— Ella — Il giorno dopo la festa. La luce del mattino scivola attraverso le tende di seta, disegnando motivi dorati sul parquet lucidato. Sono distesa in questo letto troppo grande, troppo morbido, troppo silenzioso, e non ho dormito. Non davvero. Ho solo galleggiato tra due acque, tra incubi e ricordi. Il suo volto. Non riesco a scacciare il suo volto dalla mia mente. Luca nella folla. Luca sotto la pioggia sottile che cadeva su Firenze ieri sera. Luca con quegli occhi che mi gridavano cose che le sue labbra non potevano dire. La mia mano trova il mio ventre, come un riflesso ormai. Quel gesto che ripeto senza sosta, come una preghiera laica, come un segreto che il mio corpo racconta alla mia anima. L’ho fatto per te. Lo capisci, tu che sei troppo piccolo per capire? Ho fatto questo

