardo. Gian:" Si. Ecco. Proprio quello. Allora?" Marti è titubante. Abbassa lo sguardo sui suoi piedi, che si muovono nervosi. Marti:" Io... Non... Non lo so..." Cristal la tira a sé. E gli sussurra qualcosa all'orecchio. Gian è nervoso. Si passa una mano tra i capelli. Aspettando una risposta. Sperando sia positiva. Non lo mai visto in questo stato. Almeno non per una ragazza. È una cosa buona, vero? Marti guarda l'amica un po' confusa. Ma Cristal le fa segno di parlare. Spingendola a fare un passo in avanti. Marti:" Va bene. Ci sarò." Il mio amico quasi salta di gioia. Sorridendo quasi facendosi male. Gian:" Fantastico. Allora ti vengo a prendere alle 8." In questo momento io e Cristal scompariamo. E loro si guardano come se fossero soli. Marti si massacra le mani. Mentre Gian muove una gamba nervoso. Marti:" Va bene. Ora ti andremmo di accompagnarmi in classe?" Timida e dolce, lo guarda sorridente. Gian:" Certo andiamo." Si incamminano verso la classe. Dimenticandosi completamente di noi. Gian le appoggia un braccio sulla spalla, stringendola a sé. Si gira verso di me euforico. Alzando il pollice. Facendo ridere sia me che Cristal. Per poi guardarci. Enrico:" Allora ti va va di venire anche tu?" Adesso è lei quella nervosa. E io non sono da meno. L'amore rende davvero stupidi e timidi. Cristal:" Io in realtà lavoro. Ma mi sarebbe..." Sharon:" AMORE..." Sharon si lancia su di me. Preso in contrapiede non riesco a fermarla. Dallo sporcarmi la bocca di rossetto. Io osservo Cristal abbassare lo sguardo delusa. E derigersi verso la classe. Mi risveglio dal mio stato confuso e allontano Sharon. Enrico:" Sei impazzita o cosa?" Lei mi guarda maliziosa. Toccandomi il petto, cercando di persuadermi. Sharon:" Ma amore. Volevo solo salutarti." Il mio sguardo è furioso. Mentre lei ancora sorride. Qualche giorno fa, avrei accettato volentieri. Ma ora, bella mia testa c'è solo lei. Enrico:" Te lo già detto l'altro giorno. Ho chiuso con te. Non siamo più nulla. Quindi stammi lontano." È vero. Le ho parlato qualche sera fa. Dicendole che non ho niente da dividere con lei. Non più. Eppure lei non vuole proprio arrendersi. Mi dirigo verso la classe. Per parlare con Cristal. Per dirle che non è come pensa Ma Sharon mi afferra il polso. Costringendomi a guardarla. Sorridere ancora vittoriosa. Mentre io sono sempre più incazzato e nervoso. Sharon:" Se mi hai lasciato per quella. Mi dispiace ma tornerai da me strisciando. Dopo questa scena lei non ti parlerà mai più." La guardo incazzato ma sconfitto. Forse ha ragione. Forse ho davvero perso quel poco, che Cristal mi ha concesso. Strattonò la sua presa e senza dire nulla mi dirigo in classe. Gian è seduto al posto davanti Marti. E si stanno punzecchiando. Stefano è dietro con. Paolo? Cosa davvero strana. Mentre Cristal è al suo posto. Che scarabocchia su un foglio. Mi siedo di fianco a Gian. Davanti a lei. Le devo parlare. Deve sapere che ho chiuso con le altre. Che quello che ha visto, era una falsa. Mi giro verso di lei. Che tiene ancora la testa bassa. Enrico:" Cristal ci tenevo a dirti che non è come pensi. Ho chiuso con lei giorni fa. Ma lei non lo ha accettato." Lei alza il viso dal foglio. Sorridente? Mi sono perso qualcosa? Cristal:" Lo so." Cosa? Cristal:" Stavo per entrare in classe. Un po' delusa sinceramente. Ma Gian mi ha fermata. E mi ha, diciamo, costretta ad osservare la vostra scenetta. E ho sentito tutto. Ma questo non vuol dire che tu debba fare resoconto a me della tua vita. Sei libero di fare ciò che vuoi. Ma sono felice che tu abbia voluto chiarire