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1648 Words

33 «Il nostro cuore è un serpente che divora sè stesso, l'animo nostro un vapore, che i venti si traggono in giro», – Cantò Edoardo Rod. – Nonostante l'apparente tranquillità, Marco, Lara e Massimo vivevano come sotto un incubo, il cuore divorato da sè stesso, l'animo perduto nel vortice di un presentimento angoscioso. Massimo temeva... di che? Di nulla, ma nelle ore vespertine, allorchè solo pensando intensamente a Lara, che in quell'ora sapeva vicina a Marco che le parlava d'amore con la sua eloquenza ben cognita e affascinante, provava un'acre tristezza, una paura infinita, indistinta, che le lettere di Lara, sempre più ardenti, non riuscivano a far sfumare interamente. Lara temeva... di che? Non sapeva neppur essa spiegarselo, ma il vecchio presentimento rumoreggiava nuovamente nel su

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