Enzo Ferrea Carla, mia cara... “Non è vero!” disse. “Non è vero!”. Piegò il foglio e lo nascose nella tasca della gonna. Quando alzò gli occhi incrociò lo sguardo obliquo di sua madre; pareva assorta, ma le labbra tradivano la voglia di gridare: “Te l’avevo detto!”. Si alzò in piedi e per un momento non seppe se dirigersi a destra o a sinistra, perché il suo mondo si era diviso in due parti. Sul tavolo di formica c’erano le tazze della prima colazione. Le portò sul lavandino; lavò prima la sua, poi quella più grande del marito. Si fermò con la tazza in mano. A lui piacciono le donne in carne, e lei è tanto magra. Qualcosa era riuscita a pensare. Aspettò, ma non le venne altro. L’orologio alla parete batteva i minuti. Anna guardava le lancette muoversi e ascoltava, finché capì che eran