la situazione." Si mette a ridere. Mentre io guardo Gian. Che per la cronaca a soli occhi per Marti. E lo ringrazio mentalmente. Per quello che ha fatto. Torno a guardare Cristal che sorride ancora. Con quel dolce e delicato sorriso, che la rende sempre più bella. Cristal:" Per poco. Non cadevamo nel cliché, dei libri preferiti di Marti. Dove i protagonisti sono vittime di un fraintendimento." Io sorrido. Di nuovo calmo e spensierato. Sollevato che sia andato tutto bene. Enrico:" E già. Meglio così allora." Ma lei continua a ridere. Guardandomi il viso. E adesso cosa le prende? Enrico:" Perché ridi?" Lei cerca di trattenersi, mente mi indica la guancia destra. Cristal:" Hai la faccia sporca di rossetto." Cerco di pulirmi la guancia inutilmente. Lei ride ancora. Enrico:" Odio i rossetti." Sbuffo disgustato. Cercando di togliermi quella robaccia dalla faccia. Cristal:" Lo so..." Quante cose sai di me. Mentre io non so nulla di te. Non ti conosco. Mentre tu sei l'unica che sembra conoscermi davvero. Continuo a toccarmi la faccia. E lei a sorridere. Cristal:" Aspetta. Stai peggiorando le cose. Faccio io." Prende un fazzoletto. E inizia a pulirmi le labbra. Così delicatamente che ne meno la sento. Lei fissa le mie labbra. Mentre io fisso i suoi occhi concentrati. Appoggio la mia mano sulla sua, che si ferma sulle mie labbra. Ingoio a vuoto mentre i miei occhi affogano nei suoi. Sento il battito del suo cuore. Dalla presa sul polso. E corre quanto il mio. Mi manca il respiro. Enrico:" Cristal io..." È la voglia di baciarla, spinge forte nella mia testa. Nel mio cuore, nella mia anima. Proff:" SILENZIO. E SEDUTI. OGGI SONO GIA NERVOSA DI MIO. QUINDI FATE POCO I FURBI." Maledetta tempistica. Doveva arrivare proprio adesso questa strega? Cristal mi guarda sorridendo. Le lascio il polso. E torno a respirare. Cristal:" Sara meglio se ti giri. Oggi mi sa che è andata in bianco con il marito." Ridiamo e mi giro. Anche se non ne ho voglia. Ma non voglio che finisca nei guai a causa mia. Gian al mio fianco mi sorride soddisfatto. Forse le cose cambieranno da adesso in poi. In meglio finalmente. "_"_"_"_"_"_"_"_"_"_"_"_"_"_"_" La mattinata finisce. E non stavo così bene da secoli. Siamo stati tutta la mattina insieme. Tutti e sei a ridere e scherzare. Non ho avuto il coraggio di confessarle cosa provo. Ma abbiamo chiacchierato tutta la mattina di macchine. Il bello del suo lavoro? Non parla di cosmetici e vestiti. Ma di motori. La mia passione. Prima di andare ognuno per la sua strada. Ci fermiamo davanti all'istituto per fumare una sigaretta. Prima di tornare a casa. Marti e Gian parlano in disparte. Mentre Stefano e Paolo sono scomparsi. Quei due non me la contano giusta. Insomma rimaniamo io e Cristal. Cristal:" Non ho avuto il tempo di finire la tua macchina. Ma sarà pronta per stasera." Sarebbe l'occasione perfetta. Per stare un po' soli. Ma non posso. Enrico:" Stasera non posso. Ho una cena di famiglia. E non posso mancare. Altrimenti mia madre mi taglia le gambe." Lei sorride divertita. Forse credendola una battuta, ma non lo è Cristal:" Allora puoi passare domani mattina." Fantastico. Sarebbe un ottima occasione per stare un po' soli. Enrico:" Perfetto. Ti piace il caffè?" Marti:" Lo adora. Pensa che secondo me è una caffeinomane. E gli piacciono anche i cornetti ai frutti di bosco." Cristal guarda l'amica di traverso. Mentre Marti alza le mani in segno di resa. Enrico:" Ottimo. Allora ci vediamo domani mattina." Lei mi guarda e arrossisce. Dio quanto è bella quando arrossisce timida. Continua a guardare i