Capitolo II

1115 Words
Capitolo II Perry Fred Drake arrivò alla scuderia alle 10, all'ora solita, cioè. Lasciata la sua piccola Renault sul piazzale dell'ippodromo, avanzò per la stradetta che tagliava i campi. Quando fu alla stecconata del «tondino», si fermò a guardare il lavoro dei cavalli. La Vergine gli passò davanti al galoppo. Drake bestemmiò. Aveva corrugato le ciglia bianche cespugliose e i baffetti bianchi, a spazzolino, gli si erano rizzati. Da una settimana aveva dato l'ordine che il crack fosse montato dal suo fantino. E, invece, sulla groppa della cavalla c'era quella scimmiettina risecchita del garzone! Perry Hodburn se ne infischiava dei suoi ordini! Doveva aver preso un'altra sbornia, alla notte, e adesso dormiva! Un grande fantino Perry, 1800 vittorie in dieci anni, un vero record. Ma, by Jove, gli avrebbe insegnato lui ad ubbidire. L'allenatore e padrone, dopo Dio, nella scuderia! Drake batté col frustino sulla stecconata e si diresse verso i fabbricati. Nel costeggiare la pista, per quanto fosse fuori di sé, sostò ancora qualche minuto a guardare i cavalli. La Vergine doveva essere il suo capolavoro. Nessuno la conosceva. Un soggetto di gran classe, che lui aveva acquistato in Inghilterra. Non apparteneva a nessuna delle grandi famiglie celebri. La madre era fattrice in America, ma non aveva ancora fatto parlare di sé. Quando Fred Drake era tornato sul continente con quel suo acquisto e aveva detto al barone di aver pagato la cavalla duemila ghinee — lui faceva sempre i conti in ghinee, per snobismo, perché voleva ricordare al padrone d'essere un inglese puro sangue — il barone s'era messo a tempestare per lo studio, gridando ch'era matto, che voleva rovinarlo, che certo una buona parte di quella somma gli era rimasta nelle tasche!... Una cavalla sconosciuta, che non aveva una genealogia di gran classe, che non aveva neppure una genealogia, anzi! Duemila ghinee!... Una due anni, che non aveva mai corso, né in un Derby e neppure sulla pista d'un ippodromo di provincia. Un'incognita, un'innominata, una bastarda!... Fred Drake aveva lasciato che il vecchio si fosse sfogato e poi gli aveva detto: — Barone, lei dovrà chiedermi scusa per le ingiurie fatte alla cavalla! Il mio acquisto è un crack e sarà il grande vincitore del 1937!... La prima corsa in cui si produrrà voglio che sia il Gran Premio di Milano e lo vincerà! Glielo dice Fred Drake e ringrazi Iddio che Fred sa compatire e non manda al diavolo lei e la sua scuderia, come dovrebbe! Con queste parole era uscito dallo studio, sbattendo la porta, e aveva abbandonato il palazzo, senza voltarsi. Naturalmente, il barone gli aveva chiesto scusa e proprio sul terreno da lui scelto, nel suo regno, davanti al box della cavalla. — Ebbene, come la chiamerà? — La Vergine. — Eh! Ma è matto!? E il barone s'era fatto pallido, pallido come un cencio. Al ricordo di quel pallore, Drake sogghignò perversamente. Non era matto, lui. Aveva detto Vergine e Vergine sarebbe stata. Nessuna spiegazione da dare. La cavalla doveva vincere e vincere con quel nome. Aveva voluto Perry Hodburn per prima monta, quell'anno, appunto perché corresse sulla Vergine le 500.000 lire del Milano. E adesso Perry Hodburn si ubriacava e dormiva, invece di far lavorare la cavalla! A otto giorni dal Gran Premio!... Bestemmiò di nuovo e, agitando il frustino, varcò la porta della scuderia e, traversato l'androne, andò a piantarsi in mezzo al cortile. — Hodburn! — gridò e il suo fu un grido da Giudizio Universale. Quei quattro o cinque garzoni, ch'erano nei boxes e in giro per i cortili, accorsero. — Andatemi a chiamare Perry!... Il più svelto di tutti fu un omaccione sbracato, in zoccoli. Salì la scaletta e corse per la passerella, che univa i posteggi ai locali accessori dove dormivano gli uomini. Hodburn aveva voluto una camera in alto, l'ultima della fila di camerette, sotto il tetto. Lui, rompendo la tradizione dei fantini di gran classe, dormiva in scuderia con gli altri fantini e con gli allievi. — Perry! — chiamò l'omaccione e spinse la porta. Campato in mezzo al cortile, col berretto tondo da marinaio per traverso, Fred Drake guardava la porta aperta sul ballatoio esterno, aspettando di veder comparire il volto grinzoso di Perry Hodburn. Ma fu invece quello rotondo e schiacciato del caporale di scuderia a riapparire. Ed era stravolto. — Dorme, eh? Ubriaco come la giustizia! Afferralo così com'è e buttalo fuori! L'uomo, appoggiato alla ringhiera di legno, fissava l'allenatore, sporgendosi, e cercava di parlare, senza che gli uscisse suono dalla gola. — Ebbene, by Jove!? Gli altri garzoni si avvicinavano. — Perry... Perry... — riuscì a emettere quello lassù — … è morto! — Che dici!? Fred Drake si lanciò, seguito dagli uomini. Appena dentro alla cameretta, vide che Perry Hodburn era morto davvero. Vestito ancora col suo abito grigio a quadratoni, il fantino di Epsom e di Ascot, d'Auteuil e di Longchamp, colui che aveva vinto 1800 corse sugli ippodromi di tutto il mondo e aveva montato almeno 10.000 volte da quando era nato, giaceva riverso sulla branda, con gli occhi chiusi, il volto placido, come se dormisse. Piantato in mezzo al petto aveva un coltello dal manico di legno e non si vedeva naturalmente che quel manico giallo, ritto, e tutt'attorno una gran macchia di sangue nero, che aveva invaso il panciotto e la giacca. Fred indietreggiò e ricacciò sul ballatoio gli uomini, che lo avevano seguito. Lo fece con tanto impeto che quei quattro o cinque si gettarono contro il parapetto e lo fecero cigolare da spezzarsi. Per qualche minuto, l'allenatore rimase sulla soglia a guardare il cadavere. Era spaventoso! Spaventoso e incredibile. Chi poteva avere ucciso a quel modo Perry Hodburn? Certo, lo avevano ucciso nel sonno! Dall'androne venne il nitrito di un cavallo. I garzoni riconducevano le bestie nei cortili, per asciugarle e massaggiarle, prima di dar loro da bere e da mangiare. Quel nitrito valse a scuotere Drake. Chiuse con violenza la porta della camera e si volse agli uomini. — Giù! Presto!... Non vedete che rientrano i cavalli? Gli uomini discesero; ma erano sconvolti. — Che cosa fate? Muovetevi, perdio! I garzoni rimanevano in sella, meravigliati che i compagni non accorressero come al solito ad afferrar loro le redini. — Portate tutti i cavalli nel secondo cortile!... E discese. Guardò che la cura delle bestie avesse principio e poi volse lo sguardo alla porta chiusa, sotto il tetto. Dietro quella porta, c'era Perry Hodburn con un coltello nel petto! E adesso? Che doveva fare, adesso? Ah! sì... avvertire la polizia, doveva... Un delitto!... Ma perché? Ma perché, by Jove!... Si diede una manata sulla fronte. Per tutti i diavoli e chi avrebbe montato la Vergine, fra otto giorni?!
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