Capitolo 5: Patto 2

858 Words
— Ella — Non mi muovo. Rimango nel suo abbraccio, assaporando la solidità delle sue braccia, la prova tangibile della mia intuizione. — Grazie, giovane uomo, dico, la mia voce un filo basso e intenzionalmente prolungato. La professoressa le è debitore. Sottolineo il « lei », caricando la parola di un'ambiguità deliberata. Riconoscente allo studente? O all’uomo che la tiene tra le braccia? Il rossore che invade il suo viso è istantaneo, spettacolare. Sale dal suo collo, inonda le sue guance, raggiunge la punta delle orecchie. È una rivelazione tanto eloquente quanto quella del suo corpo sul campo da basket. Mi lascia andare come se la mia pelle bruciasse, arretrando di un passo così brusco da quasi inciampare a sua volta. — Non è… nulla, balbetta, sistemando le sue occhiali con un gesto nervoso, ricostruendo il suo riparo. Fai attenzione… ai gradini. Sono scivolosi. Abbassa la testa, stringendo il suo libro come un salvagente, e si volta, quasi correndo, scomparendo nell’ombra del portico della biblioteca. Rimango sola sui gradini, il punto in cui la sua mano si è posata sulla mia vita ancora bruciante. Il mio respiro riprende lentamente. Porto le dita alle labbra, soffocando una risata che è in parte trionfo, in parte pura eccitazione. Il gioco è aperto. E ho appena segnato il primo punto. --- **Qualche ora dopo** Tornata nel mio loft, l’agitazione della giornata si trasforma in una concentrazione acuta. Il computer è aperto. Ancora nessun messaggio da « Cerise ». L’attesa è finita. Tocca a me. Trovo il suo contatto privato sulla piattaforma. Le mie dita fluttuano sopra la tastiera. Devo essere diretta. Pragmatica. È una transazione, dopotutto. L’ho pagata. Scrivo: « Il denaro è stato versato. Ora passiamo alle modalità pratiche del nostro incontro. Prima di tutto, ho bisogno di una prova. Inviami una foto del tuo viso. Chiara, senza accessori. Devo assicurarmi che… il viso corrisponda al corpo. » Premo « invia ». Il messaggio parte nel vuoto digitale. Un brivido mi percorre la schiena. È il momento della verità. Rifiuterà? Scapperà? O giocherà il gioco? I minuti che seguono sono interminabili. Mi alzo, girovago per l’atelier, lasciando le mie dita correre sulle statue senza volto che popolano lo spazio. Corpi perfetti, bloccati nell’eternità della pietra o del bronzo. Nessuno ha mai fatto battere il mio cuore in questo modo. Nessuno è mai stato un segreto da decifrare. Un avviso sonoro mi blocca sul posto. Mi precipito verso il computer. È lui. Nessun messaggio. Solo un allegato. Un’immagine. Il mio cursore trema leggermente. Clicco. La foto si apre, occupando tutto lo schermo. Il respiro mi manca. Non è Luca lo studente. Non è del tutto Cerise lo streamer. È l’uomo tra i due. Ha tirato indietro i capelli, lasciando completamente scoperta la fronte e le sopracciglia. Gli occhiali sono spariti. La luce è soffusa, ma basta. Il viso è… di una bellezza angolare, inaspettata. Gli zigomi alti e prominenti, la mascella quadrata, netta. La bocca, con le labbra ben disegnate, è seria, chiusa. Ma sono gli occhi a catturare tutto. Quel verde profondo, ora fissato sull’obiettivo con un’intensità diretta, quasi provocatoria. C’è ribellione in quello sguardo. Orgoglio. Stanchezza anche. Un’anima vecchia in un corpo giovane. È il volto di un principe travestito da contadino. Il volto nascosto dietro il corpo perfetto. E è, senza ombra di dubbio, quello di Luca Moretti. Il riconoscimento è immediato, totale. Ma la rivelazione va oltre. Vedere queste due identità – lo studente inconspicuo, lo streamer sensuale – fondersi in un solo viso crea un vertigine. La complessità dell’essere che si svela è mille volte più preziosa, più ispirante, di quanto avessi potuto immaginare. Non è più solo una musa corporea. È diventato un enigma umano. Il soggetto perfetto. La mia risposta è rapida, professionale. Non lascio trasparire il mio tremore interiore. « Perfetto. Incontriamoci domani, 18:00. Giardino botanico, nella serra delle camelie. Vieni solo. » Aggiungo un indirizzo di incontro pubblico, neutro. Voglio controllare i primi minuti. Vedere come si muove nel mondo reale, senza l’anonimato dello schermo o il ruolo dello studente. La sua risposta arriva pochi secondi dopo, altrettanto concisa. « D’accordo. » Solo una parola. Ma pesa tonnellate. Mi sprofondo nella mia sedia, il cuore che batte all’impazzata. Domani, 18:00. La caccia sta per finire. O forse non fa che iniziare. In basso allo schermo, un’altra notifica lampeggia. Un messaggio di Fabio, ovviamente. « Cara, una serata di gala al Palazzo Vecchio domani sera. Sarai il mio braccio destro, come sempre. Mando l'auto alle 19:00. Non tardare. » Leggo il messaggio, un sorriso freddo sulle labbra. Il contrasto è stridente. Da una parte, il segreto, l’interdetto, la promessa di un incontro che potrebbe cambiare tutto. Dall’altra, il lusso soffocante, la predestinazione noiosa, Fabio e il suo mondo dorato. Non rispondo subito. Guardo la foto di Luca, quegli occhi verdi che sfidano l’obiettivo. So cosa farò domani. So a quale incontro non tarderò. Digito una risposta a Fabio, veloce. « D’accordo. 19:00. » Una notte bianca in più si preannuncia. Ma questa volta, non è l’attesa a tenermi sveglia. È l’anticipazione feroce, magnificente, di smascherare completamente l’uomo che si nasconde dietro la maschera.
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