miei occhi. E io i suoi. Sono la nostra prigione. Marti:" Si va bene. Vi vedete domani. Adesso andiamo. Prima che mia madre mi dia per dispersa." Lei annuisce. Mi saluta con un gesto della mano. E segue l'amica. Io rimango a guardarla mentre Gian mi tira via. Verso la moto. Saliamo sulla mia Ducati. E partiamo sparati verso casa. E come siamo abbastanza lontani. Gian inizia a gridare euforico e pieno di gioia. E io sorrido divertito Credo che abbia trattenuto questo urlo per tutta la mattinata. Anch'io sono felice che le cose con Cristal vadano bene. Ma forse non sono ancora pronto gridarlo ai quattro venti. Forse per paura che sia un sogno e che se qualcuno lo scopre, scomparirà. *_*_*_*_*_*_*_*_*_*_*_*_*_*_*_* Pov Cristal. Marti saltella euforica. Davanti allo sguardo divertito mio e di Paolo. Non sembra nemmeno che tocchi terra. Mentre nella testa pensa al suo amato Gian. So che, se non avesse accettato il suo invito. Se ne sarebbe pentita per tutta la vita. Ed è questo che le ho detto, davanti alla proposta di Gian. Imbarazzato e goffo. Anch'io mi sento molto felice. La mattinata con Enrico è stata piacevole. Sembra quasi che i 3 anni trascorsi siano scomparsi. Come se non fosse la stessa persona. Forse è veramente cambiato. Ma io non sono ancora pronta a girare pagina. Ancora non mi fido fino in fondo. Come gli altri giorni saluto Martin con un bacio e mi dirigo verso casa. Marti:"  Cristal. Aspetta. Aspetta. Mi sono scordata di dirti una cosa. Dio che imbranata che sono. Ho la testa tra le nuvole." Si porta una mano sulla fronte, colpendola. Facendo ridere me e Paolo. Paolo:"  Sì. Diciamo tra nuvole di ricciolini color nutella." Ridiamo io e Paolo davanti a una  Marti a disagio. Beccata. Marti:"Tacci tu. Guarda che ho capito chi è il tuo 'impegno'." Paolo tace. Beccarti anche lui. Siamo felici amici pessimi. Io e Marti, davanti al suo sorriso imbarazzato, ridiamo come se non ci fosse un domani. Paolo:" Basta. Sembrate due oche." Cristal:" Qua, qua, qua." Iniziamo a imitare, con le braccia, un oca. La genere che ci vede. Ci guarda storto. Ma chi se ne frega. Anche lui alla fine si arrende. E ride con noi. Marti:"Comunque non farmi perdere il filo del discorso. Cri ti volevo dire che è arrivata una macchina per te." Una macchina? Non dirmi che finalmente è arrivata? Sì, sì. Sì. Finalmente. Ok. Lo ammetto, non è una vera e propria macchina. È una Aixam gti, 4 posti. Senza patente. Me l'hanno comprata. Mia zia e mio cugino Andrea. Al mio compleanno. Che per la cronaca. Loro e i miei amici sono stati gli unici a farmi gli auguri. Mio padre quel giorno. Non si è fatto sentire nemmeno per scherzo. Comunque prima di partire. Gli avevo chiesto di mandarla  qui. Perché avevo paura che Davide o Francesca se ne sarebbero approfittati. Ci tengo a questa macchina è loro non devono toccarla. Ci dirigiamo verso il garage. E quando la vedo, ho quasi le lacrime agli occhi. Finalmente non dovrò girare per tutta la città a piedi. Paolo:" Allora quando ci fai fare un giro?" Cristal:" Quando volete. Magari domani mattina, quando ho finito di lavorare, potremmo andare a pranzo fuori." Marti:" Si. Non vedo l'ora di farmi la figa sulla tua auto." Paolo:" Sai che detto così suona male vero?" Marti:" O andiamo. Avete capito. Non fate tanto i polemici." Alla fine saluto entrambi. E con la mia bella macchina torno a casa. Mio cugino me l'ha mandata perfino col pieno. Decido di chiamarlo per ringraziarlo. E anche perché inizia a mancarmi. (Conversazione) Andrea- Se mi hai chiamato. Vuol dire che la macchina è arrivata. Cristal-  