“Oh, mio dio!”. “Lascia perdere dio e pensiamo a noi...”. “Non ho il coraggio di...”. Un lungo e appassionato bacio zittì Elisabetta. “Amore mio, ascoltami bene: è l’ultima volta che ci vediamo qua dentro...”. “Non...”. “Taci e ascoltami bene... Lunedì notte, quando l’orologio della chiesa batterà le due, io sarò davanti alla porticina sul retro...”. “Ma è una follia, che ne sarà di noi?”. “Non ti preoccupare, è tutto organizzato, andremo in Svizzera, a Locarno, dove ci aspetta il mio amico Martino...”. “Oh, mio dio, in Svizzera, ma come...”. Un altro caloroso bacio troncò ogni obiezione. “Ho detto di non preoccuparti, con il calesse che Martino mi ha lasciato raggiungeremo Verona, ci vorranno due giorni...”. “Ma è una follia, ci scopriranno...”. “Lascia fare a me... dicevo: r

