Andrea Casazza e Max Mauceri La signora dei topi Poco più che un fruscio. Un muovere di vento sottile e leggero. Nessuno lo avrebbe avvertito. Nessuno ne avrebbe potuto indovinare l’origine, meno che mai in quel crepuscolo d’estate impastato di umidità e calura. Ma lei lo avvertì, immediatamente. Era un richiamo usuale, un comando, un ordine; agli inizi era stato perfino un piacere. Ora era vecchia e la stanchezza, che la abbracciava con forza ogni giorno crescente, aveva stemperato il piacere nell’acqua torbida dell’abitudine. Elsa si alzò puntando le mani sul tavolo di cucina. Prese il bicchiere e ne versò il contenuto nel lavandino. Il piccolo scroscio d’acqua si impastò nel rigurgito di un nuovo, flebile richiamo. Notò che, sul ripiano del tavolo, il cerchio d’acqua lasciato dal bic