Grazie. Grazie di tutto Andrea. Non so come avrei fatto senza di te. Andrea-  Avresti fatto grandi cose,anche senza di me. Hai molto potenziale e tu lo sai. Cristal- Come state. E la zia? E l'officina? Andrea- Rilassati. Qua stiamo tutti bene. Anche se un po' ci manchi. Tu invece? Com'è la situazione? Cristal- Qua sempre uguale. Ci sono cascata di nuovo Andrea- Non essere troppo dura con te stessa. Purtroppo al richiamo del sangue non ci si può opporre. Cristal- Hai ragione. Ora vado. Devo fare un tagliando a una macchina. E poi stasera devo andare a lavorare in un ristorante. Andrea- Non dovresti lavorare così tanto. Sei una ragazzina. E dovresti prenderti del tempo anche per te. Cristal-  Lo vorrei tanto. Ma mio padre è di nuovo nei guai. E sai che sto mettendo da parte i soldi per quella cosa. Andrea- Lo so. Ma mi piacerebbe. Che ogni tanto, mi mandassi qualche foto con gli amici. E non sempre o con la tuta o con la divisa da cuoca. Cristal- Va bene. Prometto che cercherò di divertirmi di più. Ora vado un bacio. Andrea- Un bacio Cri. Stammi bene. (Fine conversazione) Sospiro ripensando alle parole di mio cugino. Devo davvero tanto sia lui che a mia zia. È grazie a loro se ho trovato me stessa. E ha ragione dovrei fare più cose da ragazzina. Ma devo pensare a mio padre. E poi ho fatto una promessa da mantenere. E ho bisogno di soldi per mantenerla. #_#_#_#_#_#_#_#_#_#_#_#_# Come ogni giorno sono tornata a casa. Mi sono cambiata. Portandomi il ricambio per stasera. In modo che non debba ritornare a casa. Mi posso preparare qua Ho preparato due panini. Ho ascoltato Francesca lamentarsi per la mancanza di soldi. Ho lasciato un panino a Peppe. Pranzando con lui, con qualche chiacchiera. E ora sto lavorando alla macchina di Enrico. Mio padre non c'è. Ma non mi sorprende molto. Ultimamente fa più da taxi a Francesca che il meccanico. Non importa. Lavoro meglio quando sono da sola. Lavoro all' Alfa 147 di Enrico. Una bella macchina non c'è che dire. Faccio la solita routine. Cambio dell'olio. Cambio delle pastiglie dei freni. E così via. Finalmente dopo un ora ho finito. Ma... Quando sto per allontanarmi. Noto un liquido giallastro nella marmitta. Lo prendo tra le dita. E lo analizzo con il tatto e con l'olfatto. Appiccicoso e senza odore. Inizia a venirmi qualche sospetto. Ho già visto questo liquido. Alzo il cofano e controllo la vaschetta dell'olio del motore. Noto che anche qui c'è quel liquido. Sul l'orlo del tappo. La posizione in cui è. Mi da conferma dei miei dubbi. Si tratta di un liquido che viene chiamato volgarmente Graivo. È un liquido ad autocombustione. A lento rilascio. In poche parole consuma la resistenza del motore molto lentamente. Fino a quando non lo fa distrugge del tutto. Così facendo, durante la scintilla di accensione. Il fuoco supera la resistenza ormai inesistente. Facendolo esplodere. E con esso, tutta la macchina. È una bomba a lunga tenuta. La macchina potrebbe esplodere tra un giorno, una  settimana o un mese. Il colpevole avrebbe tutto il tempo per svignarsela. Decido di cambiare completamente l'olio dell'intero sistema. Facendo girare l'olio buono. Ci metto quasi un'ora. Hanno proprio esagerato. Do un'ultima controllata al motore. La resistenza, meno male, ancora non è distrutta del tutto. Domani mattina ne parlerò con Enrico. Rimetto a posto il macchinario per far circolare l'olio. E guardo l'orologio. Cazzo sono già le 6:00 e tra un'ora devo essere al ristorante. Chiudo tutto. E mi faccio una doccia nell'ufficio. Dopo mezz'ora sono finalmente pronta per andare