CAPITOLO OTTO Sta squillando il telefono. La voce di Frankie aveva assunto una nota petulante nella sua testa. Anche Alan lo aveva sentito. L’unico problema era che non riusciva a distogliere lo sguardo dai rami dell’albero spostati dal vento che si era alzato con l’approssimarsi del tramonto. Ecco un’altra violenta raffica e le foglie che venivano spinte in avanti. Alan non ne capiva molto di flora, ma era abbastanza convinto che fosse una quercia. Il tronco era massiccio. Sì, doveva essere una quercia. Un’altra raffica, questa persino più impetuosa della precedente. Qualche foglia volò via, trasportata dalla brezza. Ma i suoi occhi erano tutti per l’albero. Avrebbe potuto osservarlo per ore. Magari lo aveva già fatto. Dietro al vetro, si sentiva al riparo, protetto. E l’unico suono

