Le ore passarono come secoli nella stanza degli archivi. Lorenzo era immerso nella lettura, circondato da volumi aperti che formavano un cerchio di conoscenza proibita intorno alla sua figura concentrata. La luce dorata delle lampade ad olio danzava sui suoi lineamenti, creando ombre che accentuavano la determinazione feroce impressa sul suo volto. Ogni tanto mormorava qualcosa sottovoce, prendendo appunti su un taccuino di pelle consumata che teneva sempre con sé. Stefano fingeva di riordinare alcuni manoscritti, ma in realtà ogni sua fibra era sintonizzata sull'uomo che aveva di fronte. Il modo in cui Lorenzo aggrottava la fronte quando incontrava un passaggio particolarmente oscuro, come si passava la mano tra i capelli quando era frustrato, il suono del suo respiro che si faceva più p