al mio secondo lavoro. "_"_"_"_"_"_"_"_"_"_"_"_"_"_"_" Parcheggio velocemente la macchina davanti al locale. Di fianco alla mia ci sono altre tre  macchine. Due BMW È un Mercedes. Noto che anche nella marmitta di un BMW e della Mercedes c'è quella strana sostanza. Forse sarà la stanchezza. Sono solo paranoica. E quindi non ci penso più. Entro  dall'entrata secondaria, direttamente in cucina. Saluto velocemente Carla. La titolare. Mi metto il cappello, la giacca e mi metto al lavoro. Il menù lo so già. Me l'ha mandato ieri sera via messaggio. Quindi devo solamente mettermi al lavoro. Il menù in realtà è molto semplice. È tutto a base di pesce. Ma a me piace giocare con le spezie e gli aromi. Piccoli trucchetti che ho imparato in Germania. In mezz'ora riusciamo a fare uscire sia gli antipasti che i primi. Ma non è tutto merito mio E anche grazie a Benedetta che lavora al mio fianco. Una ragazza silenziosa. Di poche parole. Ma che lavora bene. Si vede che ama questo lavoro, come me. Per questo mi ci trovo bene a lavorare. Dopo un quarto d'ora arriva  Massi. Il cameriere, nonché caposala, con cui ho fatto amicizia. Massi al contrario di Benedetta è un gran chiacchierone. Ma è anche molto simpatico. Comunque arriva in cucina tutto euforico e  felice. Massi:" I tuoi piatti sono piaciuti veramente tanto. Soprattutto alla donna in gravidanza. Dicono che vogliono parlare con te." Sospiro. Prendendomi un secondo di pausa. Cristal:"  Mi dispiace. Devi dirgli che non posso venire." Lui strambuzza gli occhi. Massi:" Come non puoi venire? Ma tu hai capito, che stiamo parlando di persone importanti?" Sbuffo. Sono stanca di persone importanti. Cristal:" Ho capito. Ma se vogliono mangiare il secondo, non posso muovermi. Altrimenti brucerò la cena. E mi sa che non ci saranno più questi bei complimenti." Massi sbuffa e io torno a lavoro. Pausa finita. Massi:" Va bene. Io vado. Ma se poi Carla se la prende con me. Darò tutta la colpa a te." Sorrido, mentre lui sbuffa spazientito. Senza farmi cambiare opinione. Cucino per fare mangiare la gente, non per la gloria. Cristal:" Sì, sì, fai pure. E chiedi alla donna in gravidanza cosa gradirebbe come dolce." Massi:" Vado e torno." Vola via veloce come un razzo. Imitando il vedo di spidy Gonzalez. Tra le risate mie e di Benedetta. Torna una decina di minuti dopo. Con la faccia divertita. Cristal:"  Allora cosa hanno deciso per dolce?" Lo guardo, senza smettere di girare il pesce sulla piastra. Massi:"  Oh guarda. Io i gusti delle donne in gravidanza, non li capirò mai. Pensa che mi ha detto. Che gli è venuta voglia di fragole e basilico. Ma io gli ho detto che non è possibile. E quindi ha optato per un dolce al cioccolato." È vero il dolce al cioccolato sarebbe molto più semplice da preparare. Ma una donna in gravidanza deve essere sempre felice e soddisfatta. Quindi mi fermo due secondi, sul posto, a pensare. A scavare nel mio archivio qualche ricetta particolare. Un sorriso mi nasce sul volto. So esattamente cosa prepararle. Cristal:" Benedetta. Puoi finire tu qua? In modo che io possa preparare il dolce?" Lei annuisce, mettendosi alla mia postazione. Benedetta:" Certo cara. Vai pure. Tanto qui ormai c'è solo da impiattare." Le sorrido ringraziandola. E  vado alla postazione dei dolci. Inizio a tirare fuori tutti gli ingredienti necessari. Sotto lo sguardo curioso di tutti. Osservo l'ingredienti. Contenta che ci siano tutti. Dopo di che mi metto a lavorare. Spero che il dolce gli piacerà... "_"_"_"_"_"_"_"_"_"_"_"_"_"_"_"
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