Franco A. Ferri Regina Prologo Il fitto chiacchierare degli invitati alla festa si interrompe: tutti hanno distintamente percepito l’ululato che ha scosso la quiete notturna. Il personale di servizio, perplesso, dopo aver rivolto gli occhi prima alla luna, poi al deserto, tranquillizza comunque gli ospiti stranieri: “coyote”. Regina osserva distratta l’incredibile policromia di Portofino: il blu brillante dell’acqua, il verde scuro della macchia mediterranea chiazzata delicatamente dalla tonalità più chiara degli ulivi e vivacemente dal fucsia delle buganvillee e dall’azzurro dei plumbago. I colori delle case appaiono come stesi da un artista ispirato: rispecchiandosi nell’acqua si confondono, tendendo a formare un tutt’uno con la natura esplosiva di quella stagione. La giovane guarda

