CAPITOLO SEDICI C’era stato un momento della sua infanzia in cui era stato quasi felice. Ricordava che c’era stato, ma non sempre era capace di visualizzarlo, come se fosse un pesce guizzante nello stagno limaccioso della sua mente. In quel momento però, mentre la ragazzina dormiva e la poliziotta si dibatteva inutilmente nel portabagagli, Alan riuscì ad aggrapparcisi senza problemi. Era forse l’ultimo ricordo prima dell’arrivo di Frankie. Era una serata primaverile e faceva molto caldo. Doveva essere maggio, perché si respirava aria estiva. Alan non ne era sicuro. Ricordava però che stava giocando sul portico di casa con i Transformers – i suoi giocattoli preferiti in assoluto – quando i suoi genitori erano tornati. Aveva visto i fari dell’utilitaria colpirlo come riflettori. Anche a

