Il bombardamento non era durato più di una mezzora. Un tempo di vita insignificante eppure infinito durante il quale Elsa aveva vissuto come in apnea. Quando la sirena del cessato allarme era risuonata, aveva stentato a riprendere a respirare normalmente e si era fatta largo a spintoni lungo la galleria per uscire il prima possibile all’aria aperta. Aveva tagliato lungo via San Bernardo, attraversato Canneto ed era sbucata in via San Lorenzo nel giro di pochi minuti. Una bomba era caduta sul palazzo accanto al suo sventrandone buona parte della facciata. Dalla piazza si potevano vedere gli interni delle stanze come in un gioco di bambole. E lo strano era che, almeno da quella distanza, tutto sembrava essere rimasto intatto in quegli scorci di intimità: un vaso con i fiori era rimasto in pi

